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Quando il kart non si avvia

Quando il kart non si avvia
Consigli al Kartista

Non c’è nulla che spegne l’entusiasmo dei giovani (ma anche vecchi) appassionati di motori come, appunto, un motore spento. Vediamo, allora, qual è il modo migliore di affrontare la situazione quando non si riesce a far partire il proprio kart, a prescindere dalla classe di appartenenza. di M. Voltini © Vroom by Okkart srl


Non partire è un po’ morire 
Abbiamo spiegato qual è la procedura più corretta per avviare un kart, come si devono comportare pilota e meccanico perché il motore cominci subito il suo lavoro propulsivo e quali sono le regolazioni di massima da attuare sul carburatore, affinché tutto fili per il verso giusto. 
Insomma, ciò che serve per iniziare senza traumi il sacrosanto divertimento in pista che deve attendere tutti i kartisti, ciò per cui abbiamo affrontato tante traversie, dall’acquisto del kart, alla sua sistemazione, al viaggio per arrivare in pista. 
È facile immaginare come ci si senta, allora, quando dopo tutte queste fatiche – alle quali vanno probabilmente aggiunte quelle di una prolungata ma infruttuosa spinta, che sta lasciando il nostro meccanico a terra boccheggiante, in debito d’ossigeno – già dall’inizio non si ottiene il primo risultato sperato: la messa in moto del kart. 
Certo, non è sicuramente ciò che sognavamo, ma l’evento deve essere considerato tutt’altro che infrequente, tanto meno tragico. 
Beh, beninteso, sempre che non si tratti della partenza per il giro di lancio della finale del Campionato del Mondo… 
Ebbene, ora si tratta di stabilire il perché, come mai il motore non parte, senza fare drammi, anzi cercando di mantenere intatta la nostra capacità di ragionamento, nonché il doveroso giudizio autocritico. 
Perché ovviamente a noi pare di aver fatto tutto nel modo corretto (e probabilmente è proprio così) ma dobbiamo giocoforza arrenderci all’evidenza: se il motore non va in moto, qualcosa che non funziona per il verso giusto dev’esserci per forza. 
 
Motivi umani o tecnici? 
Ora, prima di smontare il motore alla ricerca di inesistenti guasti, e specialmente se siamo alle prime esperienze kartistiche, dobbiamo capire se nella procedura di avviamento abbiamo fatto qualcosa in maniera non adeguata. Prima di tutto guardiamo come fa un altro kartista con un mezzo simile al nostro. 
Ricordiamoci inoltre che quando tappiamo con la mano i fori dell’aspirazione, per richiamare il carburante, occorre però fare anche passare l’aria, di tanto in tanto: la benzina, da sola, non brucia. Comunque, se l’errore è di tipo umano (pilota o meccanico non fa differenza) a furia di tentativi impareremo sicuramente (e sulla nostra pelle, che è il sistema migliore, per quanto stressante) qual è il modo più opportuno per far partire il nostro kart. Se invece il problema è di tipo meccanico, allora non basterebbe la spinta di una squadra di football americano: occorre intervenire in modo sistematico. 
 
Benzina o scintilla? 
Il primo componente su cui intervenire è senz’ombra di dubbio la candela. I motivi sono svariati: non solo potrebbe essere proprio colpa sua, ma è anche rivelatrice di problemi dovuti ad altre cause. Aggiungiamo poi che è pure la cosa più facile e veloce da controllare… Naturalmente avremo una candela di scorta per sicurezza, ma non dobbiamo affrettarci a cambiarla: meglio prima capire quali sono le vere cause, prima di far fuori tutta la nostra scorta di candele (e di fiato). 
Il primo fattore da verificare è se la scintilla scocca o no. Dunque svitiamo la candela, la appoggiamo sulla testata inserita nella pipetta (possibilmente lasciando gli elettrodi in ombra, sennò non vedremo nulla) e facciamo girare a vuoto il motore: se la scarica elettrica non si fa desiderare, ed avviene proprio sulla punta degli elettrodi, evidentemente il problema non riguarda l’accensione (posto che questa sia stata regolata ad arte in officina, naturalmente). Se invece non succede nulla, e magari non abbiamo mai sentito un solo scoppio durante la spinta, proviamo a fare lo stesso test con un’altra candela, per sicurezza. Mettiamo che la scintilla ci sia: allora l’accensione è a posto, altrimenti sarà il caso che controlliamo tutti i contatti e i collegamenti elettrici; nel peggiore dei casi dovremo sostituire la bobina o lo statore, ma spesso dipende da uno spinotto danneggiato o dal cavo di massa. Più infido il problema di un filo che, per via delle vibrazioni, si è spezzato internamente, dunque solo nella parte in rame: per evitare questo problema, meglio non lasciare i cavi troppo “svolazzanti”. 
La stessa causa, o la bobina, può far si che si riesca ad accendere il kart, ma quando si affonda il piede dell’acceleratore il motore tira indietro, dando l’impressione di poter marciare solo al minimo. Questo perché l’accensione non riesce a fornire l’adeguata potenza alla candela (sempre che arrivi benzina, però). 
 
Bagnata o secca? 
Se invece con la nuova candela è tutto ok, potremmo decidere di rimontarla e tornare in pista, ma è meglio prima riflettere: perché l’altra candela non funzionava? Era proprio difettosa, oppure l’abbiamo bagnata per via di una spinta poco vigorosa, di un carburatore mal regolato o perché abbiamo chiamato troppa benzina? Se non troviamo una risposta a questi quesiti, la nuova candela potrebbe fare la stessa fine. In ogni caso, quando il motore è “pieno”, cioè risulta ingolfato dal troppo carburante ingurgitato, conviene prima fargli fare qualche giro a vuoto per far fuoriuscire la miscela in eccesso.  
Può anche darsi, al contrario, che la candela risulti perfettamente asciutta, rivelando che non arriva carburante. In questo caso, forse non abbiamo riempito bene il carburatore prima di partire o non abbiamo chiamato nel modo giusto la benzina: probabilmente abbiamo tappato i fori dell’aspirazione mentre avevamo alzato il piede dall’acceleratore, per cui non vi era nel condotto una depressione sufficiente. Altrimenti, un errore che è capitato a tutti almeno una volta nella propria carriera di kartisti o meccanici, è quello di aver montato una delle guarnizioni a rovescio. Parliamo di quelle che in un 100 stanno sul pacco lamellare o sul coperchio della valvola rotante, ma in particolar modo di quella del carburatore. 
Noterete infatti che quest’ultima presenta un grande foro, quello del condotto principale di aspirazione, ma anche un piccolo forellino in prossimità: questo serve ad alimentare, con le fasi alterne di pressione e depressione nel carter motore, la pompa del carburante integrata nel carburatore. 
Può capitare che per sbadataggine, noncuranza o pura distrazione questa guarnizione sia montata non correttamente. A questo punto i casi sono due: o il kart non parte proprio perché non arriva benzina, oppure parte per via di quella che abbiamo “chiamato” preventivamente, però rimane in moto solo ed esclusivamente se continuiamo a tappare saltuariamente l’aspirazione. 
In caso di benzina che non arriva, occorre verificare pure che i tubi non siano ostruiti o non presentino pieghe che li “strozzano”; fare attenzione anche ad eventuali fascette troppo strette, come pure al pescante nel serbatoio. 
Quest’ultimo potrebbe essere intasato dallo sporco, ma potrebbe anche essersi incastrato in un’ansa del serbatoio, oppure presentare un tubo interno troppo corto, che non pesca a dovere; attenzione pure ad eventuali infiltrazioni d’aria dove c’è il connettore al serbatoio. 
Tutte cose, queste, che risultano particolarmente rischiose nei rettilinei più veloci – il limitato afflusso di miscela può causare il grippaggio – e che solo nei casi estremi non permettono addirittura l’avviamento.
 
Problemi meccanici? 
È un fatto assodato che la stragrande maggioranza dei motivi per un mancato avviamento riguardano l’accensione (la candela in particolare) oppure l’afflusso di carburante (eccessivo o insufficiente che sia) ma ovviamente ciò non significa non vi siano altre possibilità. 
La pur indubbia semplicità di un kart lascia purtroppo molte possibilità che qualcosa non funzioni come dovrebbe, di tanto in tanto. 
E così alle volte capita anche di subire dei piccoli inconvenienti meccanici. A parte le rotture vere e proprie in movimento, ce n’è una che può impedire l’avvio: quella delle lamelle. 
Purtroppo queste lamine consentono ottime prestazioni (e su un’ampia gamma di giri) ai motori moderni, ma ogni tanto si spezzano o s’incrinano. In questo caso, di solito è possibile accorgersene ancor prima di smontarle, perché quando andiamo a tappare i fori dell’aspirazione l’aria tende a “sputar via” la nostra mano. 
Alle volte può capitare che la rottura sia talmente lieve, oppure che avvenga a motore già in moto, da consentire lo stesso di girare in pista: però noteremo una certa difficoltà nella carburazione e un discreto calo delle prestazioni, specie in uscita dalle curve più lente. 
Allo stesso scrivente è capitato di vincere una gara con le lamelle leggermente rotte: fortunatamente per me, si trattava di un circuito cittadino, per cui il kart mi si “siedeva” nelle chicane, dove però il mio inseguitore non poteva far niente per superarmi. 
Anzi, se l’è presa per il mio ostruzionismo, ma è bastato smontare l’aspirazione davanti a lui a fine gara per farlo continuare ad imprecare, sì, ma contro la sfortuna mia che era diventata sua. Anche lei, alle volte, è cieca… 
Concludendo, quella mostrata è una panoramica dei problemi più comuni che non consentono di avviare il kart. Qualora pur con questi consigli non riusciate a venirne a capo, a questo punto occorre rivolgersi ad un meccanico esperto o ad un preparatore qualificato. 
E se questi possibili problemi possono sembrare tanti, provate ad immaginare quanti ce ne potrebbero essere allora con le autovetture, sicuramente più complesse di un kart; e comunque anche con questi ultimi ne capitano sempre di nuove e mai sentite. 
Come il fatto di avere tutto teoricamente a posto, ma che non funziona perché poi il filo della candela passa vicino a parti metalliche dove fa massa per una piccola (ma decisiva) perdita. Un problema che ha colpito un malcapitato fino a sera, finché in un ultimo tentativo con il buio i suoi amici hanno visto le scintille che si scaricavano sulla testata, individuando il problema quando era letteralmente ormai… troppo tardi.
 

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