Il raffreddamento nel motore 2 tempi

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L’arrivo della stagione calda è sempre un calvario per i motoristi, costretti ad autentici miracoli per evitare cali di prestazioni. Ecco cosa c’è da sapere, gli errori più comuni da evitare e alcuni consigli utili da seguire… (P. Mancini)

Il motore 2 tempi, oltre ad essere fortemente sensibile alle variazioni climatiche a livello di carburazione, soffre moltissimo al salire delle temperature di esercizio. Un 125 cc KZ, od OK, oltre i 55°- 58° di temperatura, ha un progressivo calo prestazionale: per questa ragione è indispensabile mantenere la temperatura del liquido refrigerante in un range ben stabilito al fine di evitare rotture (temperature troppo basse) o cali di potenza e rischi di grippaggio (temperature troppo alte). Il raffreddamento si ottiene sfruttando lo scambio termico tra il cilindro stesso e un elemento caratterizzato da temperatura più bassa, ovvero l’aria o l’acqua. Quando un corpo viene posto a contatto con un altro corpo relativamente più freddo, avviene una trasformazione che porta a uno stato di equilibrio, in cui sono uguali le temperature dei due corpi. L’aria, o l’acqua, che raffredda un motore tende a sottrarre calore al cilindro e, di conseguenza, per mantenere le temperature di esercizio basse occorre fare in modo che, a contatto col cilindro, arrivi sempre la giusta quantità di aria o acqua a temperatura più bassa. Con l’aria è sufficiente prenderla dall’ambiente esterno, mentre con l’acqua occorre creare un circuito in cui si sfrutti la posizione del radiatore (circolazione acqua a termosifone) o una pompa per far circolare il fluido refrigerante all’interno del sistema chiuso e abbassarne la temperatura prima di riportarla al cilindro.

Tecnica e tecnologia del radiatore
Un radiatore si compone essenzialmente di 3 diverse parti: massa radiante, vasche e serbatoi. Le vasche sono quelle parti esterne dove troviamo i tubi di entrata e uscita del fluido. I serbatoi sono sempre in alluminio e sono quelle parti dove viene saldata la massa radiante. Le masse radianti sono il cuore dello scambiatore e si compongono di tubi e alette di raffreddamento. Produrre masse radianti è un lavoro estremamente complesso: i tubi vengono assemblati sui serbatoi e saldati attraverso una complessa procedura detta “saldo-brasatura”, operazione in cui una pasta sigillante viene cotta nei punti di contatto tra tubi e serbatoi ad una temperatura di 450° in forno. I costruttori di radiatori speciali acquistano masse radianti pronte e su di esse assemblano le vasche. Sembrerebbe cosa facile, ma facile non è per via della grande moltitudine di scelta tra le varie tipologie di masse disponibili sul mercato. I tubi, ovvero le canaline in cui scorre il fluido, sono caratterizzati da misure diverse: in genere per l’acqua si usano tubi da 4 mm di altezza. La distanza tra un tubo e l’altro, detta “intercalare”, varia tra 8 e 12 mm. A livello di pressione massima di utilizzo, un radiatore deve essere garantito per 3 bar.

Created by: cggiuliano - 10/07/20

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