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ROK CUP NORD. I ROKKER NON SENTONO LA PIOGGIA

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ROK CUP NORD. I ROKKER NON SENTONO LA PIOGGIA
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La pioggia batte il circuito 7 Laghi per il 5° RND della Rok Cup Nord ma i 137 Rokker non demordono

La pioggia batte il circuito 7 Laghi per il quinto round della Rok Cup Nord ma i Rokker non demordono e sono ben 137 a sfidarsi.
La Super non riserva sorprese con D’Abramo che vince ancora e vola in classifica, così come sembra imprendibile Kucharczyk, vincitore nella Mini e leader.
Federico Cecchi, vincendo la Junior, apre uno spiraglio nella corsa al titolo. Nella Senior e nella Shifter la bagarre per il titolo è apertissima con più di un Rokker che può puntare al vertice.
La Senior è monopolizzata dai due Szymon (Maciej e Szysko) e da Szczurek, mentre nella Rok Shifter Marcon vince ma Buran si riprende la vetta di una classifica che è cortissima.

MINI ROK. KUCHARCZYK TRIS DA LEADER
Le due batterie in cui sono suddivisi i quarantaquattro Mini Rok sono falsate dalla pioggia e non è così possibile equipararle. Ad accomunare i leaders di entrambi i gruppi, A e B, è la loro nazionalità, entrambi sono polacchi, Piekutowski e Czyz.
Sono sempre Piekutowski e Czyz a mettersi tutti dietro nelle rispettive batterie di qualifica alla finale. 
In finale il colpo da maestro lo mette a segno Kucharczyk, bravo sulla pista bagnata a infilare avversari del calibro di Marini, Al Dhaheri, Ressico, Piekutowski e Czyz.
Sul podio salgono Ressico, unico a contenere il distacco dal vincitore, e Piekutowski. Quest’ultimo riesce a tener testa ad un pimpante Trulli, a suo agio sulla pista bagnata sin dalle qualifiche.
Nella top ten entra anche lady Erika Lavazza, sempre capace di inserirsi al vertice nella dura bagarre della Mini Rok.
Con il terzo successo consecutivo, dopo quelli di Lonato e Adria, Kucharczyk è sempre più lanciato verso il titolo di area. Per Pasiewicz, Piekutowski, Berduca, Gallo e gli altri inseguitori il tempo stringe, una reazione già dal prossimo round di Precenicco è indispensabile per non archiviare già il campionato.

JUNIOR ROK. CECCHI APRE UNO SPIRAGLIO
Anche le fasi delle gare della Junior Rok sono influenzate dalla pioggia che cade con intensità diversa tra una sessione e l’altra. Il più veloce in qualifica con la pista bagnata è Rubiolini, un giovane cresciuto e formatisi nella Mini Rok, il quale precede un altro Rokker DOC, Stifter. Nella top ten delle qualifiche si piazza una delle formidabili lady che corrono nella Junior Rok, Giada Meneguz.
In pre finale è Sabella a guadagnarsi la partenza dalla casella numero uno, precedendo Cecchi, Stifter e Federico Albanese, arrivato direttamente dalla Mini Rok e subito a suo agio con il più potente Rok Junior.
In finale arriva, finalmente, l’ora del folletto Cecchi, il quale vince e riduce il suo distacco in classifica dal vertice, grazie anche ad una giornata non troppo fruttuosa (in termini di punti) di Grinbergas e Caglioni.
In finale Stifter si conferma come uno dei migliori della giornata e chiude con la piazza d’onore davanti all’ottimo Bernardi e alla monegasca Cardinali.
Purtroppo nelle prime fasi della finale finiscono out due possibili protagonisti come Sabella e Albanese.
La classifica assoluta vede sempre al comando la coppia Grinbergas e Caglioni (staccati da un solo punto) , ma Cecchi, con il successo alla 7 Laghi riapre uno spiraglio nell’inseguimento dei due fuggitivi.

ROK SHIFTER. TRA COLPI… DI SCENA E PIOGGIA LA SPUNTA MARCON
La pista bagnata contribuisce a rendere l’agonismo tra i Rok Shifter frizzante con continui capovolgimenti di fronte e qualche colpo di troppo (sanzionato dalla direzione gara) rimescola la classifica, soprattutto in pre finale.
Dopo una breve pausa il ligure Squaranti si ripresenta e lo fa in grande stile, siglando una magnifica pole, davanti a Cinti e Buran.
In pre finale la bella sorpresa è rappresentata da Francesco Comanducci, puntuale ad approfittare della accesa bagarre che si scatena tra chi lo precede, Squaranti, Cinti, Buran, Albanese e Marcon. Il gruppo di testa si dimezza già dopo poche tornate con il poleman Squaranti e Albanese che finiscono ko, mentre a Buran, Jean Luyet e Bensi “saltano” i musetti e, puntuali, arrivano per loro le penalizzazioni.
In finale Comanducci è costretto a cedere il passo, ma la prima vittoria (in pre finale) è beneaugurante per il laziale. In finale sugli scudi sale il campione internazionale Marcon che vince la prima gara della stagione e scala la classifica assoluta.
Ottima è la gara di Buran, sempre tra i protagonisti, il quale centra un ottimo secondo posto e approfitta della giornata nera di Albanese e Squaranti per ritornare al comando del girone.
A mettersi in luce alla 7 Laghi c’è Orengo, il quale conferma l’ottimo feeling con il circuito pavese salendo sul podio.
Mascialino è quarto e non riesce ad agguantare il podio ma riesce a contenere la furibonda rimonta di Pagani, partito dal fondo della griglia. Ottima è la finale di Squaranti che chiude sesto dopo essere scattato dal fondo, ma perde punti dal leader Buran. Per il ligure la giornata era iniziata decisamente meglio di come si è conclusa.
Una nota a parte la merita Guidetti, bravo a restare nel gruppo dei primi e terribilmente veloce sul giro. Infatti sono entrambi di Jacopo i best lap di pre finale e finale.
come detto, dopo la 7 Laghi è Buran a guardare tutti dall’alto, ma per il leader ci sarà poco da stare tranquilli nei prossimi eventi con Albanese, Squaranti, Marcon, Comanducci e Bensi a poco distanza in classifica.

SENIOR ROK. I FRATELLI SZYSKO PRENDONO TUTTO
Anche con la pioggia il risultato non cambia e sono i tre formidabili polacchi, Szczurek, Szymon e Maciej Szyszko i protagonisti del round alla 7 Laghi. I Rokker italiani lottano, spingono forte ma non concretizzano, così la corsa al titolo di area è un affare tra i tre sopracitati polacchi.
La qualifica è un affare tra i due ex Campioni Internazionali, Szymon Szysko e Carenini, con il primo che la spunta per sei millesimi!
Costantini, Molinari e Cicognini restano dietro la prima fila staccati di pochissimo.
In pre finale al vertice balza, a sorpresa, Maciej che relega il fratello Szymon alle sue spalle, componendo una prima fila tutta in famiglia per lo start della finale.
La finalissima conferma la velocità e la determinazione di Maciej Szysko, il quale vince la sua seconda gara stagionale e si porta al comando della classifica. Molinari conferma quanto di buono già fatto vedere ad Adria e chiude ancora una volta secondo, precedendo l’altro pretendente al titolo, Szczurek.
Carenini manca il podio ma si mantiene in scia al terzetto di testa e si toglie la soddisfazione di mettersi alle spalle Szymon Szysko.
L’ex Campione Internazionale (2011) Costantini è sesto davanti al giovane Calà e all’Expert Rabaglia, autore di una tenace rimonta sulla pista bagnata.
La classifica parla chiaro e indica come favoriti nella corsa al successo i due Szysko e Szczurek. Resta da vedere se, nei prossimi round, il caldo darà una spinta agli inseguitori, Carenini, Comanducci e Molinari, oppure scioglierà definitivamente le loro velleità di rimonta.

SUPER ROK. D’ABRAMO CALA IL POKER
Tutto indica che questo è l’anno di Mattia D’Abramo. Alla 7 Laghi neanche le mutevoli condizioni di aderenza riescono a spodestare D’Abramo dalla casella numero. Qualifica, pre finale e finale sono il feudo di Mattia, il quale è sempre più leader incontrastato del girone.
Il merito di D’Abramo è amplificato dalla caratura degli avversari che tentano di arginare il suo dominio, si tratta infatti di Rokker del calibro di Michael Muller, Gaglianò, Imberti, Boldoni, Aliberti e Galbiati (solo per citare i primi della classifica).
Alla 7 Laghi dietro D’Abramo, giunto al quarto centro consecutivo, hanno concluso Gaglianò, Imberti e Boldoni. Allo svizzero Muller è andata la parziale soddisfazione di aver siglato il best lap della finale, ma il risultato, come detto, punta verso una sola direzione…. D’Abramo.

Foto by Daniele Ghinassi

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