Quanto siamo considerati


Come ogni anno, anche stavolta in occasione del Motor Show di Bologna ha avuto luogo la premiazione dei Caschi d'Oro, riconoscimenti che il settimanale Autosprint - testata di riferimento per l'automobilismo sportivo - tributa ai piloti che più si sono distinti nella stagione appena conclusa. Basti dire che sono stati premiati la Ferrari e i suoi due piloti Massa e Raikkonen. Ebbene, in tale contesto il karting non è stato dimenticato...

Caschi d'Oro al Motor Show

Come ogni anno, anche stavolta in occasione del Motor Show di Bologna ha avuto luogo la premiazione dei Caschi d'Oro, riconoscimenti che il settimanale Autosprint - testata di riferimento per l'automobilismo sportivo - tributa ai piloti che più si sono distinti nella stagione appena conclusa. Basti dire che sono stati premiati la Ferrari e i suoi due piloti Massa e Raikkonen, con quest'ultimo che si è guadagnato il Casco d'Oro iridato per aver conquistato il Mondiale Piloti F1. Ma anche numerosi piloti italiani sono stati messi sugli allori, da Thomas Biagi a Luca Filippi: il primo per la conquista del titolo Fia GT con la Maserati, il secondo in prospettiva futura e per i bei risultati in GP2. Ebbene, in tale contesto il karting non è stato dimenticato: bisogna infatti sapere che Alberto Sabbatini, il direttore di Autosprint, è anche pilota e ha corso gare pure in kart, settore delle quattro ruote da corsa di cui ha sempre avuto alta considerazione.

IL PREMIATO
Così sul palco, insieme a tanti altri talenti dell'automobilismo nazionale, è salito anche Matteo Viganò. Il 15enne pilota bergamasco, che quest'anno ha corso in KF3, è stato premiato con un "caschetto" in quanto espressione del futuro, quale giovane talento che sta emergendo nei suoi primi passi nel mondo delle corse. Intendiamoci, tanti altri ragazzini hanno dimostrato i loro meriti in questa categoria: basti pensare, citando "a braccio", a Beretta, Ceccon, Camplese e tanti altri. Tuttavia a Viganò va riconosciuto l'indubbio merito di aver saputo concretizzare meglio di altri le sue doti, come stanno a dimostrare i risultati nelle due serie internazionali alle quali ha partecipato, svettando nella WSK e arrivando secondo agli Open. Risultati che gli hanno fatto meritare questo riconoscimento ai Caschi d'Oro, in mezzo a tanti ex-kartisti (Edoardo Mortara, per esempio) e soprattutto sotto le telecamere della TV nazionale, che ha trasmesso in diretta l'avvenimento su RAI3. Una bella promozione per il giovane kartista, che speriamo possa dargli una spinta per il futuro, quella spinta che a tanti altri validi piloti è purtroppo mancata in passato.

L'INCOMPRESO
In tale quadro beneaugurante, tuttavia, occorre considerare un aspetto tutt'altro che positivo. Una seconda faccia della medaglia che fa capire, meglio di tante altre cose, come sia sprofondato in basso il kartismo in Italia. Ebbene, proprio nel nostro sport milita un pilota italiano di eccezionale levatura, parliamo di Marco Ardigò, che ha avuto il "piccolissimo" merito di vincere Mondiale ed Europeo in KF1 (la categoria "top" del karting planetario) oltre alla Coppa del Mondo in KF1 e gli Open in KZ2. Lasciateci ribadire ed esplicitare meglio questo concetto che forse a qualcuno è sfuggito: Marco Ardigò è l'unico pilota italiano ad aver vinto nel 2007 un campionato del mondo! E parliamo in senso estensivo, comprendendo tutti gli sport del motore, dalle auto alle moto e senza dimenticare la motonautica (in attesa però dell'ultima gara in F1 di Cappellini, anche lui ex-kartista), perché anche il Fia GT di Biagi non è un "world championship" in senso stretto per la federazione. Ebbene, questo Campione (la C maiuscola ci sta bene) è stato volutamente ignorato nella festa di Autosprint. 

VERSO IL FUTURO
Insomma Ardigò, al di fuori del nostro ambiente, non è considerato un pilota al pari degli altri. Ma questo non certo a causa sua o delle sue doti, dato che Foré, Cesetti o chiunque altro avrebbero ricevuto il medesimo "trattamento". Né si può fare una colpa ad Autosprint per aver semplicemente recepito quel che tutti pensano nell'automobilismo maggiore. Anzi, ringraziamo Sabbatini che quest'anno ha voluto premiare pure un kartista, Viganò appunto. Occorre dunque che "qualcuno" - e il messaggio va in primis ai neoeletti della Fik - si dia da fare per riportare il karting ad essere riconosciuto come merita, sia in quanto vivaio dell'automobilismo, sia come sport motoristico con una sua propria dignità. Senza andare a cercare colpe passanni...ate e pensando al futuro, un suggerimento l'abbiamo: basta fare il contrario di tutto (o quasi) quello che è stato fatto negli ultimi 7-8 anni...

 

Created by: admin - 10/12/07

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