The Basics of Telemetry 5

- Vroom Academy
Vediamo quali sono i componenti più opportuni da aggiungere per espandere un sistema di acquisizione dati rispetto a quello più semplice con cui abbiamo iniziato: i sensori di velocità assale e di temperatura dei gas di scarico. a cura di Maurizio Voltini

Nelle puntate iniziali di questa rubrica che vuole trattare di "telemetria per dummies", abbiamo trattato di come impostare un sistema di acquisizione dati giusto per iniziare, quello più semplice (oltre che più economico) che potesse fare da "base" per chi si avvicina per la prima volta al karting e a queste tematiche.
Va da sé, comunque, che una volta presa confidenza con questo sistema si voglia poi ottenere qualcosa di più in quanto a dati acquisiti. 
Ebbene, sono sostanzialmente due le cose che suggeriamo di aggiungere a un sistema che in origine si occupa di ottenere tempi sul giro, posizione e velocità GPS, regime motore e temperatura raffreddamento: i due sensori che misurano la velocità di rotazione dell'assale e la temperatura dei gas di scarico.
Vediamo dunque cosa sono esattamente, come si montano e quale sia la loro utilità per il kartista. 

SENSORE VELOCITÀ ASSALE 
Per misurare la velocità di rotazione dell'assale posteriore, e quindi delle ruote motrici, il sistema generalizzato è quello di montare una ruota fonica (sostanzialmente un anello che contiene dei magneti, 3 nel caso Starlane) sull'assale stesso, e quindi il sensore vero e proprio sul telaio. Per il montaggio della ruota fonica non servono particolari istruzioni: basta inserirla sull'assale (la posizione più comoda è il lato sinistro) dopo aver sfilato ruota e mozzo. Meglio stare il più vicino possibile al cuscinetto di supporto, in modo da risentire il meno possibile della flessione dell'assale stesso, quando stiamo girando in pista. La staffa di supporto viene quindi fissata a una delle viti sulla cartella del cuscinetto, come mostrato nelle foto, e quindi si posiziona il sensore stesso in modo che la sua punta sia in asse con in magneti della ruota fonica (non decentrata) a una distanza di circa 3-4 mm. 
Conoscendo la circonferenza delle ruote (basta misurarla con il metro quando sono gonfiate alla pressione d'esercizio) potremo così inserire tale parametro nello strumento di acquisizione e ricavare anche la velocità del kart in ogni punto della pista. Qualcuno si potrà chiedere quale utilità abbia questa misurazione, visto che (specie con il Corsaro-K che prendiamo a riferimento) la misurazione via GPS della velocità è già molto precisa. Tuttavia, oltre al fatto che "raddoppiare le marcature" non è mai male, in questo modo riusciremo a verificare se e quando le ruote motrici "girano di più" rispetto all'effettiva velocità del kart oppure, all'opposto, tendono ad avere brevi bloccaggi in frenata. Un parametro interessante perché, soprattutto in uscita di curva, ci consente di controllare metodicamente la motricità e lo scivolamento in accelerazione del nostro kart; come pure la "consistenza" in frenata, specie con i kart che montano il solo freno posteriore. 

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