VROOM 238, FA TENDENZA?

Sì, diciamolo. Con questo numero Vroom lancia una proposta particolarmente accattivante per il popolo kartista.
Parlando di gomme, s’intende! Abbiamo confrontato le classiche coperture da 5” con delle 6”, a parità di mescola e tecnologia costruttiva della carcassa. Il risultato? Vincono le 6 pollici a man bassa, con un vantaggio di quasi 1 secondo sul giro “secco” a Lonato su un KZ!

Editoriale

VROOM FA TENDENZA?
Sì, diciamolo. Con questo numero Vroom lancia una proposta particolarmente accattivante per il popolo kartista. Anche perché i kartisti si attendono da Vroom sempre più intraprendenza, riconoscendogli la prerogativa di saper prendere una posizione intransigente nei confronti di chi vuole infangare il karting, il nostro mondo. Denunciando, prima di tutto perché la realtà agonistica non si presta a manipolazioni e speculazioni, e Vroom ha sempre posto attenzione a certi aspetti, oltre ad esaltare le gesta del pilota quando gli venga riconosciuto il giusto merito e la capacità di interpretare una corsa ai massimi livelli, perché stiamo trattando di uno sport motoristico esclusivamente agonistico, come pochi aggiungerei. Questa è una disciplina che premia soprattutto l’atleta e il suo talento, la sua caparbietà, la sua voglia di vincere prima di tutto per se stesso, superare i propri limiti ad ogni giro. Altrimenti dov’è la soddisfazione? Il kart è un mezzo per provare, dimostrare e trasmettere sensazioni estreme. Altroché! E se da una parte siamo sempre attenti a scoprire e poi emarginare chi rema contro alla pratica di questo sport, dall’altra siamo consapevoli che il kart, il mezzo, oggi deve necessariamente stimolare l’atleta a scendere in pista per scoprire il suo nuovo limite.
Così la riflessione si è materializzata con naturalezza circa due mesi fa.
In attesa che si ripresenti una motorizzazione 100cc all’altezza delle aspettative, quella che ha insegnato a correre in kart, che ha formato una generazione di campioni e la storia ce lo ricorda, oggi il miglior mezzo in circolazione, il più “cattivo” è il 125 a marce, senza alcun dubbio.
È l’espressione massima di questo sport, il mezzo rappresentativo, quello più spettacolare, e non perché abbia subìto un’evoluzione, al contrario, è la sola categoria che ha tenuto fede alle prerogative fondamentali per divulgare lo sport del karting, quelle centrate circa 15 anni fa da un certo Domenichini e che Buser, allora a capo della Cik, ha sapientemente condiviso. E agli inizi degli anni ‘90, quando il kart era un mezzo da domare, venivano usate le gomme da 6". La maggior parte dei nostri lettori, gli “aficionados” di Vroom, sicuramente le ricorderà.
Sì, avete capito bene, perché non provare il miglior kart in circolazione con delle gomme più performanti e rendere più spettacolari le corse dei 125 a marce? Oltretutto, così allestito (gomme e cerchi da 6") il kart è più bello… il che non guasta.
Ma quello che abbiamo scoperto è strepitoso. Perché con queste gomme, e ancora di più con quelle che verranno una volta entrate in produzione per soddisfare una clientela più vasta, la prestazione sul giro potrebbe migliorare di quasi 1 secondo. È un risultato strabiliante. Con questa soluzione e con uno studio dedicato da parte dell’industria di pneumatici verso questo formato, si potranno raggiungere altri traguardi. Non è questo il senso della sfida? Migliorare i nostri limiti?
E non è tutto. Dal nostro test è scaturito un altro interessante aspetto. Le gomme oltre a sfruttare meglio la potenza in percorrenza di curva e, a facilitare una guida meno traumatica e nervosa, si prestano ad un migliore consumo: durano di più. Il prezzo? Una volta affrontata la spesa dei cerchi (dei mozzi nuovi nel test non ce n’è stato bisogno) il prezzo delle 6" è identico alle 5" ci ha assicurato la Vega. Allora cosa ne dite? Promuoviamo questa soluzione per il 125 a marce? Bene. Sul nostro sito è già attivo il sondaggio: Vota per la 6"! Parteciparvi è semplice basta essere iscritti a vroom.it, per chi non lo avesse ancora fatto (a proposito abbiamo superato quota 4600 iscritti). Godetevi questa nuova sensazione. Leggetevi il resoconto della prova svoltasi a Lonato in collaborazione con la Vega, il team Maranello e la Starlane, l’azienda che produce un innovativo sistema di acquisizione dati GPS, il tutto coadiuvato da Pierluigi Mancini, un altro vulcanico elemento subentrato al team Vroom.

E ancora. In questo numero di cose interessanti ne leggerete. A partire da un accorgimento che migliora le prestazioni della 60 senza rischiare che i commissari possano intervenire. Purtroppo è così. E questo perché la 60 non include nella fiche del motore l’integrazione con le quote della frizione. Ci risiamo. Intanto continua la nostra indagine per quanto riguarda la problematica delle verifiche facendo ben presente alla Fik, peraltro intenzionata a rinnovare il gruppo commissari, che il nostro intento è di collaborare per sconfiggere questa piaga, perché gli artefizi e le malefatte non debbano più verificarsi, specialmente in una categoria propedeutica come la Minikart.
Joe Romano ha rotto gli indugi e la nostra redazione ha registrato numerose richieste per contattare l’artefice di scottanti dichiarazioni, allo scopo di usufruire di certi servigi. Ma Joe ci ha confidato che continuerà a collaborare con Vroom mettendo a nudo aspetti tecnici e soluzioni per migliorare la prestazione motoristica del proprio kart.

Pierluigi Mancini, intanto, si è dato da fare rendendosi protagonista di un’altra Mission Impossible. Ha convinto Jan Thiel, uno dei più grandi duetempisti di tutti i tempi, a raccontarci la storia fantastica di un uomo leggendario. Ma non è stato facile trovarlo, perché Jan Thiel sta godendosi la meritata pensione in Tailandia.

Dulcis in fundo. Oltre alle numerose rubriche tecniche presenti in questo numero di Giugno, c’è la chicca confezionata da Elena Lana che ha pensato bene di avviare un’altra rubrica, l’ennesima, dedicata alle situazioni tragicomiche che si vivono nel mondo del kart. Protagonista di questa prima è il principiante, soprannominato il “Kaimano”, propriamente scritto con la K. Una lettura leggera e divertente che raffigura i comportamenti più discutibili e bizzarri dell’imbranato di turno. Un aspetto questo che ha coinvolto un po’ tutti noi quando per la prima volta ci siamo avvicinati a questo sport.

In queste ultime righe voglio dedicare un saluto di commiato a Enrico Lidonnici. Un uomo che ha dato molto della sua vita a questo sport. La simpatia e il rispetto verso Enrico è scaturito ancora prima di incontrarci in pista, via telefono. Ci sentivamo spesso. Molte volte chiamava lui, qualche volta io. Ma non passava mai più di un mese. E rimanevamo a parlare di kart, dei tanti progetti che aveva in mente, alcuni attuati, altri da attuare. “Giuliano adesso ti lascio – mi diceva – perché non voglio farti perdere altro tempo, lo sai è più forte di me…”. Ecco, Enrico era così, non voleva essere di peso… E così se n’è andato, lasciando un vuoto incolmabile a tutti noi. Mi mancano quelle lunghe chiacchierate. Ciao Enrico.

                                                                                                                    Giuliano Ciucci Giuliani









SOMMARIO ANALITICO VROOM 238




TEST GOMME: 5” vs 6”
LE MISURE CONTANO

Tanti anni fa la Formula K correva con pneumatici da 6”. A 20 anni di distanza Vroom ha voluto organizzare un test comparativo per verificare la possibilità di impiegare queste coperture nella 125 a marce. I risultati parlano da soli…





IL PERSONAGGIO DEL MESE

JAN, THE KING
A 16 anni disegnò per terra il suo primo motore, su un foglio di quaderno e con un compasso scolastico. Di li a poco dedicò le sue attenzioni all’elaborazione del suo HMW (una marca di ciclomotori austriaci che non esiste più), apprendendo i primi rudimenti dal suo primo libro di tecnica motoristica per elaborare un 2 tempi.
Jan Thiel è uno dei più grandi motoristi nella storia del 2 tempi. Con oltre 50 campionati del mondo vinti in tutte le categorie Jan è il vero re del motomondiale. E’ lui il vero papà delle Aprilia da Gran Premio ed è lui che ha progettato l’Aprilia RSA 125 con disco rotante frontale!
In questa intervista si racconta ai lettori di Vroom, facendo finalmente luce su alcune situazioni poco chiare e commentando da tecnico, con forte spirito critico, l’evoluzione del kart.
Imperdibile!





PRIMO PIANO – STARLANE PERFORMANCE ELECTRONICS
Tutto sotto controllo!

La Starlane è un’azienda italiana specializzata nella realizzazione di sistemi di acquisizione dati per il motorsport. Con il suo Athon GPS è in grado di fornire uno strumento efficiente e indispensabile nel karting moderno.





PRIMO PIANO
Karting Club L’Aquila

Ricominciare dal kart
Un gruppo di ragazzi abruzzesi, il karting, e tantissima passione per quello che non si può definire solo un hobby domenicale, ma una vera e propria fede. Poi la scossa e quei secondi interminabili… È come se il tempo ad un tratto si fosse fermato, i sogni più evanescenti, la routine solo un ricordo. Le prime notizie arrivano un giorno e mezzo dopo. I nostri sognatori i primi giorni dormono dentro al furgone che di solito usano per trasportare i kart. Poi la tendopoli. Ma stanno tutti bene i nostri amici kartisti, certo, qualcuno ha perso la casa, qualcun’altro la macchina, ma sono ancora tutti vivi.
I protagonisti di questa storia sono Mauro e Michael Marchetti, padre e figlio, che condividono la passione per i motori, in particolare per il karting. Per i Marchetti il karting è un’aspettativa della vita, si riconoscono in questo sport e soprattutto si impegnano per promuoverlo anche fuori dalle piste.





PRIMO PIANO
Nord Est. Il punto di vista dei fautori del kart Triveneto

La gara svoltasi sul circuito di Ala il 3 Maggio, valevole per il Campionato Nord Est, ci ha dato la possibilità di incontrare i fautori del kart Triveneto, i delegati delle regioni orientali d’Italia e scambiare quattro chiacchiere con loro, esaminando il momento attuale del kart e le prospettive per il futuro.





PRIMO PIANO
Giada De Zen

Primo piano su Giada De Zen, la ragazza del vivaio azzurro che più si sta facendo notare in campo internazionale. Ecco chi è la piccola peste con il talento da pilota che ha conquistato il podio KF3 all’Open Masters di Siena.





IL KAIMANO
Rubrica tragicomica sul mondo del kart

La curva del replicante
“Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare... navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di parlare...”

Ogni disciplina, sia questa sportiva o meno, etichetta il principiante con un particolare soprannome. Questa figura stereotipa i comportamenti più discutibili e bizzarri che accomunano l’imbranato per antonomasia. Per ottenere il marchio, poi quasi impossibile da scrollare di dosso, bisogna però soddisfare negativamente determinate condizioni, siglando il passaggio dallo stato di  neofita a quello di impacciato cronico. I nomignoli sono molteplici a differenza del settore o del paese, ad esempio nell’esercito troviamo “la spina” o “burba”, nei college americani i derisi sono i “Dummies” e mentre Fonzie di Happy Days rifugge dai “pivelli”, le ragazze del Coyote Ugly mai “flirterebbero” con qualche “nerd”.
Il mondo del kart è caratterizzato dal “kaimano” propriamente scritto con la K.





GARAGE
Usiamo bene i piedi

La regolazione dei pedali è un aspetto importante nella messa a punto del kart. Anche perché oltre a permettere il miglior azionamento di acceleratore e freni, una corretta impostazione permette pure di risparmiarsi inutili mal di schiena.






TECNICA
Un calco e via!

Esaminare, misurare e studiare i condotti di un motore 2 tempi è sempre un’impresa complessa, a meno di non realizzare dei calchi degli stessi in gomma siliconica. Ecco come realizzare questi calchi nel modo più semplice ed efficace…





GARE

OPEN MASTERS – 2a prova

A SIENA TANTI PILOTI, TANTO AGONISMO, TANTO SPETTACOLO.
Il Circuito di Siena premia sul gradino più alto Lombardo in KZ2, Spenga in KF2, Basiliotti nella KF3, Pezzolla nella Mini e Giacomello nella 250 4T.

La seconda prova dell’Open Masters va in archivio con un bilancio positivo nei numeri e nello spettacolo offerto sulla Pista di Siena. 246 piloti sono tanti e qualcuno si è visto addirittura rifiutare l’iscrizione alla gara perché, nella Mini, portata alla capienza di 72, erano già al completo! Questo Open Masters che fa da ideale ponte di collegamento tra l’attività regionale e quella internazionale, quindi, piace. Ancor di più piace l’agonismo visto in pista, sempre corretto, che ha permesso di assistere a gare combattute, tirate e ricche di sorpassi. Un bel fine settimana di karting, con la pioggia che ha fatto capolino la domenica mattina costringendo tutti i team ad un super lavoro per poi vedere disputare sul bagnato tutte le prefinali, su pista umida le finali di 60 Mini e KF3 e su pista asciutta le altre. Un gioco che ha esaltato le capacità di amministrare le gomme dei piloti, sopratutto nella Mini e nella KF3, partite con le gomme da bagnato con la pista che era ormai appena umida. La pista di Castelnuovo Berardenga, all’esordio in un appuntamento così importante, ha retto bene all’impatto di tanti piloti. Unico neo il fatto che alcuni team sono stati costretti ad accamparsi nel parcheggio al di fuori del paddock, un terreno non asfaltato che li ha costretti a convivere con il fango per il fine settimana. Una soluzione d’emergenza cui si sta trovando rimedio per i prossimi impegni dell’impianto.



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Created by: admin - 29/05/09

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