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A tu per tu con Giancarlo Tinini

A tu per tu con Giancarlo Tinini
Intervista

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Giancarlo Tinini, il patron della CRG, riguardo il finale di stagione così ricco di soddisfazioni per la blasonata azienda di Desenzano che ha festeggiato l’anniversario dei 30 anni

Qual è stata la chiave per conseguire così tanti successi a livello internazionale?
Sinceramente? Nulla. O meglio, il nostro impegno è sempre lo stesso, anche perché la CRG non è da oggi che risulta vincente. Specialmente in KZ, categoria in cui abbiamo vinto più di tutti in questi ultimi 10 anni: 3 titoli mondiali, 4 World Cup, 2 International Super Cup e 6 europei. Nella classe col cambio siamo andati sempre forte.
 
Quest’anno però oltre a vincere si registra anche una maggior presenza di piloti al vertice dello schieramento. State in pratica monopolizzando le categorie
Il materiale Crg non è mai stato in discussione e nello specifico il Road Rebel nella KZ e il KT2 nel monomarcia. Siamo cresciuti nelle prestazioni, consolidando uno standard che ci permette di viaggiare al vertice della competizione. 
 
E che mi dice delle vittorie del campionato tedesco con Paavo Tonteri nella OK, Denis Hauger quello della Junior; Jorrit Pex in KZ e Max Tubben in KZ2. Senza dimenticare il titolo spagnolo in kZ2 da parte di Pedro Hiltbrand, e il titolo spagnolo X30 Senior con Andrij Pits che ha vinto anche quello portoghese X30 Super?
Che siamo partiti bene nel campionato tedesco confermandoci fino alla conquista del titolo nelle varie categorie. E sicuramente il supporto della Tm con Franco Drudi nella KZ e di KVS per i motori OK, come pure TB Motorsport e CRG Holland ha contribuito al conseguimento di questo risultato
 
Già, anche col monomarcia quest’anno siete andati forte
Forse perché siamo tornati a correre con un motore più semplice, meno sofisticato e quindi non soggetto a interferenze… extra-motoristiche. 
 
Anche il mercato registra una maggiore attenzione nei confronti del marchio CRG...
È vero, nell’ultimo periodo stiamo registrando un aumento della richiesta un po’ da tutto il mondo, Italia inclusa, e non solo per le categorie col cambio. 
 
Che ne pensa delle nuove disposizioni della CIK/FIA. Ad esempio quella di correre a 12 anni nella Junior?
È giusto, considerando che i piloti approdano in macchina a 15 anni. Inoltre la struttura fisica del ragazzi non è più quella di 20 anni fa. La media si è alzata notevolmente e nel nostro caso anche questo aspetto fa la differenza
 
Il format Rotax è ancora la soluzione più funzionale per l’approccio al kart?
L’idea è giusta e un po’ tutti hanno poi preso esempio da loro. Solo che l’ultimo aggiornamento sul motore ha creato qualche problema. Noi stiamo registrando un notevole incremento nelle nazioni in cui si disputa il campionato X30 della Iame. E nel tempo anche il nuovo monomarcia della Cik, l’OK, sarà sempre più una valida alternativa della filiera in cui i piloti mirano ad un confronto che li soddisfi maggiormente a livello agonistico. Così per logica anche la Rotax se non trova valide soluzioni finirà per perdere sempre più iscritti.
 

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