Travisanutto: i titoli e il karting come mestiere

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Il tre volte campione del mondo, orgoglio del karting Italiano, si racconta senza limiti a Vroom nel numero del Magazine in uscita in questi giorni e spiega cosa significhi essere un “professionista”. Ecco un’anteprima dell’intervista che potrete leggere integralmente su Vroom International Magazine (F.M.)

«...parlare di pilota professionista nel Kart non è dire tutto, molti pochi piloti guadagnano svolgendo il solo ruolo di pilota, quindi spesso ci si deve reinventare svolgendo anche altri ruoli all’interno della azienda per cui si lavora. Nel mio caso avendo sempre avuto un ottimo piglio con i ragazzi giovani e un occhio scolastico a livello di guida ho deciso di dedicarmi a crescere i piloti in qualità di Driving Coach.»

Lorenzo ha condiviso con noi la sua visione del modo in cui ci si approccia al karting oggi:
«Mi piacerebbe che il kart rimanesse uno sport prettamente padre-figlio almeno fino a quando il ragazzo o la ragazza non abbia raggiunto un’età e una maturità da poter viaggiare e avere un’identità sua, sviluppata insieme ai genitori. Attualmente è chiaro che ci sia una rincorsa estrema a bruciare le tappe, tuttavia è chiaro che non disporre delle stesse possibilità di altri sia un leggero handicap non facile se portato avanti nel tempo e quindi ci sia questa rincorsa disperata di tutti. Ho vissuto sulla mia pelle essere stato pilota privato con mio padre fino a 15 anni, mi ha sviluppato molto caratterialmente e come pilota, ciononostante i risultati importanti chiaramente sono arrivati nel momento in cui sono entrato in team ufficiali. Mi piacerebbe che le barriere di ingresso fossero più semplici però tante cose dovrebbero essere riviste e non sta a me attualmente giudicarle. Sulla Minikart attuale, anche io penso che velocità e pericolosità del mezzo siano un po’ eccessive, tuttavia credo che sia la categoria che i circuiti in cui si corre abbiano alzato il livello e le capacità richieste a questi bambini.»

E ancora, sui ragazzi che molto presto passano alle auto:
«La partenza dal kart riguarda secondo me prettamente una questione di maturità, a mio parere il livello internazionale nella KZ o OK è superiore a quello che si trova in buona parte delle categorie nelle formule minori, difatti buona parte dei piloti che sono di successo nelle prime finiscono per stare davanti nei diversi campionati a ruote scoperte e non, quindi ritengo sia un’ottima scuola per chi ha ancora da imparare e migliorare, ovverosia la maggior dei piloti parte direi.. i casi di giovani veramente pronti per il salto a 15 anni li conti su una mano.»
 
Photocredit © KSP - Archivio Travisanutto

 

Created by: scorradengo - 28/01/22

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