1980 intervista al kartista del momento

- Storie
Ecco l’intervista a Ayrton Senna, allora 19enne, di Andrea Ficarelli pubblicata sul primo numero del mensile "Karting" nel gennaio del 1980

Al Campionato del Mondo del 1978, disputatosi in Francia a Le Mans, ha fatto la sua comparsa il brasiliano Ayrton Senna Da Silva. Non aveva mai corso una gara a livello internazionale e, soprattutto, non aveva mai corso con gomme tipo Bridgestone. Senna Da Silva ha rischiato di vincere il Campionato del Mondo, e probabilmente avrebbe anche vinto, se non fosse intervenuto l'inglese Allen, che lo ha letteralmente «centrato», chiudendo così la sua avventura iridata. Ayrton aveva il mondiale in pugno, ma lo ha perso (si è classificato secondo) a causa del nuovo assurdo sistema impiegato per calcolare il punteggio finale. 
La presenza del brasiliano e stata la componente spettacolare del Gran Premio d'Italia; il suo stile di guida era impeccabile e, a confronto dei nostri piloti, tutti estremamente tesi al volante, è stato particolarmente interessante vedere uno che con una mano ingrassava e con l'altra sul volante intraversava il kart. 
Sfruttando l'occasione di una sua lunga permanenza in Italia, abbiamo rivolto alcune domande ad Ayrton Senna Da Silva, chiedendogli, tanto per iniziare, di farci una breve storia della sua attività kartistica.
 
Ayrton -Sono nato a San Paolo in Brasile nel 1960, ho compiuto 19 anni il marzo scorso. Quando avevo 4 anni, mio papa mi ha costruito un piccolo go-kart e tutte le domeniche noi ci recavamo in un piccolo circuito vicino alla nostra casa, dove io giravo tutto il giorno. A 8 anni, mio padre mi ha comperato un kart da corsa e io, con questo, andavo solo a provare, fino a 9 anni, quando ho partecipato ad una gara. 
Dopo però ho continuato solo ad andare a girare, e questo fino a che non ho compiuto 13 anni, quando finalmente ho potuto cominciare a fare le gare ufficiali in Brasile. Da allora ho partecipato a diverse gare internazionali: 3 Campionati Sudamericani, 2 Mondiali, 1 gara in Giappone e la Coppa dei Campioni a Jesolo. 
 
Karting - Che risultati hai ottenuto nelle gare in Brasile? 
Sono stato Campione Brasiliano nel ‘78 -’79 e vicecampione nel ‘77. Invece nel Campionato Sudamericano ho vinto nel ‘77 e sono vicecampione nel ‘79.
 
Karting - Qual è stata la tua prima gara internazionale fuori dal Sudamerica? 
Il Campionato del Mondo dell'anno scorso.
 
Karting - Come sei arrivato a far parte del team DAP? 
Per merito di una persona che conosce Angelo e Achille Parrilla, dato che suo figlio guida i DAP in Brasile. Gli ho chiesto se poteva prendere contatti per telefono con Angelo, affinché potessi fare il Mondiale con la DAP; lui si e interessato ed ha organizzato tutto, anche perché io allora non parlavo l'italiano. 
 
Karting - Eri già abituato a guidare con le Bridgestone? 
Non avevo esperienza con le Bridgestone; fino ad allora avevo guidato solo con gomme brasiliane, perché il regolamento della I Super in Brasile permette solo gomme brasiliane che, si tengono meno delle vostre «4 Stars», però hanno il vantaggio di durare di più e di essere tutte perfettamente uguali. 
 
Karting - Puoi parlarci dei tuoi Campionati Mondiali? 
Il mio primo Campionato Mondiale è stato quello di Le Mans, nel ‘78; prima eravamo venuti a Parma a provare, dato che io non conoscevo ne il mezzo ne le gomme. Poi siamo andati a Le Mans, dove ho fatto il terzo tempo; ho fatto due primi nelle manche della mattina, ero primo anche nella terza, quando all'ultimo giro ho rotto il motore. Nella prima finale sono partito tredicesimo e sono arrivato settimo; nella seconda finale sono partito settimo, sono arrivato alle spalle del primo. L'ho passato in staccata, rna proprio in quel punto sono state buttato fuori da Allen. Nella terza finale sono partito 24esimo, ho raggiunto i primi tre quando ho finito le gomme, finite perché io avevo solo un treno di gomme speciali, mentre gli altri ne avevano uno per finale, e così sono giunto 4° nella terza finale e sesto nel Mondiale. 
Il mio secondo Mondiale è stato quello di quest'anno in Portogallo, dove sia io che Fullerton avevamo un buon margine su tutti gli altri. Nelle manche della domenica mattina, nella prima ho vinto, nella seconda ero secondo dietro Fullerton quando lui ha rotto il motore; io gli ero molto vicino e non ho potuto evitarlo; sono ripartito e sono arrivato 24esimo. Nella terza manche ho vinto. Nella prima finale sono partito 8°, ho recuperato, sono andato in testa, poi mi è calato il motore, ho perso posizioni e sono arrivato 5°. Nella seconda finale sono partito 5°, ho recuperato di nuovo fino a guada gnare la prima posizione, ma anche questa volta mi è calato il motore, Koene mi ha passato e sono arrivato 2°. Per la terza finale ho utilizzato il primo motore rimesso a nuovo; sono partito terzo, ho rimontato e sono arrivato primo con un bel vantaggio. A questo punto pensavo di aver vinto il Mondiale, anche perché prima dell'ultima finale avevo chiesto che piazzamento dovevo fare per vincere il titolo e mi è stato detto che dovevo vincere l'ultima prova, cosa non del tutto facile.

Karting - Quando ti hanno detto che non eri Campione del Mondo, cosa hai provato?
È stato un brutto colpo, perché un Mondiale non e una cosa piccola da perdere. Comunque non è giusto un regola mento dove a parità di punteggio su due finali, non si guarda la terza finale o i tempi di qualificazione, come e sempre avvenuto, ma si vanno a considerare le eliminatorie. 
 
Karting - Tu hai corso in Brasile e ul timamente hai disputato il Gran Premio d'italia «Ventennio Karting». Che differenze sostanziali hai potuto rilevare nel diverso modo di correre in Brasile e in Italia? 
Qui in Italia la differenza fra i vari piloti è di qualche decimo (Ayrton ha corso solo nel Gran Premio d'Italia, gara particolarmente valida sotto il profilo agonistico - n.d.r.) per cui le gare sono tirate dall' inizio alla fine, senza respiro ne per i mezzi, ne per i piloti. Invece da noi in BrasiIe, essendoci un po' di divario, se uno parte bene e va forte per due o tre giri, acquista un certo margine che gli permette di condurre e di amministrare la gara, anche se talvolta capitano anche da noi gare tirate dall'inizio alla fine. Per quanto riguarda le organizzazioni, le nostre sono piu curate, anche nelle gare di minore importanza di questo Gran Premio d'italia. 
 
Karting - Che pneumatici usate in Brasile? 
Da noi è obbligatorio usare la «monogomma» brasiliana, meno veloce della vostra «4 Stars», però molto più costante come mescola. 
 
Karting - Tu hai corso il Gran Premio d'Italia con gomme Sirio. Ora, in Italia c'e una certa polemica, perché si dice ci siano alcuni piloti che ricevono gomme speciali, in particolar modo si fa il nome di Roberto Giugni. In questa gara tu hai corso con lui. Che differenza hai notato tra le gomme che aveva lui e le tue normalmente acquistate? 
La cosa è semplice! Io non sono mica «magico»! Sono andato dietro di lui, non in prova, perché non mi piace, ma nella seconda finale. Quando sono arrivato secondo, Giugni aveva 40 metri di vantaggio, gli sono andato sotto tanto da poter vedere come e dove staccava e come guidava. Lui sbagliava, arrivava lungo, ma nonostante ciò quando lui schiacciava il gas le gomme gli tenevano e usciva abbastanza veloce. Io, per poter tenere il suo passo, guidavo molto più pulito, ma ero costretto a fare la curva in tre tempi, perché altrimenti rischiavo di girarmi. Ora il discorso è semplice: io sono andato 10 giri dietro di lui, questa pista è abbastanza lunga per poter vedere un pilota; io avevo un telaio diverso dal suo, ma non è possibile che il suo «tenesse dietro» a quel modo. Questo e un discorso di gomme differenti e non credo che questa politica della Sirio paghi, perché oggi le gomme sono la cosa più importante, dal momento che da un motore all'altro ci possono essere 2 decimi, mentre da un treno di gomme all’altro ci sono almeno 7-8 decimi. Per cui, entrare in gara con lo svantaggio di oltre mezzo secondo al giro è troppo e non riesci a riguadagnarlo. Poi c'e da dire che io sono venuto qui con lo stesso motore con cui h fatto il secondo ai Mondiali, che e lo stesso di F. Europa. Quindi, come può un motore dopo 15 giorni prendere una paga come ha preso al Gran Premio d'italia? Anche perché io ho fatto il 2° al Mondiale e Giugni l’ottavo 
 
Karting - Se tu dovessi vivere un anno in Italia, saresti contento di correre solo con gomme Sirio?
No! Non sono i 2·3 decimi di differenza, che si possono riguadagnare sulla pista nei punti in cui vai meglio, ma la differenza e ingiusta, perché solo 2-3 piloti scelti dalla Sirio hanno quelle gomme che danno 7-8 decimi di vantaggio. In queste condizioni io non corro. Se io avessi saputo queste cose, non avrei partecipato a questa gara, perché per me è una presa in giro fare una «monogomma» così differenziata!



Ayrton in azione nel Campionato del Mondo in Portogallo nel 1979 (© Karting)

Lascia il tuo commento:

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato sulle ultime notizie dal mondo del kart!
Follow Us on Facebook