Quella volta che Sebastian Vettel incontrò Davide Forè a Parma

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Lo scorso weekend Sebastian Vettel ha guidato la Ferrari al trionfo nel Gran Premio di Australia, primo round del mondiale di F1 2018. Andiamo alla scoperta di un particolare retroscena che lo lega alla figura di Davide Forè.

Biondo, dalla carnagione pallida e dalla statura non troppo pronunciata: così il Sebastian Vettel kartista si presentava nei weekend di gara facendo la “spola” tra i kartodromi italiani e tedeschi.  Come spesso accade, è  il padre Norbert a scrivere le prime pagine della “favola” quando gli compra il primo kart nel 1995. Nelle uscite di Kerpen lo nota subito Gerhard Noack, Presidente del Kartclub annesso, uno al quale l’occhio per il talento di certo non manca. 



(Un giovane Sebastian Vettel con il padre Norbert)

Anche stavolta Noack ci vede lungo e presenta Sebastian a Peter Kaiser, patron del team KSN, che decide di scommettere su di lui. Qui per Vettel si realizza il primo sogno, dal momento che Kaiser è legato da una fortissima amicizia con il beniamino del giovane, Michael Schumacher il quale, come lui ma 20 anni prima, all’epoca già difendeva i colori della Ferrari in F1. 


La svolta importante per Vettel arriva nel 1998, quando la Red Bull lo inserisce nella propria rosa di talenti. Da allora, la vittoria nel Campionato Europeo JICA maturata nell’ottobre del 2001 diventerà la prima perla di una carriera che poco più di 10 anni dopo vanta un palmarès di 4 titoli di Formula 1, 4 di fila, dal 2010 al 2013.



(Sebastian Vettel alla guida della Ferrari SF71-H impegnata nel mondiale F1 2018)

Ma facciamo un passo indietro proprio con Kaiser, interpellato da Vroom dopo la prima vittoria del tedesco in F1, giunta a Monza nel 2008, che racconta un aneddoto sconosciuto ai più, in grado di far intendere molto sulla dedizione che sin da bambino ha caratterizzato l’attuale prima guida Ferrari.

Siamo nel celebre Kartodromo di Parma, tra il 1996 e il 1997, periodo in cui a vestire i panni dell'attuale campione Sebastian Vettel ma nel mondo karting, era un certo Davide Forè, portacolori del team Tony Kart.

 “Sebastian era molto piccolo, e mi chiese se poteva andare sotto la tenda Tony Kart a dare uno sguardo” commenta Kaiser. “Chiesi a Roberto Robazzi se era possibile, spiegando che avevo un giovane pilota molto curioso e interessato”

“Il risultato fu che Sebastian trascorse due giorni con Davide Foré e il suo meccanico Simone, aiutando a pulire il kart e facendogli praticamente da aiutante. In quel weekend Sebastian ha vissuto come mascotte dei piloti Tony, tutti si erano affezionati a lui”.



(Davide Forè al volante del Tony Kart)

Mr. Kaiser poi continua, svelando anche che lo stesso Michael Schumacher era rimasto colpito da Vettel: “Sebastian è un gran lavoratore. Non ha mai smesso di apprendere. Cerca sempre di migliorarsi sotto ogni punto di vista. Ha sempre guardato a Michael (Schumacher, ndr.) come punto di riferimento. E Michael ed io siamo sempre stati curiosi di vedere dove Sebastian sarebbe arrivato, benché ci rendemmo conto da subito del suo talento. Certo, era impossibile sapere con certezza che sarebbe arrivato in F1 e che avrebbe vinto, ma eravamo coscienti del suo talento già 10 anni fa.”


Una storia emozionante, se si pensa all’uomo in rosso che alza la coppa del vincitore del Gran Premio d’Australia, ma che una volta di più vuole dimostrare ai prossimi Sebastian Vettel che non esiste motore più potente di un cuore da corsa. 



(2016: Sebstian Vettel al South Garda Karting di Lonato in un test con i nuovi Tony Kart)

A.Giustini - Credits: A.De Marco - Avens Images, archivio Vroom, OTK Media&Communication

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