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Il manometro, questo illustre sconosciuto

Il manometro, questo illustre sconosciuto
Garage

Per quanti non hanno dimestichezza con la meccanica e la costruzione degli strumenti di misura, il manometro è un attrezzo che andrebbe gestito sempre con la massima attenzione, non sapendo quale arcano meccanismo ci sia all'interno per la misurazione della pressione del pneumatico.


Vi sono numerosi tipi di manometro adatti ad impieghi differenti, la maggior parte di questi misura la pressione relativa ossia la differenza tra la pressione atmosferica nel punto di misura e la pressione dell'ambiente di cui si desidera la taratura (nel nostro caso ovviamente la pressione del pneumatico). Le tipologie più utilizzate (oltre ai nuovi manometri controllati da un microprocessore) sono i manometri con il cosiddetto sistema “Bourdon” costituito da un tubo solitamente di sezione ellittica e il cui asse è disposto lungo una circonferenza (ma può essere avvolto anche per più di 360 gradi e quindi assumere forma di spirale). 
 
Si era notato che un tubo di tale forma tende ad aumentare il proprio raggio di curvatura all'aumentare della pressione interna al tubo, la misurazione del raggio dà la misura della pressione. Nella pratica il tubo è collegato ad una estremità con un punto fisso messo in connessione con l'ambiente di misura (pneumatico) mentre l'altra estremità è connessa ad un sistema di leve che ne amplifica lo spostamento e lo traduce nel movimento circolare di un indice lungo la maschera graduata, che è poi il movimento della lancetta che noi osserviamo sul quadrante. 
 
Il tubetto interno che reagisce alla pressione è solitamente in bronzo fosforoso che è una lega di rame e stagno in cui la percentuale di stagno varia da 5% a 8%, il bronzo fosforoso è una lega ad alto contenuto di stagno e fosforo con alti valori di resistenza di carico, elevata elasticità e resistenza all'usura ed ottime caratteristiche di scorrimento. 
 
Spesso in pista si sente parlare di manometri in bagno di glicerina (il fatto che i meccanismi interni al manometro siano “immersi” in un fluido aiuta ad evitare “scossoni” ma si ritiene che possa in qualche modo non essere funzionale alla precisione della misura) e molti ritengono sia la soluzione ottimale. Meglio magari costruire un apposito involucro protettivo attorno al quadrante da aggiungere a quello “di fabbrica” utilizzando semplicemente della gommapiuma, del nastro adesivo e del cartone, questo ovviamente per proteggere lo strumento da eventuali urti. Ogni tanto durante le gare dobbiamo fare alcune operazioni molto in fretta e non vi è il tempo e l'attenzione per maneggiare il manometro con la delicatezza che utilizziamo durante le prove. 
 
Particolare attenzione va prestata nel momento in cui si va a cambiare lo strumento, soprattutto se si passa alla versione digitale, in quanto diversamente da quelli tradizionali in cui le scale di misurazione (solitamente bar e psi) sono entrambi visibili, nei manometri digitali la scala viene scelta attraverso i pulsanti. 
Un paio di anni fa, dopo aver festeggiato l'acquisto di un nuovo manometro digitale, abbiamo partecipato ad una gara a Lonato; o almeno l'intenzione era quella, perché al sabato sera ormai disperati e morti di fatica abbiamo gettato la spugna. Non c'era stato verso in tutta la giornata di trovare un minimo di assetto decente, era come guidare un camion con il kart che saltava a destra e a sinistra. La settimana successiva tornati in pista un meccanico di grande esperienza, una volta raccontata l'avventura, ci ha chiesto di vedere il manometro e ci ha gentilmente fatto notare che stavamo misurando la pressione in Psi e non in bar! Ok noi non saremo dei geni ma anche voi ogni tanto buttate un occhio al quadrante, soprattutto se non riuscite a capire cosa stia succedendo al vostro kart. 
 
È scontato dire che per uno strumento di misura la precisione è tutto ma molto dipende dalla “classe”: per classe di precisione si intende il limite di errore espresso in percentuale sul valore del fondo scala. Per i manometri sia meccanici che digitali sono definite le seguenti classi di precisione: 0,1, 0,25, 0,6, 1,6, 1, 2,5 e 4. 
I migliori manometri in commercio che si trovano a un prezzo che oscilla tra gli 80 e i 140 euro (ne servono parecchi di più per i manometri digitali di livello che offrono anche altre prestazioni oltre alla misura) sono di classe 1 con fondo scala a 2,5 bar (fatti quattro conti misurando una pressione del pneumatico a 0,6 bar in realtà la misura reale può oscillare tra 0,625 e 0,575)
Non sempre quando si acquista il manometro è specificata la classe di precisione, è abbastanza banale però ritenere che più basso è il fondo scala e più preciso è lo strumento (quelli con fondo scala a 2,5 bar sono ideali per il kart). La precisione in funzione del fondo scala è una caratteristica dei manometri meccanici; con un fondo scala minore aumenta, a parità di diametro del manometro, la risoluzione della misura. Potremmo anche avere due manometri, uno con fondo scala a 2,5 Bar ed uno con fondo scala a 5 BAR con la medesima classe di precisione, ma nella versione a 5 BAR dovremmo avere un diametro molto maggiore per poter discriminare una variazione di 0,01 BAR.Dunque a causa di ciò si preferisce una scala ridotta nei manometri meccanici. Con le moderne tecnologie elettroniche è possibile avere nelle versioni digitale scale molto ampie con elevata precisione su tutta la scala e accuratezza al centesimo di BAR o PSI.

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