“The Day After” - Ronni Sala racconta la Fase 2 di Birel ART

- Intervista
A tu per tu con il Presidente di Birel ART Ronni Sala. Come è cambiato il kart dopo il Covid-19? Vediamo cosa ne pensa Sala.

E’ passato poco più di un mese da quando, a Lissone, sono state riaccese le insegne degli impianti di Birel ART, due mesi dopo lo stop causato dall’emergenza Covid-19.
Successivamente alla riapertura degli uffici, anche gli impianti hanno ripreso le attività e così la tanto attesa “Fase 2” si può dire iniziata anche per il karting.
Si può parlare di un “nuovo” modo di fare kart? Scopriamo cosa ne pensa il Presidente di Birel ART, Ronni Sala.

Com’è iniziata la cosiddetta “Fase 2” del motorsport per Birel ART?
«Fortunatamente bene. Stiamo lavorando a pieno ritmo sin dalla fine del lockdown, tanto che il business plan dei prossimi mesi ci consente di stare tranquilli. Sarà comunque fondamentale monitorare la situazione non soltanto nel settore karting, ma in generale per quanto riguarda la società in cui viviamo. Quest’emergenza ha cambiato il volto del mondo intero, e ciò si rifletterà inevitabilmente sul nostro settore».

Ci siamo trovati dinanzi ad una “crisi” globale, non soltanto a livello economico ma anche e soprattutto di tipo sociale e sul piano delle relazioni umane. Proiettando quest’affermazione sul kart, secondo lei quale tra il settore vendite e “racing” risentirà di più del colpo?
«E’ difficile dirlo, parliamo di due realtà strettamente connesse. Mi spiego: se le piste non riaprono, le vendite sono basse. Al contempo, se non si corrono le gare, il settore racing ne risente. Fortunatamente, dopo la riapertura degli impianti, siamo vicini alla ripartenza della stagione agonistica. In entrambe i casi, però, la crisi ha costretto alcuni ad accantonare almeno per il momento il karting, sia come hobby che come attività agonistica. In che misura? Impossibile dirlo ora, sarà più facile misurare il calo da settembre in poi».

Il karting non è un bene di prima necessità, ma al contempo sembra che un kartista non possa fare a meno di praticarlo. Avete ricevuto richieste di materiale nel periodo del lockdown?
«L’affermazione è corretta e sì, durante il lockdown abbiamo ricevuto richieste di materiale da parte di persone che prima della pandemia avevano smesso di praticare la disciplina. Questo fa percepire il fascino e la passione che il nostro sport suscita nelle persone».

E’ corretto dire che il karting sia cambiato per sempre?
«A mio avviso sono le persone ad essere cambiate. Questa pandemia ha cambiato la routine, talvolta anche il modo di pensare della collettività, pertanto anche di generare consumo. Eppure, non sono d’accordo con l’assunto secondo il quale il karting sia cambiato per sempre, anzi. Salvo l’uso delle precauzioni, la passione, la voglia di vincere e la professionalità delle persone sono immutate».
 

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