KARTING

EMOZIONE & PASSIONE

FacebookTwitterInstagramYoutubePocketMags

Vroom 289… Max 2

Vroom 289… Max 2
News & Anteprime

Settembre è il mese dei mondiali. E Verstappen – numero 1 in Europa – è il pilota da battere. In questo Vroom, oltre alle avvincenti performance agonistiche internazionali e nazionali, da non perdere di vista la prova in pista «Sotto Pressione», come fare la pressione dei pneumatici, uno dei parametri di base del set up di un kart; il primo piano su Oxydia, la nuova telecamera Starlane e lo speciale su come sempre più autodromi consentono delle giornate dedicate al kart. Si prospetta una nuova frontiera per il karting nazionale?


RIFLESSIONI...

C’erano una volta i kartodromi...

Certe volte ci permettiamo qualche “pensiero in libertà” sul karting e sulla situazione generale. E i giri di pista sugli autodromi di Modena e di San Martino del Lago in kart, sono stati fra quelle situazioni che ti portano a farne parecchi, di pensieri. Come pure gli incidenti accaduti ultimamente a Sarno, troppi per pensare a semplice fatalità. E si aggiunge pure, in modo per fortuna molto più soft, la constatazione sull’ultimo test a Ortona in cui abbiamo visto che appena la pista è gommata e permette di fare “a palla” anche la curva prima del traguardo, si sta col gas spalancato in pieno per più di 500 metri e di 22 secondi. Tutte situazioni con un comune denominatore: la lunghezza del “rettilineo” anche quando retto non è. Insomma, dritto o “storto” che sia.
Solo che, mentre a Modena si è voluto spezzare con una chicane il rettifilo “automobilistico” di 480 metri per ridurlo, in altri casi kartistici si sono ottenute situazioni decisamente opposte. Perché ormai, sfruttando da un lato le attuali gomme che permettono di fare “in pieno” molte curve, e dall’altro l’inserimento di “pieghe” e chicane che fanno effetto solo sulla piantina del geometra (mentre nella realtà si superano senza togliere il gas e quasi senza nemmeno muovere lo sterzo), di fatto nei circuiti da kart attuali si è arrivati ad ottenere allunghi che hanno poco da invidiare (in termini di lunghezza, non certo di sicurezza) a quelli di autodromi anche piuttosto grandi. Però, appunto, in kartodromo... Ebbene: ha senso tutto ciò? Alla luce dei fatti incresciosi di Sarno, la risposta sarebbe anche troppo facile. E non serve certo stare lì col centimetro in mano per rendersi conto che in certi posti le vie di fuga non sono certo adeguate alle velocità ormai raggiunte in quelle zone (e questo vale anche per piste pur “blasonate” come Lonato). A questo si aggiunge che, al contrario dei kartodromi di una volta, a punti in cui si raggiungono velocità esagerate si contrappongono troppe curve lentissime, che sbilanciano i tracciati, rendono meno emozionante il kart e danno più importanza agli assetti che non alla guida.
Tutto ciò, nel vagare dei pensieri, ci ha portato a constatare come il problema esaminato sia una delle concause più importanti dell’attuale degenerazione del karting (quella che qualcuno chiama crisi). Perché aver snaturato i tracciati ha portato ad una serie di conseguenze che sono andate ad intaccare tutte le qualità che una volta si riconoscevano senza esitazione al nostro sport. Conclusioni alle quali si arriva anche partendo dal lato opposto, cioè valutando non tanto come siano adesso le piste, ma com’erano una volta. Senza arrivare all’estremo (in senso positivo) di tracciati come la Pista d’Oro in cui non potevi fare una curva senza pensare a quell’altra subito dopo, avevamo una situazione molto più omogenea in cui la pista San Pancrazio di Parma era considerata decisamente veloce (adesso farebbe ridere, questo termine). Fatto sta che, per cominciare, le velocità massime erano piuttosto basse. Oggi dire una cosa del genere sembra sminuire, ma pensiamo a cosa ciò comporta tecnicamente: un rapporto di trasmissione “corto”, specie con i monomarcia. Ora io chiederei: quando siete in auto, vi emoziona di più l’accelerazione in seconda o terza marcia, oppure quella in quinta/sesta? Già, perché avere rapporti corti significa ottenere accelerazioni da brivido, anche senza potenze esagerate. È il caso di ricordare che un tempo, quando salivi su un kart la prima volta, non riuscivi a tenere il casco dritto appena pestavi sul gas...
Questo non è un aspetto fine a se stesso o solo emotivo (che già non sarebbe poco): avere a disposizione simili performance rendeva il kart un piccolo mostro da guidare, dovevi “farti l’occhio” perché le curve si susseguivano a un ritmo da F1, e anche imparare a dosare il piede destro, dato che era facile esagerare. Si poteva finire in testacoda in accelerazione, cosa di cui i piloti odierni non hanno nemmeno sentito parlare perché con gli attuali kart è impossibile. Questa riserva di potenza (perché quello che conta non è la coppia motrice all’albero, ma quella alle ruote) permetteva di sopperire ad eventuali leggere carenze di assetto e soprattutto permetteva di esaltare la differenza su chi riusciva ad accelerare prima e più forte. Rendendo peraltro più facile “costruire” i sorpassi (senza doversi “buttare dentro” o peggio “buttare fuori” l’altro) e soprattutto faceva sì che l’esperienza di guida di un kart fosse qualcosa di quasi unico.
Questo proprio perché i tracciati erano omogenei e bilanciati, cioè con curve e rettilinei senza sproporzioni. Ci stava bene giusto una curva un po’ più lenta delle altre, una sola per non costringere a variare il rapporto (e quindi senza necessità di prendere regimi stratosferici in rettilineo) ma che permetteva anche a chi era capace di esprimere una guida più scorrevole di manifestarla e di avvantaggiarsi in quel punto della pista. Ebbene, chissà com’è, quando accadeva come descritto, dal karting sono saltati fuori dei veri campioni di guida e la partecipazione era in continuo crescendo.
Poi cos’è successo? Che la mentalità ha preso un’altra piega: non solo rettilinei (o spezzoni di rettilineo raccordati in modo fatuo fra loro) sproporzionati, ma anche tornanti lentissimi in quantità, nello stesso tracciato. Con due conseguenze: giri motore allucinanti in rettilineo (ed è questo che aveva reso fragili i motori 100, mica la loro costruzione intrinseca) e comunque percorrenze di curva “sottocoppia” che richiedevano assetti estremi per “liberare” il kart. Il tutto con rapporti comunque più lunghi che hanno limitato l’accelerazione e quindi sia la necessità di saper usare l’acceleratore, sia il divertimento. Ma questo andava bene, perché “qualcuno” poteva far vincere i propri piloti non in virtù della loro abilità di guida, ma per la superiorità tecnica dei kart. Cosa che ovviamente si poteva sfruttare solo pagando. Però ora si è arrivati alle estreme conseguenze e ne stiamo raccogliendo i risultati, in termini sia di sicurezza che di partecipazioni (calate entrambe, ovviamente).
Siamo naturalmente ben consci che questo sia solo uno degli aspetti di tutta la situazione (non propriamente felice) attuale, però non tanto marginale. Fatto sta che se, allo stato attuale delle cose, degli autodromi sono diventati più adatti ai kart (anche quelli monomarcia) di tanti kartodromi (...) anche in tema di sicurezza, qualche domanda ce la si dovrà pur porre... e noi l’abbiamo fatto.
Piccola nota a margine: è quasi umoristico rilevare come ancora oggi tanti non abbiano ancora capito che, dato il pignone da 12 denti sui KF contro quello da 10 che montavano i 100 (mentre le corone sono rimaste più o meno le stesse, da pista a pista), per avere la stessa coppia alle ruote e quindi le stesse prestazioni in accelerazione, un KF deve esprimere almeno il 20% di coppia motrice in più all’albero. E su tutta la curva di erogazione, non solo “di picco”. In più c’è l’aspetto del peso... Capito perché, unitamente alla diversa conformazione dei tracciati, il kart degli anni ’80 gratificava di emozioni enormemente maggiori?

Maurizio Voltini



SOMMARIO ANALITICO 289



COPERTINA

Europeo KF a Ortona – Dopo la conquista del titolo Europeo KZ Max Verstappen centra anche quello della KF.  È l'olandese della Crg il pilota da battere al mondiale!






GARA: CIK-FIA European KF-KF Junior Championships
Tutto in una curva.
Dopo le finali di Ortona, come non parafrasare il titolo della famosa commedia degli anni ’80, visto che la prova conclusiva del Campionato europeo KF-KF Junior si è giocata tutta nel breve rettilineo del Circuito Internazionale che precede la seconda curva... dalla quale, ovviamente, nessuno dei due principali pretendenti al titolo – Nielsen, leader della KF, Norris della KFJ - è uscito indenne. Ad avvantaggiarsi della roulette russa di Ortona, Max Verstappen e Valentin Moineault, che si sono aggiudicati rispettivamente il titolo e la finale nella KF. Nella Junior, invece, Ticktum domina, ma Norris riesce a sfruttare il 25esimo posto per la conquista del titolo grazie alla classifica avulsa (per utilizzare un termine noto negli ambiti calcistici).






GARA: CAMPIONATO ITALIANO 3a prova
Duelli… titolati.
Dante e Pastacaldi in KZ2, Lorandi e Pulcini in KF3, Fusco e Abrusci nella Mini sono questi i duellanti per la conquista del tricolore. Solo il francese Darras sembra gestire a suo piacimento la disputa in KF2.






GARA: ROK CUP ARE OVEST
La Rok diverte e convince. Previsto un finale di stagione strepitoso






GARA: TROFEO NAZIONALE EASYKART
Pienone Easy a Val Vibrata






GARA: TROFEO KARTSPORT
Viverone. Una pista che esalta i piloti






GARA: TROFEO CIAK
Formula… vincente!






GARA: UPN-ENDAS – CUP RACE LAZIO & CUP RACE C.A.M.
Adrenalina Blu conquista la vetta della FC





Altre gare:
Dalle Regioni - Lazio, 14° Trofeo Rambo
A Ricci Alessandro (125 Gilera) il 14° Torneo Rambo Racing

Dalle Regioni - Toscana, Tuscany Challenge
Marco Vannini della 125 Prodriver Pro vince il Tuscany Challenge

Dalle Regioni - Sicilia, Trofeo Regionale Circuiti Cittadini 2013
Mazara del Vallo - In Sicilia il kart è Cittadino
Sciacca - I saccensi scoprono il kart

Gara: CIKA-ENDAS – Campionato amatoriale regionale Puglia
Una valanga di premi






THINK DIFFERENT: IL KARTING AMATORIALE 2
L'isola di nuovo felice.
Abbiamo visto sullo scorso Vroom come certe serie alternative riescano a riportare i kartisti a correre mirando su regolamenti più amatoriali. Continuiamo ora osservando come, parallelamente, anche la Sicilia sia riuscita a rimpolpare gli schieramenti puntando sullo stesso ordine d’idee e come pure lì stiano fiorendo sistemi inusuali come la classe Rent  





PROVA IN PISTA, COME "FARE" LA PRESSIONE
Sotto pressione.
La definizione della pressione dei pneumatici è uno dei parametri di base del set up di un kart. Vediamo un po’ come fare per capire quale sia quella migliore, con un esempio pratico in pista con un Tony-Vortex messo a disposizione da Miliziano






PRIMO PIANO: STARLANE OXYDIA
La telecamera veloce e precisa.
Fra le caratteristiche della “action camera” prodotta da Starlane, abbiamo la definizione fullHD, la costruzione resistente all’acqua e pure la forma aerodinamica






KART TRAVEL
Viaggiare in Europa per il karting.
La passione di un team che dalle Canarie è costretto ad affrontare migliaia di km via terra, mare e aria per partecipare alle gare titolate karting in Europa. Ecco un primo piano sul viaggio del team Jamkart durante la stagione 2012.






THINK DIFFERENT: È BOOM PER I KART/AUTODROMI
Dopo Modena e Magione, anche la pista auto/moto di San Martino del Lago apre una giornata ai kart. Rivelandosi anche stavolta un’esperienza divertentissima e assolutamente non rischiosa. Si prospetta una nuova frontiera per il karting nazionale?




LE ALTRE RUBRICHE

VROOMKIDS - Dedicato ai più piccoli

VROOMMAMA - Dove osano i grandi

MONDOKART - News e anteprime
CALENDARIO – Gli appuntamenti in pista

OKKART srl © COPYRIGHT 2016 | P.IVA 02629390598 | PRIVACY POLICY