KARTING

EMOZIONE & PASSIONE

FacebookTwitterInstagramYoutubePocketMags

La valigetta dei sogni

La valigetta dei sogni
Speciale

Ecco alcuni consigli di come allestire una cassetta per le tarature di base per la carburazione del 125 a marce. di P.M.


Il movimento delle classi 125cc con il cambio di velocità è particolarmente importante perché risponde alle aspettative prestazionali della maggior parte dei kartisti italiani, professionisti e amatoriali... La messa a punto della carburazione di questi mezzi, però, non è semplice come potrebbe sembrare. Ecco da che basi partire e cosa portare in pista… 

La carburazione di un motore 125cc con carburatore a vaschetta rappresenta sempre qualcosa di molto ostico, almeno per i principianti. I più esperti, i tecnici che da più tempo hanno per le mani un carburatore Dell’Orto VHSH 30 CS, possono contare su numerose tarature e le stesse case costruttrici dei motori sono prodighe nel fornire i setting di base per le proprie unità. Ma quando si tratta di andare in pista ed organizzare la propria valigetta magica, cosa bisogna portarsi dietro?
Ovviamente non stiamo parlando di chi ha già acquistato tutti i componenti di taratura presenti sul catalogo Dell’Orto, ma come organizzare una cassetta per le tarature di base per non trovarsi in difficoltà una volta giunti in pista.
Da questa base di partenza, si può poi spaziare verso tarature personalizzate andando a provare spilli, polverizzatori, valvole gas e altri componenti in grado di garantire quelle determinate correzioni che si vogliono ottenere. L’importante è effettuare le varie prove in modo da non provocare problemi al motore (sempre essere un pelo grassi di carburazione che magri…) e di annotare le varie tarature provate in base alle condizioni climatiche e ambientali in modo da creare un proprio data base.
Altra cosa da tenere in massima considerazione è che si deve intervenire su un singolo parametro per volta, soprattutto se non si ha la giusta esperienza. Intervenire su più parametri può sicuramente velocizzare l’operazione di messa a punto della carburazione, ma è molto più facile perdere il bandolo della matassa piuttosto che trovare la giusta strada operando in questo modo…
 
Cosa portare con se…
Per aiutare nella scelta dei componenti da inserire nella nostra ipotetica valigetta delle tarature, abbiamo chiesto la consulenza di un tecnico di grandissima esperienza: Marcello Cortigiani, il tecnico che ha seguito il pluricampione Alessandro Piccini nella sua lunga carriera.
La domanda che abbiamo fatto a Marcello è molto semplice: cosa consiglieresti di portare in pista ad un neofita per essere “tranquillo” di avere tutto e di poter trovare sempre e comunque una carburazione che possa permettere di girare senza problemi?
Marcello, che con Piccini ha accumulato una quantità di dati incredibile nel corso di questi anni tanto da poter realizzare un software per la messa a punto della carburazione che sfrutta tutta la componentistica a catalogo Dell’Orto, ha inizialmente precisato che ogni motore ha le sue esigenze e che ogni costruttore fornisce delle tarature specifiche. Partire da queste tarature è sempre la cosa migliore.
Però, in linea di massima, sui motori TM consiglia ai lettori di Vroom 2 tarature.
 
Partendo dalla base di queste due tarature è possibile effettuare delle piccole variazioni per poter trovare una messa a punto soddisfacente e imparare a sentire il motore in base a delle piccole correzioni.
 
Prima taratura
La prima taratura suggerita da Marcello Cortigiani prevede l’impiego di questi elementi:
spillo conico U2
polverizzatore DQ 265
getto minimo 65
 
getto minimo emulsionatore 
da 30 a 35
valvola gas 50
getto massimo da 140 a 150
 
Per questo setting Marcello prevede interventi di correzione a livello di altezza dello spillo conico, misura del getto emulsionatore minimo e misura del getto massimo.
In particolare l’esperto tecnico toscano consiglia di impiegare un getto massimo da 140 soltanto nelle giornate estive particolarmente calde, mentre in inverno si dovrà lavorare con un 150. Il getto di partenza consigliato è il 145.
A livello di spillo conico, il suggerimento è di effettuare delle prove con la prima, la seconda e la prima tacca e mezza impiegando la rondellina spessorata.
Il getto minimo resta sempre quello da 65, lavorando per correggere la carburazione in questo determinato transitorio soltanto con il getto minimo emulsionatore, che può variare tra il 30 ed il 35.
 
Seconda taratura
La seconda taratura suggerita da Marcello Cortigiani prevede l’impiego di questi elementi:
spillo conico K23, K28 o K98
polverizzatore DQ 269 270
getto minimo 65
getto minimo emulsionatore 48
valvola gas 50
getto massimo da 165
 
Per questa seconda taratura Marcello Cortigiani raccomanda di effettuare esclusivamente correzioni a livello di spillo conico e getto massimo, lasciando inalterati gli altri parametri.
Nelle giornate estive particolarmente calde si può arrivare ad impiegare un getto massimo da 160, mentre il range su cui lavorare normalmente varia dal 165 a 175 (ingrassando man mano che le temperature scendono).
A livello di spillo, i K23, K28 e K98 sono 3 spilli molti simili tra loro a livello di parte conica, in quanto cambia soltanto la lunghezza dello stesso: il K23 è quello che maggiormente ingrassa la carburazione alle medie aperture, il K28 è una via di mezzo e il K98 è quello che smagrisce maggiormente in questo particolare transitorio. Le tacche da provare sono la prima, la prima e mezza e la seconda, sempre ovviamente partendo dalla parte alta dello spillo.
Una volta ottimizzata la carburazione lavorando sul getto massimo, sarà possibile effettuare così numerose prove a livello di spillo, sia come tipologia che come altezza della tacca. 
Cortigiani suggerisce a tutti di tenere in massima considerazione le prove effettuate anche con la mezza tacca ottenuta con la rondella di spessoramento dello spillo conico, in modo da poter valutare correttamente l’importanza anche di questa variazione apparentemente minima, ma che può realmente fare la differenza.
 
Dimmi che tempo fa!
Una delle cose più importanti da tenere in considerazione per non sbagliare la carburazione, e per dare una certa continuità agli esperimenti che si effettuano, è di tenere in massima considerazione, i dati di pressione barometrica, percentuale di umidità e temperatura ambientale per ogni pista su cui si va a girare. Per fare questo occorre una piccola stazione barometrica: al giorno d’oggi anche quelle più economiche consentono di poter disporre di dati piuttosto veritieri, purchè ci si ricordi di posizionare questo strumento lontano dall’esposizione del sole e, possibilmente, non sotto una tenda chiusa…
Per ogni pista potrà essere stilato un piccolo database, annotando la carburazione ottimale trovata in relazione alle condizioni climatiche di quella determinata giornata. Questo lavoro va possibilmente effettuato pista per pista, in quanto anche l’altitudine rispetto al livello del mare rappresenta una variabile importantissima, da tenere in massima considerazione tanto quanto la temperatura, pressione e percentuale di umidità. Più il vostro data base si arricchirà di informazioni, più sarà possibile poter ricorrere alle vostre precedenti esperienze e a tarature provate in varie sessioni di prove.

OKKART srl © COPYRIGHT 2016 | P.IVA 02629390598 | PRIVACY POLICY