RACING LOW COST - 1ª PARTE

- Speciale
Come le Federazioni affrontano il karting "popolare". a cura di Maurizio Voltini (hanno collaborato Jose Omedas, Jozef Konopka)

Oltre all'attività internazionale d'elite ci sono corse in kart di basso profilo, spesso denominate Club, che permettono di divertirsi senza indebitarsi, ma che non sempre sono state gestite opportunamente dalle ASN. Abbiamo dunque cercato di vedere cosa sta succedendo nelle varie nazioni per quanto riguarda l'attività di base, e cosa stanno facendo in proposito le diverse Federazioni nazionali, occupandoci in questo momento di Italia, Spagna e Slovacchia (nella prossima puntata primo piano su Gran Bretagna, Svezia, Austria).

ITALIA - Apertura agli organizzatori "nemici"
Con l'inizio del 2020 c'è stata una svolta significativa da parte di Aci Sport nei suoi rapporti con l'attività kartistica più "popolare". Dopo anni di aspra lotta sembra infatti si sia deciso di sotterrare l'ascia di guerra contro quelli che fino ad ora venivano bollati come "organizzatori di gare clandestine", ma che invece permettevano di continuare l'attività di base non solo per i piloti ma anche per i meccanici, i preparatori e tutto il mondo annesso (comprese le piste "fuori dal giro" delle gare più importanti). Così nell'ambito di un progetto di rilancio dell'attività di base del karting nazionale, che viene identificata come "Attività Club", si è deciso di dare finalmente credito ufficiale a quegli organizzatori/promoter che venivano combattuti fino a ieri. Ne ritroviamo i nomi nella tabella allegata, che indica i referenti karting specifici per il settore Club nominati dall'Aci Sport per le varie zone e regioni. In particolare, a coordinare tutti loro sarà Sergio Di Dato, il patron della serie UPN che finora tanti mal di testa aveva causato alla Federazione. È un bel passo avanti, e pure difficile, a dimostrazione della volontà di "distensione" dell'attuale autorità sportiva. Ora però speriamo che questo cambiamento vada a ripercuotersi anche sui regolamenti nazionali italiani, specialmente quelli tecnici, tuttora troppo rigidi e complessi per adattarsi davvero all'attività Club amatoriale. Perché se le gare "alternative" avevano successo, è stato soprattutto per le norme più flessibili e liberali in tema di kart adottabili.

I REFERENTI PER L'ATTIVITÀ CLUB ITALIANA
Paolo Giuseppe Baù Piemonte, Lombardia, Liguria, Val d'Aosta
Paolo Riccitelli Triveneto
Nazzarena Corradini Emilia Romagna, Toscana, Marche
Carlo Crescia Umbria, Abruzzo, Lazio
Addolorato Cicchino Molise
Giuseppe Di Carlo Puglia
Luigi Russo Campania
Mario Petraglia Basilicata, Calabria
Antonio Dettori Sardegna
Armando Battaglia Sicilia


SPAGNA - Si punta alle classi monomotore
Dopo il boom dovuto ai successi di Fernando Alonso e ai suoi legami mai recisi con il karting (tra pista, museo e proprio marchio di kart FA) la crisi generale si è fatta sentire e da anni nella penisola iberica il campionato spagnolo è diventato monomarca Iame, in tutte le categorie (esclusa KZ2).
In particolare, è stato adottato il motore Iame Puma 64cc e 85cc per le classi Alevin e Cadete (che da quest'anno si uniscono in una unica "Mini" con il motore Iame X30 Mini 60cc ad acqua) e quello Iame X30 per Junior e Senior. Quindi questi motori, assieme a Rotax nelle sue diverse categorie (la Rotax qui negli ultimi anni - ora meno - ha avuto molto successo), sarebbero quelli più presenti in Spagna (sicuramente più del 90-95% dei monomarcia 2T) e usati nei campionati regionali e anche gare "Club" (assieme ai KZ2).
I motori OK/OKJ qui non esistono. Anche nelle gare di basso profilo, le caratteristiche tecniche e regolamenti sono quelli del campionato spagnolo per i motori Iame e quelli delle serie Rotax per chi adotta i motori austriaci, con piccole modifiche in alcuni casi. Dato che la partecipazione non è mai troppo alta, quasi sempre vengono mescolate le due motorizzazioni (Iame e Rotax) in ogni categoria, sistemando il peso minimo per ogni opzione.
Le gare Club sono organizzate dalle piste (quando il campionato si fa sempre in un circuito particolare) o da associazioni/club che possono organizzare campionati con gare in più di una pista. Questa ultima opzione è meno frequente, perché ci vogliono un certo numero di piloti e maggior lavoro a livello organizzativo.
Poi in alcune piste, fanno solo gare per un'unica categoria (monomarcia 125) perché non ci sono piloti per le classi piccole e KZ2.
Anche in Spagna si avverte una certa crisi, che ha mantenuto bene l'attività (anche Club) nelle zone dove già c'era maggior movimento kartistico, ma in altre zone ha fatto fatica per l'organizzazione delle gare (anche per via di alcuni "vuoti" legislativi) tanto da arrivare a smettere. Da rilevare come nel momento di punta della crisi economica, che aveva portato quasi alla sparizione delle gare regionali, alcuni piloti fossero arrivati ad organizzarsi fra loro delle gare Club; ma con la ripresa economica questi piloti sono tornati a fare gare di livello regionale.


SLOVACCHIA - Attività in rilancio
Dopo le difficoltà connesse alla separazione dalla Repubblica Ceka negli anni '90, con la ripresa economica dopo l'ingresso nell'Unione Europea (2004), la Slovacchia ha visto la ripresa del karting, con la federazione che cerca di fare il possibile per avvicinare quante più persone a questo sport. Per farlo si è puntato a categorie come Baby 60, Mini 60 e le varie classi Rotax, che si affiancano alla più diffusa KZ2.
I partecipanti hanno risposto con entusiasmo e le cose stanno procedendo abbastanza positivamente e con una crescita generale del karting in questo Paese. Anche se il livello di competizione ha portato pure qui ad innalzare i costi nella Mini: questo ha portato i concorrenti che lottano per la vittoria a scegliere di noleggiare i motori, con conseguente aumento delle spese.

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