VROOM 271, l'atmosfera si scalda

Columns: News & Anteprime

Sarà la primavera che si avvicina e con essa la voglia impellente di scendere in pista col proprio kart... Intanto la Winter Cup ha tenuto banco grazie alla KZ, la categoria che riflette la migliore condizione del karting internazionale. Ma per il resto è giunto il momento di produrre delle soluzioni. Noi un'idea ce l'avremmo... 

EDITORIALE

Quel filo rosso che lega (in modo soffocante) i vari aspetti del karting odierno

Un numero di Vroom sempre ricco, anche questo di marzo, nonostante la pausa invernale. Con una nutrita serie di servizi di svariato genere che però trova un filo conduttore comune. Quale può essere? Cerchiamo di intuirlo presentando uno per uno i vari servizi.

Abbiamo l’evocativa ed esclusiva intervista-chiacchierata con un personaggio simbolo, quel Tony Bosio che ha fondato una delle aziende di riferimento e che giudica impietosamente l’evoluzione del karting. C’è la posta, con le “lagnanze” di piloti, organizzatori e costruttori (manca nessuno?). Il servizio su come “ripristinare” il kart dopo la sosta invernale evidenzia come un normale kart (sebbene con l’esclusiva funzione racing) abbia problematiche superiori a quelle offerte da una vecchia Fiat 500 rimasta ferma in garage per vent’anni. Quindi abbiamo le testimonianze dei campioni Csai di zona, piloti di vertice (almeno a livello nazionale) che fanno comunque capire come l’attività amatoriale non sia favorita. Abbiamo anche il resoconto della Winter Cup di Lonato, dove a fronte di una fantastica gara con i KZ si sono viste due KF che quasi umiliavano l’impegno comunque profuso dai piloti.

Insomma, è facile vedere a cosa, a quale pensiero riconducano tutti questi servizi: le cose non vanno per niente bene, e non vanno bene praticamente a nessuno. Così non si può andare avanti. Se ne sono resi conto in Csai ma anche in Cik, e sono arrivate anche le prime reazioni ufficiali, apprezzabili anche se forse un po’ troppo timide per quella che è la gravità della situazione. Intanto Kees Van de Grint – il vicepresidente di cui non mettiamo in discussione la passione e la buona volontà – sta prendendo in mano la situazione con la volontà di semplificare il tutto, dal punto di vista tecnico. Che è una buona direzione, beninteso. Ma per risolvere gli attuali problemi, ci vorrà ben altro che la liberalizzazione del volume dei travasi...

La classe KF ha dimostrato il suo fallimento, così com’è strutturata (e non ci voleva la sfera di cristallo per prevederlo), e tutti sono d’accordo che vada rivista. Già, ma se non vogliamo ricadere sempre negli stessi errori di programmazione, va assolutamente corretta già da ora. Adesso, subito (vabbé, diciamo almeno il prima possibile), così che i costruttori abbiano il tempo di organizzarsi con la produzione e la sperimentazione. E che magari la si possa far debuttare, a scopo di verifica, già quest’anno per esempio nelle gare mondiali europee. Così che si possano evidenziare e correggere eventuali errori d’impostazione prima che sia troppo tardi. E in modo che i costruttori possano verificare il loro prodotto prima di “buttarlo” sul mercato, costringendo al ruolo di collaudatori proprio quelli che invece sarebbero i clienti paganti.

Bene, però come sempre noi di Vroom non facciamo solo critiche fini a sé stesse o senza motivarle, come pure cerchiamo di mostrare le alternative. Un atteggiamento che ci ha fatto guadagnare, fra l’altro, un posto al tavolo di lavoro del Press Council Fia come rappresentante media karting. Allora, cosa possiamo proporre per risolvere una crisi che fondamentalmente ruota attorno alle categorie monomarcia? Noi un’idea ce l’avremmo, che oltretutto permette di non buttare a mare la parte meccanica degli attuali KF: sostituire la frizione centrifuga con una manuale! Un po’ come i 125 KZ, con comando al volante, ma ovviamente senza il cambio. Una sostituzione semplice, tutt’altro che complessa tecnicamente, che porterebbe molti vantaggi. A cominciare dalla possibilità di avviare il kart a spinta, e potendo di conseguenza rinunciare all’avviamento elettrico, e quindi alla batteria, e quindi ai relativi cablaggi. Insomma, eliminando la fonte del 50% degli attuali problemi! Vi sono poi tanti altri vantaggi che non stiamo ora a elencare, ma già questo sarebbe sufficiente per giustificare tale modifica. Se poi si eliminasse la valvola sullo scarico, imponendo magari al contempo una misura dell’altezza della relativa luce sul cilindro senza tante altre “pugnette”, avremmo semplificato non solo i motori e il lavoro dei costruttori, ma anche quello dei commissari tecnici. Fra le altre cose, infine, la più importante è l’abolizione dei freni anteriori indipendenti al volante, che hanno ucciso il pilotaggio e alzato i costi.

Questa è la nostra idea di base. Perché non è pensabile di tornare ai 100, né di continuare così, e in questo modo se non altro si cambierebbe molto senza sacrificare tanto. Certo, si potrebbe fare di più. E non escludiamo che ce ne possano essere altre, di proposte, altrettanto valide o magari anche di più (che però stiamo ancora aspettando di sentire). Ma di una cosa siamo certi: qualunque cosa sia, c’è da farla in fretta. Se possibile, subito. O vogliamo ancora una volta aspettare l’ultimo momento con le omologazioni triennali dei motori – che, ricordiamo, sono a fine 2012 – per poi accorgersi di aver sbagliato tutto (o anche solo qualcosa) quando ormai è troppo tardi per tornare indietro o risolvere le mancanze?

Anche la Csai, sempre da questo punto di vista, aspettiamo che “batta un colpo”. Certamente non possiamo ignorare che a livello nazionale la situazione è ancor più difficile. Vuoi perché in Italia abbiamo avuto responsabili federali incapaci di distinguere fra i suggerimenti positivi e quelli solo interessati di certi costruttori (specie chi pensava di risolvere i problemi limitandosi al karting d’elite e tralasciando completamente l’attività di base), vuoi per le difficoltà generali oggettive (specie economiche), vuoi perché da noi ci sarebbe veramente da ribaltare tutto. La situazione italiana non si risolverà certo con palliativi o modifiche di dettaglio. Ormai è assodato, per esempio, che la 60 va ricostituita e anche in questo caso facendo un passo indietro. E probabilmente lo stesso andrebbe fatto con le categorie (e le età) superiori. Anche al posto delle varie KF3, KF2 e Prodriver 100, cioè. Sappiamo che è in questa direzione che si sta pensando di muoversi, ma è imperativo passare alla svelta dal pensiero all’azione. Perché se adesso non abbiamo più piloti italiani in Formula 1, c’è una responsabilità molto forte anche da parte del karting nazionale, che non ha saputo trovare, proporre, lanciare o formare (vedete voi) piloti che abbiano qualcosa in più del portafoglio (quello di papà) pieno. E si badi bene, prima di essere tacciati di polemici, non siamo (solo) noi ad affermarlo: lo dice anche “un certo” Cesare Fiorio – che non dobbiamo certo presentare con tutto quello che ha fatto fra Lancia e Ferrari – in un servizio che Autosprint ha dedicato proprio alla crisi dei piloti italiani in F1. Nell’intervista sulle cause, Fiorio dice testualmente: «I talenti ci sono ancora da noi, ma il futuro lo vedo nero perché il karting italiano, che era il fiore all’occhiello del nostro sport, il grande serbatoio da cui attingevamo, è ormai in mano ai Costruttori che per il business fanno correre solo i piloti paganti. I costi sono saliti alle stelle, col risultato che corrono solo i figli dei miliardari mentre i veri talenti restano a casa». Capito dunque qual è l’immagine (si fa per dire) che il “karting d’elite” ha saputo crearsi?

Maurizio Voltini

 

 

 

 

SOMMARIO ANALITICO VROOM 271

 

 

 

 

COPERTINA

17a WINTER CUP: DREEZEN AL TOP

Con una serie di sorpassi decisi ma mai sopra le righe, il belga si aggiudica una emozionante categoria di vertice, cioè la 125 col cambio, alla 17a Winter Cup di Lonato. Nelle KF2 e KF3 svettano rispettivamente Max Verstappen e George Russell

 

 

 

IL PERSONAGGIO DEL MESE: ANTONIO BOSIO

Chiacchierata a ruota libera sul kart di ieri e di oggi con Antonio “Tony” Bosio, l’artefice e fondatore di una delle Case più note nel karting mondiale

 

 

 

PROVA IN PISTA: E' MOLTO BEN EDUCATO

In un rapido test a Lonato, il telaio ART Grand Prix modello TS-01 in versione KF2 con motore Iame si è dimostrato tutt’altro che scorbutico o difficile, aiutando ad ottenere una guida fluida e composta, cioè efficace

 

 

 

TECNICA: TM KZ10, RIMONTAGGIO E VERIFICA

Dopo aver smontato il motore TM KZ10, procediamo al rimontaggio dello stesso e alla verifica dei parametri essenziali in fiche.

 

 

 

SOS KART: VERIFICA DEL KART DOPO LA SOSTA INVERNALE

L’inverno sta volgendo al termine, anche se mentre scrivo queste righe fuori ci sono 3° sotto zero e una bella coltre di neve bianca...

 

 

 

INTERVISTA: PURE KARTING

A tu per tu con Giovanni Vitale, di Roccapiemonte, nel salernitano, 58 anni, motorista e preparatore karting fra i più apprezzati e non solo a livello nazionale.

 

 

 

PRIMO PIANO: I CAMPIONI DI ZONA – PARTE 5

Si chiude con questo numero la raccolta di testimonianze dei campioni Csai di zona. Un servizio utile che ci ha permesso di conoscere il pensiero dei kartisti più rappresentativi del movimento nazionale. Una sorta di sondaggio da cui la stessa federazione dovrebbe attingere se vuole produrre delle politiche promozionali vincenti.

 

 

 

VETRINA PRODOTTI: IKA KART 2000 SEMPRE IN POLE POSITION

Giunto alla 20° edizione, il salone di Offenbach continua a macinare successi. Nonostante la crisi globale che attanaglia fortemente il mercato europeo, l’IKA Kart2000 tenutosi il 21-22 gennaio non lontano da Francoforte ha fatto registrare l’ennesimo sold-out

 

 

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