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Diamo spazio ai dilettanti!

Diamo spazio ai dilettanti!
Editoriale

Cosa ne pensate se venisse istituita una classe a sé per i “domenicali”, limitazioni incluse?

Con l’introduzione della nuova categoria KZ3 che ingloba le attuali Prodriver e Club, sembra che si sia raggiunto un buon punto di compromesso per accontentare le esigenze dei kartisti “meno professionali” rispetto a chi, per esempio, corre in KZ2. E il trofeo Primavera di Lonato ha confermato una certa condivisione registrando un numero di partecipanti ben sopra le aspettative. Siamo altresì convinti che al di fuori di certe concentrazioni, che si manifestano con maggior frequenza al Nord Italia e nemmeno dappertutto, siano ancora tanti i kartisti che non possono “permettersi” di correre in certe categorie e a certe manifestazioni. Rimane così uno spazio aperto per una classe ancora inferiore (termine da non intendersi in senso dispregiativo) di kartisti, i cosiddetti “domenicali”: quei “piloti per diletto” cio che vanno a girare anche abbastanza regolarmente nei weekend, ma non possono o non vogliono affrontare una gara vera e propria, almeno non per come sono impostate adesso le competizioni. Alla base di questa scelta non che manchi la tentazione di correre (anzi!). Questi piloti, infatti, farebbero volentieri un paio di garette sulla pista di casa (o almeno quella che gli risulta più facile raggiungere) ma in questi termini certe spese fisse iniziali - parliamo di licenza, ma anche di altri obblighi regolamentari per kart e abbigliamento - avrebbero un’incidenza pari (se non superiore) a quella di spese vive come gomme e benzina. Inoltre in mezzo a piloti più esperti non solo non avrebbero speranza di ben figurare - ma non è certo la possibilitàˆ di vincere a spingerli, sanno benissimo i propri limiti - ma verrebbero addirittura umiliati, e questo è troppo per chi vorrebbe solo provare a divertirsi in una gara “reale” spinto dalla curiosità. 
Ma, come dicevamo, ci arrivano vari segnali per cui oltre a KZ2 e KZ3 ora potrebbe esserci lo spazio per una categoria Club che sia “davvero Club” nel significato che si dava una volta a questo nome di categoria, equivalente a quello di Tempo Libero adottato per un certo periodo (insomma, non parliamo di una novità assoluta). Qualcosa riservato appunto ai domenicali e ai dilettanti, che (a quanto ci dicono certi gestori di piste, ma è possibile verificare anche nei weekend “qualsiasi”) sono più numerosi dei praticanti agonisti. Per quanto ci viene dato di capire, basterebbe dare la possibilità di gareggiare perché una certa percentuale di questi lo faccia effettivamente, a vantaggio della partecipazione complessiva ad una gara e quindi della competizione in generale. 
Attenzione, però: i “paletti” devono essere ben saldi sia in un senso che nell’altro. A questa categoria Club “originale” dovrebbe essere riservata una licenza che non solo costi poco, ma che da un lato impedisca ai piloti “normali” di corrervi e dall’altro vieti ai piloti “dilettanti” di fare gare con validità regionale o più. Solo ed esclusivamente gare Club per questi ultimi, insomma, e senza alcuna titolazione. Sappiamo che quest’ultima affermazione potrà sconcertare qualcuno, eppure è ciò che chiedono i kartisti interessati (quelli a cui basta divertirsi) perché ciò salvaguarderebbe la situazione da tanti punti di vista, si tratterebbe di un vero “muro” che tutelerebbe i “veri domenicali” da chi invece vuole fare l’agonista in categorie “facili da vincere”, come purtroppo successo in passato. Crediamo valga la pena di fare un pensierino a questa possibilità, da parte dell’autorità sportiva nazionale, anche perché si tratta di consentire di correre e “licenziarsi” da parte di kartisti che altrimenti non farebbero alcuna attività agonistica, e non di dare “alternative a basso costo” a chi corre già.
Attendiamo vostre opinioni a riguardo.
 

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