Charles Leclerc, un racconto di Jordon Lennox-Lamb

- Intervista
Alla scoperta nel nuovo Charles Leclerc by Lennox Racing insieme al Team Manager Jordon Lennox-Lamb.

Jordon Lennox-Lamb, che insieme a Ronni Sala e alla Birel ART Srl, è la persona che c’è dietro al progetto “Charles Leclerc”, ha raccontato i primi mesi del ritorno del “numero 16” più veloce del motorsport nel karting.

Charles Leclerc by Lennox Racing, questo è il nome di un progetto che unisce uno dei giovani più veloci della Formula 1 e il più giovane Team Manager della scena kartistica internazionale; com’è nata, quanto ci è voluto e come sta andando? Scopriamolo insieme a Jordon.

Cosa significa per te rappresentare un nome con Charles Leclerc in pista?

«E’ senz’altro un grande onore rappresentare un astro nascente come Charles Leclerc nel karting. Charles è molto giovane e i suoi ricordi legati al karting sono ancora “freschi”, ciò ha fatto si che anche da parte sua ci fosse grande entusiasmo nell’affrontare questo progetto».

Quali sono le aspettative per questa stagione?

«E’ difficile stabilirlo con largo anticipo, specie perché si tratta di un progetto nato da zero. Diciamo che è meglio riparlarne più in là. Quello che posso dire, però, è che i risultati che abbiamo ottenuto sinora incontrano le attese di inizio anno e ci consentono di guardare con ottimismo al futuro». 

Questa è una sfida del tutto nuova per te, quanto è stato difficile organizzare tutto in relativamente poco tempo?

«Mi rendo conto che dall’esterno la notizia sia giunta da un momento all’altro. Le indiscrezioni hanno iniziato a circolare molto a ridosso dell’annuncio ufficiale, pertanto potrebbe sembrare che tutto sia stato fatto da un giorno all’altro. La realtà, però, è ben diversa; questa è una decisione che abbiamo preso già verso la parte iniziale dello scorso anno quindi c’è stato tutto il tempo per preparare al meglio un progetto di questa portata».



Prima di essere un Team Manager, sei stato un pilota. Riscontri qualche differenza rispetto alla “New Age” del karting?

«Sì, è chiaro. Piuttosto che sul piano della guida, dove ovviamente la dipartita del freno anteriore ha cambiato notevolmente lo stile di guida, si tratta di un cambiamento generazionale. I ragazzi di oggi sembrano già dei professionisti, con mental coach, driver coach, personal trainer e chi più ne ha più ne metta, pur essendo ancora molto giovani. Meno talentosi? Non direi, più “viziati”… quello sì”.
 
Credits: LRN Photo

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