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Frizioni speciali per 125 KZ

Frizioni speciali per 125 KZ
Consigli al Kartista

Sappiamo tutti benissimo (vero?) che guadagnare peso sulle masse rotanti e sottoposte a inerzia, fa guadagnare anche in prestazioni...di M. Voltini

Ovviamente, dato che per regolamento vi è un peso minimo in gara, non si guadagna su questo aspetto; ma ve ne sono altri da non sottovalutare. Per esempio - lasciateci un piccolo spazio “accademico” - il peso sulle ruote vale per quattro volte: non soltanto come massa da “spingere avanti” in accelerazione (o da rallentare in frenata) ma anche come inerzia semplicemente rotativa, come massa non sospesa (quando è elevata non permette alle ruote di seguire bene le asperità del fondo) e infine come effetto giroscopico (che si oppone alle variazioni di traiettoria). 
Bene, questo discorso lo vogliamo associare ad un componente “speciale” che ultimamente ha avuto una diffusione abbastanza vasta e anche alcuni sviluppi tecnologicamente interessanti: la frizione per i motori 125 a marce. Sono state infatti proposte, ed usate sempre più massivamente in gara, delle frizioni alleggerite secondo varie modalità: dalla lavorazione della campana fino all’adozione di dischi in alluminio e addirittura in kevlar. Cerchiamo dunque di approfondire questo discorso a beneficio di chi ancora non conoscesse bene l’argomento. 
nella foto Sopra il titolo, vediamo la differenza fra la frizione standard e quella speciale realizzata dalla Modena Engines per i propri 125
 
 
MINOR PESO, PIU’ ACCELERAZIONE 
Intanto cerchiamo di capire i motivi per cui vengono adottate tali frizioni. Posto che ormai a livello di funzionamento operativo e di affidabilità è davvero difficile riscontrare problemi, ovviamente tutto si sposta sul piano delle prestazioni. E le frizioni più leggere permettono di ottenere una minore inerzia di tutto l’apparato rotante del motore, migliorando quindi l’accelerazione. Un effetto non sempre trascurabile e che si avverte soprattutto in uscita di curva, soprattutto quando la pista è gommata e quindi i motori cominciano a fare un po’ più di fatica. E che si avverte specialmente su certi tracciati con molte curve medio-lente e quindi pieni di accelerazioni dalle marce basse. 
A tal riguardo, è doverosa una piccola precisazione: parliamo di aumento delle prestazioni del motore, e non di potenza, perché in realtà quest’ultima resta invariata, mentre l’inerzia rotante cala favorendo la salita di regime e quindi l’accelerazione. Una differenza che si può valutare tecnicamente e numericamente, però, su certi banchi prova di tipo inerziale. In ogni caso, se un motore ci fa guadagnare un metro o più in uscita di curva rispetto a chi ci precede, che lo faccia con una certa “cavalleria” o con un’altra ci importa fino ad un certo punto, no? 
 
IN KEVLAR DALLA GERMANIA 
Da non molto, poi, in questo settore c’è anche un’interessante novità che arriva dalla Germania: infatti il preparatore Maik Siebecke, conosciuto anche come SRP Racing e per essere l’importatore teutonico del Modena Engines, ha realizzato una propria frizione in kevlar. Per la precisione, vengono accoppiati dischi d’attrito in materiale aramidico con dischi metallici dotati di un particolare rivestimento adatto all’uso. Oltre ad aiutare in partenza perché meno aggressiva, il risparmio in peso conseguente a questa frizione è davvero sensibile, perché si passa dai 436 grammi di un kit di “piatti” standard ai 178 grammi di quello SRP in kevlar, guadagnando quindi più di 4 etti (o quasi il 60%). Tali dischi sono disponibili per motori Modena, Maxter e TM, al prezzo di 45 euro per ciascun disco in kevlar e di 65 euro per il set di 5 dischi con rivestimento speciale (tasse tedesche comprese, cioè Vat al 19%). Per chi fosse interessato, è possibile contattare Siebecke via mail: info@srp-racingshop.com, anche per altri elementi in kevlar come le lamelle. 
Insomma, la prossima volta che aprirete il vostro 125 o vi troverete a dover cambiare i dischi originali per normali questioni d’usura, sapete che avrete la possibilità di rendere ancor più speciale il vostro motore anche da questo punto di vista. Ottenendo maggiori performance senza peraltro diminuirne l’affidabilità. 
 
LAVORAZIONI E MATERIALI DIFFERENTI 
Come dicevamo all’inizio, l’alleggerimento della frizione rispetto a quella standard che ci viene solitamente venduta con il motore, può essere effettuato in vari modi. Così, per esempio, alcuni anni fa Galiffa cominciò a togliere materiale dalla campana della frizione dei suoi TM, e anche dal parastrappi. Un’operazione così ben fatta da essere poi stata adottata dalla stessa Casa pesarese, e per la quale è il caso di controllare che non abbiate un vecchio TM con ancora la frizione precedente. 
C’è chi punta anche sull’adozione di dischi frizione in alluminio anziché in acciaio: è il caso per esempio di Iame e di Modena Engines. In questo caso va detto che la modifica si sente anche dal punto di vista dell’uso della frizione, al momento dello “stacco”: la frizione in alluminio va fatta slittare un po’ di più, altrimenti l’effetto è quello come di “invischiare” il motore in partenza. Inoltre i dischi in alluminio durano un poco meno. Ovviamente, come in tutte le cose, non diventa un vero problema se non si arriva ad esagerare: se infatti si insiste troppo nel farli continuamente slittare e si arriva a scaldarli, allora la durata ne risente parecchio. 
nella foto, sopra il titolo, vediamo la differenza fra la frizione standard e quella speciale realizzata dalla Modena Engines per i propri 125

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