Crederci sempre, arrendersi mai. La storia di Niko Tremolada

- Primo Piano
Oggi Niko gestisce un’associazione, la Wheelchair Karting, che porta in pista ragazzi disabili – anche gravi – e mostra come il karting possa essere molto di più di un “costoso sport per aspiranti piloti”. Ma tutto è nato dalla sua gran voglia di crederci e non arrendersi... (F. Marangon)

Dieci anni fa, mentre era diretto al lavoro sulla sua moto, un’auto taglia la strada a Niccolò, diciotto anni da compiere di lì a due giorni. Da quel momento la vita di un giovane appassionato di motocross cambia per sempre, come solo chi ha vissuto – direttamente o attraverso un proprio caro – può capire.
Il recupero ospedaliero e poi una progressiva ricostruzione di abitudini, orari, motivazione, che passa dall’unità spinale dell’Ospedale Niguarda (Milano), che indirizza chi ha subito traumi permanenti della colonna verso discipline sportive che possano aiutare nella ripresa di una vita comunque piena e significativa.

«Ho provato con il basket in carrozzina, il ping pong, le hand bike, ma il punto è che a me scorre la benzina nelle vene – ci racconta Niccolo, Niko per gli amici – e sentivo che volevo qualcosa di più. Fino a quel fatidico giorno la mia passione era stata il motocross, che praticavo amatorialmente. Da piccolo avevo anche provato anche un kart cross, adoro i motori e l’adrenalina che ti danno. Scoprii che una pista Indoor della zona metteva a disposizione due kart con comandi speciali al volante e che permetteva a questi di gareggiare insieme a tutti gli altri. Mi sono precipitato in pista per provarne uno ed è stato fantastico: mi sono sentito di nuovo ‘normale’, tanto che dopo aver preso dimestichezza con il mezzo, sono riuscito ad impormi in diverse gare e a siglare diverse pole position.»

La vicinanza con piloti “normali”,  come li chiama Niko, è stata la scintilla che lo ha spinto a desiderare un vero kart a due tempi e di lì a poco è arrivato il primo kart “vero” con i comandi al volante: «sul mio kart acceleratore e freno sono invertiti rispetto ad un kart tradizionale: con la mano destra freno e con quella sinistra accelero. Il bello del kart è che è un mezzo estremamente semplice, anche da modificare.»

Da lì in poi la storia d’amore con le quattroruotine non ha conosciuto soste, alimentata dall’inesauribile entusiasmo di Niko, che grazie ad un video pubblicato su Youtube e al gran numero di email e messaggi ricevuti ha pensato che non voleva tenere questa passione solo per sé, ma che avrebbe voluto farla provare a più persone possibile.
«Io mi sento libero sul kart, sono a mio agio, mi sento “normale”, è una cosa che tutte le persone disabili dovrebbero provare! Volevo che tutte le persone disabili potessero provare le stesse mie emozioni e per questo ho deciso di creare un’Associazione. Ho cercato e trovato diversi sponsor, del settore karting ma non solo, che ci danno una mano. Ho avuto il supporto del Sindaco del Comune dove vivo ed è stato veramente emozionante riuscire a mettere in piedi tutto questo in così poco tempo e soprattutto in questo periodo, reso più complesso dalla pandemia..»


L’associazione si chiama Wheelchair Karting e ha lo scopo di far provare il kart a chi non ha l’uso delle gambe, ma non può permettersi di avere un proprio kart o anche a chi volesse provare l’emozione di qualche giro di pista per condividere con Niko le impressioni di chi riesce a vivere questa passione da qualche anno, affrontando sfide e sacrifici. Il parco kart è composto da 9 mezzi con comandi speciali al volante (messi insieme utilizzando spesso telai che sono stati donati all’Associazione da parte di chi non li usava più) e da un kart biposto, progettato e realizzato in famiglia da Niko, suo padre e l’idraulico di famiglia, che permette per mezzo di un passo allungato e un sedile speciale fissato sulla parte posteriore di far fare dei giri di pista a ragazzi con gravi disabilità che non potrebbero mai esser autonomi nella guida.

«Nel 2020, nonostante la pandemia, siamo stati in grado di organizzare 5 eventi, 4 presso il kartdromo di Rozzano, nostro punto di riferimento fisso, e uno a Vicenza su speciale richiesta. Nel 2021 il nostro primo evento è stato un successo e il nostro nuovo fiore all’occhiello è un kart che anche un tetraplegico può guidare, grazie ad uno speciale sistema di leve, sempre progettato da noi.»

L’obiettivo di Niko e della sua associazione è che sempre più ragazzi disabili possano partecipare agli eventi e provare le emozioni che solo il kart può regalare, sia che possano mettersi alla guida del kart o che possano farlo in veste di passeggeri
«Crederci sempre arrendersi mai è il mio motto dal primo giorno all’ospedale, quando presi coscienza che purtroppo certe cose succedono, ma sta a noi non arrenderci mai e continuare a crederci!»

Oltre all’attività dell’associazione, rimane vivo il desiderio di correre e di continuare a migliorarsi in pista: nel 2019 Niko ha preso parte alla sua prima “vera” gara a Corridonia, con il suo SuperTag 125 in una gara organizzata da ENDAS e spera che tra Acisport e FISAPS si arrivi presto ad una normativa che regolamenti in maniera strutturata le competizioni per i piloti con disabilità
«Quella di Corridonia, in gara, è stata la più bella giornata della mia vita da dopo l’incidente e questo dice tutto su quanto il kart sia una figata!»
Non possiamo che dargli ragione, e augurare a Niko di continuare nel suo straordinario progetto di aiutare gli altri grazie al karting.
Per maggiori informazioni sulle iniziative dell’Associazione: https://www.facebook.com/wheelchair.karting
https://www.instagram.com/wheelchairkarting/?hl=it

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