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Le donne del karting – Natalia Balbo

Le donne del karting – Natalia Balbo
Speciale

Dopo il successo dello speciale sul karting femminile, presente sui numeri di aprile, abbiamo pensato di dare ancora più spazio alle quote rosa del paddock.

La rubrica da noi ideata sarà l’occasione per parlare dell’universo femminile nelle corse, conoscere ancora meglio le varie protagoniste italiane e internazionali, magari invogliando le giovani lettrici a intraprendere la strada della pista.

Le protagoniste saranno dunque tutte le “ragazze da corsa” che una volta a settimana si racconteranno ai nostri microfoni, dal punto di vista sportivo ma non solo.

Saranno inoltre previste delle “puntate speciali” dove daremo la parola ai più esperti del settore come piloti, volti del paddock e insider italiane/i e internazionali.

Iniziamo subito con il volto della KZ2, Natalia Balbo, reduce dalla finalissima del secondo round CIK FIA (Campionato Europeo) a Lonato e della costante crescita nel corso del Campionato Italiano ACI.

Natalia, parlaci della tua stagione in KZ, puoi farci un bilancio?
«Devo essere sincera, all’inizio dell’anno avevo posto degli obiettivi che non sono stati raggiunti del tutto, spesso per sfortuna. Dovendo fare un bilancio, non lo reputo del tutto positivo ma tuttavia mi reputo soddisfatta della stagione. Ho migliorato molte cose tra cui la qualifica dove in passato non andavo benissimo, quest’anno ho chiuso quasi sempre nelle prime dieci posizioni dell’ACI. Ho parecchio da migliorare ovviamente ma posso dire di aver ridotto il gap dei miei compagni di squadra. Sono felice anche per l’Europeo, non pensavo andasse così bene, stesso discorso per le Industrie che ho affrontato in modo più leggero. Così facendo sono riuscita a fare un bel weekend nonostante condizioni meteo avverse».

Il tuo miglior momento dell’anno?
«Il Trofeo delle Industrie è andato molto bene, specialmente perché abbiamo disputato l’intero weekend sull’acqua. Ad ogni modo direi l’Europeo, quel weekend mi ha dato una spinta in più, ho dato davvero il meglio di me. Riuscire a qualificarsi in Finale con tutti i migliori è stato qualcosa di magico, il mio sorriso in griglia diceva tutto – ride – soprattutto dopo un weekend ACI difficile, sempre a Lonato. Arrivare quarta in una manche decisiva per la qualificazione è stato veramente entusiasmante, per questo voglio ringraziare davvero tanto NGM Motorsport, la mia famiglia, il mio meccanico, Gianfranco Galiffa e i miei sponsor».

Gara dopo gara sei sempre più competitiva, che rapporto hai con i colleghi maschi? Specialmente in pista dove non si è mai troppo “gentili”…
«Domanda difficile. E’ vero, gara dopo gara siamo migliorati davvero tanto, i risultati lo dicono, per il rapporto con i miei colleghi è un discorso leggermente diverso. Non nascondo che ci sono stati dei miei errori, anche piuttosto importanti come quello di Castelletto in finale, dove nel bel mezzo della rimonta ho azzardato un sorpasso di troppo chiudendo li la gara. Ad ogni modo devo essere sincera, quest’anno più di tanti altri, mi sembrava di aver una sorta di bersaglio sulla schiena molte volte. Potevamo fare bene in qualifica e nelle manche ma ormai ci aspettavamo di aver qualche “noia” tra prefinale e finale. Non so se il fatto di essere una ragazza influisca, personalmente non lo credo, certo è che tutto ciò mi ha insegnato ad essere più cattiva (sportivamente parlando) e alzare l’asticella nel corpo a corpo, anche da questo si impara, specialmente in KZ dove servono testa e coraggio».

 



Pensi che la FIA dovrebbe istituire Woman Trophies internazionali?
«Non sono d’accordo su “campionati appositi” perché il confronto deve essere alla pari, specialmente nel kart, anche perché non ci sono necessità di questo tipo. Siamo ad un buon livello e molte di noi possono giocarsela con tutti, probabilmente in gare internazionali non siamo tantissime. Sicuramente, come già fa il CIK FIA, ritengo giusto istituire premi per valorizzare le ragazze che si distinguono nei loro campionati, con un minimo di criterio, ovviamente».

Che consiglio daresti alle ragazze più giovani che vogliono entrare in questo modo?
«Sicuramente direi loro di non farsi scoraggiare da un mondo prettamente maschile, anzi, è bene tirar fuori gli attribuiti e far vedere che non siamo da meno. Ciò richiederà fatica non solo fisica ma anche mentale… sentirsi dire “è una ragazza è normale che vada piano” non è facile, tuttavia bisogna andare oltre a tutto. Ho trovato facile stare all’interno di questo ambiente perché sostanzialmente ci sono cresciuta, ammetto che le amicizie femminili in questo mondo mi hanno davvero aiutato. Per noi probabilmente è più difficile ma non siamo assolutamente da meno, con l’allenamento i risultati arrivano, bisogna dedicarsi a questo davvero tanto. Vedo che i rapporti con i ragazzi sono ormai più che tranquilli, in pista non ho mai visto ingiustizie gravi, semplicemente bisogna mettersi sotto e continuare a combattere per i risultati. Arrivare a ottenere soddisfazioni e complimenti è una cosa bellissima, davvero».

Cosa pensi di questa rubrica?
«Penso sicuramente che sia molto interessante, potrebbe far uscire dall’oscurità molte ragazze che sono presenti in questo mondo e che vogliono affermarsi. Inoltre credo che potrebbe essere utile per dare una spinta in più e invogliare persone o sponsor a investire di più nel lato “rosa” del karting. Altra cosa utile, la possibilità di conoscerci e magari comunicare tra noi, sarebbe bello usare questo spazio anche per creare un legame».

Simone Corradengo - Vroom Karting Magazine
Credits: Sportinphoto

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