Vainio di forza, Chamberlain di testa

Campionato Europeo SKF/KF2, Essay (F),
2 agosto 2009

La prova conclusiva del campionato europeo SKF e la finale secca che assegna il titolo continentale nella KF2 si è disputato sul tracciato francese di Essay, vicino Parigi. Cielo a tratti minaccioso e pista impegnativa rendono elettrizzante questo appuntamento decisivo.


 Il tempo regge, il tracciato – soprattutto la prima curva molto lenta e stretta – invece non perdona. Molti, infatti, gli episodi al limite del regolamento – se non oltre –, e uno in particolare, quello che vede protagonista il pilota italiano KF2 della Birel, Matteo Vigano, lascia l’amaro in bocca.

Vainio Top Gun a soli 15 anni

“Signori, in questa scuola si impara a combattere, chi arriva secondo non viene classificato”

Come nella squadriglia caccia soggetto del film di Tony Scott (1986) Aaaro Vainio conquista il brevetto dei piloti più in gamba. Il finlandese della Maranello si è dimostrato fin dalla Junior un kartista di talento e il passaggio diretto nella classe regina monomarcia è risultato scontato. Infatti Vainio è risultato fin dalle prime uscite in KF1 tra i più veloci. La troppa foga determinava però l’eccessiva usura dei pneumatici che gli precludevano la possibilità di giocarsi la vittoria finale. Vainio ha fatto presto a correggere questo suo eccesso d’agonismo, maturando giusto in tempo per consacrarsi con il numero 1 in Europa, grazie anche al lavoro del suo team e del mezzo con cui è riuscito a affrontare ad armi pari la kermesse titolata. Così all’appello in terra di Francia, teatro dell’ultima prova del campionato europeo Vainio non si è lasciato sfuggire l’occasione, sebbene al suo fianco sfilassero avversari di tutto rispetto come il francese Ranaudie e l’inglese Parrott, entrambi papabili alla conquista del titolo continentale.


I top perdono una manche
Nella SKF in occasione delle manche del sabato i tre piloti in testa alla classifica provvisoria (Vainio, Parrott e Renaudie) subiscono una battuta d’arresto – l’inglese nella prima manche, il finlandese e il francese nella terza – dopo che le qualifiche piazzavano Vainio far registrare al secondo posto a 1 decimo da Rowland, Renaudie quarto e Parrott solo 11esimo. La classifica intermedia rivaluta alcuni outsider: il finlandese Kunranta, vincitore in una manche conquista la pole di Corsa 1 (prefinale) affiancato da De Brabander, l’inglese Bradley in seconda fila insieme a Vainio, e Renaudie subito dietro –aggiudicatisi entrambi una manche. Rowland è in quarta fila, e Parrott in quinta.

Vainio con una marcia in più. Foster-Jones d’orgoglio
Il programma di domenica è piuttosto light, con alcune manche della KF2 che decretano i finalisti e il warm-up SKF nella mattina, e prefinale e finale (KF2) e le due finali (SKF) nel pomeriggio. In griglia la tensione sale, i piloti che lottano per il titolo se la giocano dalle prime battute stando attenti a quella prima che può compromettere tutto. E così succede per Kunranta e De Brabander, arrivati larghi e finiti fuori. E Renaudie che prende il comando seguito da Bradley, Puhakka, Rowland e Parrott. Vainio è ottavo, ma i tempi sul giro e la sua determinazione preannunciano la scontata risalita. Renaudie, intanto, sembra andare via, dietro c’è bagarre con Rowland che guadagna la seconda piazza a metà gara e Vainio che salta gli avversari come birilli. Dopo alcuni giri Vainio è sul podio, mentre Rowland deve arrendersi, a causa della rottura dell’accensione. La corsa entra nel vivo con il finlandese della Maranello a caccia al battistrada. E a tre giri dal traguardo l’attacco di Vainio nei confronti di Renaudie si concretizza. Puhakka agguanta il terzo gradino, e Parrott conclude quinto.
La seconda finale è quella decisiva. Vainio alla prima curva non concede spazio a Renaudie. Il francese viene toccato da dietro e rischia di uscire, riesce a sfilare perdendo però diverse posizioni. Puhakka approfitta del parapiglia iniziale andando in testa alla corsa. Vainio, Bradely e Parrott a seguire. Renaudie, dopo pochi giri risale quinto. Mentre come un fulmine viene su Foster-Jones. Grazie al set di gomme fresche (in finale 1 usate solo 3 giri) l’inglese passa con disinvoltura dalla 18esima posizione iniziale alla nona. A metà gara è già quinto, incalza Parrott e Bradley che passa senza troppi problemi. Robert è terzo, ma non sazio si mette sulla scia di Puhakka – passato al quarto giro da Vainio – e dopo 6 giri sferra l’attacco che lo proietta verso il leader. Vainio sembra essere in grado di tenere, ma l’inglese lo passa a poche curve dal traguardo conquistando una meritata vittoria. Vainio non forza la mano perché a quel punto è campione europeo! Buona la prova di Renaudie che chiude quinto subito dietro a Parrott. I due conquistano il secondo e terzo gradino in classifica.


In KF2, l’italiano Felice Tiene è il più veloce delle due sessioni di prova per 22 millesimi sul francese Bluy, e il danese Moller-Madsen (a 40 millesimi) è terzo per soli 3 millesimi sull’olandese Bouman. Con 79 piloti al via, sono necessarie ben 10 manche – 4 per ciascun pilota – con il pilota Kosmic che se ne aggiudica due e finisce due volte secondo. Lo svedese Grenhagen è l’unico a vincere altrettante manche, ma si ritrova solo quarto nella classifica intermedia per via di un contatto nella prima manche che lo retrocede in 20esima posizione. Davanti nello schieramento di  partenza per la prefinale, il finlandese Wiman e l’inglese Lock. Indiziati speciali per la vittoria finale, Moller-Madsen e Cooper occupano la quarta e la quinta fila rispettivamente, a causa di un’ultima manche con contatto e successivo 18esimo posto per il danese, e di una brutta qualifica per l’inglese. E gli altri italiani? Beretta scatta dalla settima fila, Smarrazzo dall’11esima e Viganò dalla d12esima (nonostante abbia vinto una manche). Schirò 28esimo, e Camplese 30esimo.
Come ogni finale KF2 che si rispetti, ci sono anche esclusi eccellenti: a partire da Sorensen, D’Agosto, Luka, Gatting, Oberg.


Viganò vince, ma è Chamberlain ad alzare il trofeo
La KF2 riserva molte sorprese, sia alla partenza che all’arrivo. In prefinale, come previsto, la prima curva costa cara a Pescador, Bluy, Rasmussen e Picariello – subito ritirati - oltre che agli alfieri Energy Grenhagen e Moller-Madsen, e al pilota Birel Wiman, scivolati nelle retrovie. Matteo Viganò, partito 26esimo, ne viene fuori quarto, dietro a Tiene, Lock e Johansson. Ne scaturisce una gara al cardiopalma, con i primi quattro che scappano e il gruppone che via via si frammenta. Viganò fa vedere subito quali sono le sue intenzioni: il weekend finora è stato caratterizzato da alti e bassi con una qualifica difficile e una manche andata male. Questo sembra dare vigore al pilota Birel che al 6° passaggio è secondo, e due giri dopo conquista il comando e scappa via verso la vittoria che gli garantisce la pole per la finale. Johansson e Tiene si scambiano la posizione, con lo svedese che agguanta la prima fila per la finale. Bene Cooper che scavalca il compagno di squadra Lock, seguiti da Beretta (scattato dalla 9° fila) Chamberlain (scattato dalla 15° fila), Basz, Smarrazzo e Hauke.
La finale è un’altra musica. La partenza, sempre caotica, fa meno vittime, Tiene quella eccellente, che scivola dalla seconda fila all’ultima posizione). Viganò intanto prende il largo. La danese Rasmussen, partita dalla 31esima piazza, recupera 10 posizioni, quando un fuori pista dopo la prima curva del quinto giro invita i commissari a sventolare le bandiere gialle, mentre la danese deve essere portata via in barella. Niente di grave per lei. E tutta da rifare per Vigano. Un vantaggio di oltre 50 metri sugli inseguitori tutto da ricostruire. Ma Matteo non si fa sorprendere, e alla bandiera verde la prima curva passa indenne, con Chamberlain il primo degli inseguitori che non riesce a impensierirlo, a seguire Beretta, Pescador, Cooper, Bailly, Smarrazzo, Camplese, Lock. Le posizioni da podio sono così congelate fino alla bandiera a scacchi. Vigano non riesce però a gioire più di tanto perché gli viene inflitta una penalità di 9” per non aver rispettato il limite di 50km/h alla ripartenza. Viganò si ritrova così declassato al 12esimo posto. Una rivoluzione che gli ha scippato il titolo di mano finito nella mani del gallese Chamberlain nuovo campione europeo KF2, l’italiano Beretta vice campione, e lo spagnolo Pescador sull’ultimo gradino. 


Alla rabbia di Viganò, che tramite il suo team ha provato invano a far cambiare la decisione con una prova video che mostra come al rilevatore del limite di velocità venisse spinto dal gruppo nonostante avesse il freno anteriore tirato, si aggiunge il dolore di Pescador. Lo spagnolo, durante i festeggiamenti sul podio è scivolato ed è stato portato via in barella con una gamba rotta.

 


Foto CIK-FIA


Created by: admin - 03/08/09

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