Tommaso Marcon, la “linea sottile” tra Moto 2 e KZ!

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Dopo la prima apparizione sui kart dello scorso anno, il motociclista italiano Moto2 è salito a bordo di un KZ, raccontandoci le sue sensazioni!

Appena annunciato come pilota ufficiale MV Augusta Forward Racing Team per alcune gare del Motomondiale Moto 2 2021, Tommaso Marcon ha dedicato una tappa della sua preparazione atletica al mondo del kart. Spesso e volentieri vediamo i motociclisti aggiungere due ruote alle loro abitudini, calandosi nei panni del kartista. Un passaggio mai semplice ma assolutamente divertente e più che mai utile per il grande sforzo fisico che un kart, come il KZ, impone.

Sulla pista del Migliarino, Tommaso Marcon è dunque sceso in pista per una lunga sessione di test insieme al team VemmeKart. Un approccio più che positivo alla massima espressione di karting a detta dello stesso Marcon, impressionato dalla velocità e soprattutto dal grande impegno richiesto dal mezzo.



Tommy ha raccontato di seguito le sue sensazioni.

- Tommy, sei tornato sul kart dopo il test precedente. Come ti sei trovato su un KZ di nuovo omologa?
«Ebbene si, sono tornato sul kart e sono molto contento perché mi sono divertito tantissimo! Ovviamente rispetto a quello della prima volta, con un kart di omologa attuale ho apprezzato ancora di più le sue potenzialità! E’ incollato a terra, è incredibile quanto vada forte e quanto sia impegnativo… mi ha distrutto il collo e le costole – ride- questo è il segnale di quanto sia incredibile!»

- Come si è strutturata la tua giornata e che modifiche hai dovuto fare sessione dopo sessione?
«E’ stata una giornata semplice ma impegnativa, ho preso confidenza man mano con il mezzo. Non ho fatto grosse modifiche se non alcune cose sulla carburazione. Dopo questo “primo approccio”, ci sarà un altro test dove invece cercheremo insieme ai ragazzi di VemmeKart, che ovviamente ringrazio, di agire un po' di più sull’assetto».

- Quanta similitudine c'è tra un KZ (massima espressione di karting) e un moto da 300 orari?
«Posso dire che la grande similitudine è la potenza espressa. Sui circuiti molto veloci in moto raggiungi velocità altissime come nel kart, questo ti porta in entrambi i casi a dover abituare gli occhi a fare caso a tutto quanto. I tempi di reazione sono identici, sullo sforzo fisico, invece, ammetto che il kart è stato meno dispendioso sulle braccia rispetto alla moto ma molto di più per quanto riguarda i muscoli del collo!»

 (Marcon nel 2019 - CEV)


- Credi che il kart sia ottimale anche per la preparazione alla stagione Moto2?
«Sicuramente è ottimo anche perché d’inverno in moto si può andare molto meno e dunque ti permette di poter andare in pista lo stesso. Poi come dicevo, i tempi di reazione rimangono allenati alla perfezione, il kart ti costringe ad alzare l’asticella… sei costantemente impegnato a guidare e sfrutta il grip in tutto e per tutto per andare forte e devi impegnarti per trovarlo. L’ho trovato come un esercizio mentale per la moto».

- La cosa peggiore e la cosa migliore del KZ?
«Direi che la cosa “peggiore” è stata abituarmi al kart, a volte saltava un po' ma è normale in un primo test. La cosa migliore invece è che… insomma va fortissimo e ad un certo punto non vorresti più scendere!»
 


Dopo questo “primo appuntamento” conoscitivo con un mezzo simile, oltre a Tommy è stato interessante sapere l’opinione di un Team Manager come Lorenzo Mandarino di VemmeKart che ha seguito personalmente il pilota del Mondiale Moto 2.

- Lorenzo come è nata la collaborazione con Tommy? Che modifiche hai dovuto apportare al suo telaio?
«Tramite un nostro amico e cliente Stefano Corato ho avuto il piacere di conoscere Tommy! E’ davvero un grande talento del motociclismo e non vedevo l’ora di concretizzare la collaborazione insieme a lui! Tommaso è passato da noi in sede e abbiamo adattato il sedile per cercare di farlo stare il più comodo possibile e a suo agio. Oltre questo non abbiamo modificato niente volevo che lui guidasse un kart esattamente come deve essere da competizione».

- Come valuti il suo approccio al karting contando che è un pilota di Moto?
«Tommy mi ha sorpreso molto. Si vede che è un talento naturale. Già da subito girava con tempi abbastanza veloci. La cosa che mi è piaciuta molto è stata la sua curiosità, voleva davvero capire come guidare il kart al meglio. Mi ha fatto molte domande e anch’io ho suggerito qualche trucco del mestiere per riuscire ad abbassare i tempi. Ha messo subito in atto quello che aveva capito e così è riuscito ad abbassare i tempi notevolmente. Lo stile di guida da Moto a Kart è molto diverso, naturalmente, ma se hai la giusta passione e talento come Tommy si può arrivare ad essere competitivi in fretta».
 

- Che cosa ti ha detto Tommy sulla potenza del motore 125 rispetto alle moto?
«Devo dire che Tommy è rimasto veramente sorpreso dalla potenza che hanno questi 125 di ultima generazione. Aveva un motore preparato da gara messo a disposizione dal nostro motorista Giorgio Stivanello (STIV Racing). Questi motori sono sempre in evoluzione e arrivano quasi a 50 cavalli. Con un kart che complessivamente pesa 175kg, come si dice, è tanta roba!»

- Che piani hai per il 2021?
«La Vemme Kart aprirà la stagione 2021 con nuovi piloti e svolgeremo gare molto importanti sia in Italia che in Europa.
I piloti saranno Federico Albanese e Luca Marchioro nella categoria X30 senior porteranno il team nel Campionato X30 Challenge e Campionato Italiano. Antonio Piccioni sarà il nostro pilota KZ2 nel campionato Italiano ed Europeo. Saremo inoltre presenti nel campionato regionale con piloti Giacomo Zambon in OK, Thomas Candussi in 60 Mini e Simone Moro in KZN. Cerchiamo sempre di migliorarci con nuovi collaboratori. Oltre al nostro sito www.vemmekart.it lasciamo anche la nostra e-mail vemmekart23@gmail.com».


Il karting si conferma, come sempre e da sempre, il miglior modo per andare in pista e rimanere in constate allenamento.

S.C.
Credits photo: L-M

Created by: scorradengo - 29/01/21

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