Anatoly Khavalkin, Campione Europeo grazie alla forza di volontà

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Sul circuito di Franciacorta, due settimane fa, si è chiusa forse l’edizione più incerta ed emozionante degli ultimi Campionati Europei FIA Karting OK e OKJ.

Una lotta senza fine quella andata in scena sul tracciato italiano, degna vetrina per mettere il punto sull’ennesima lotta per la corona continentale. Se in Junior è stata la costanza di Nakamura-Berta a spuntarla per un soffio sull’altro campione di costanza, Alex Powell, in OK Junior la storia è stata del tutto diversa.

Anatoly Khavalkin ha potuto scrivere il proprio nome sull’albo d’oro della FIA, in mezzo ai nomi migliori del motorsport internazionale, grazie soprattutto la propria forza di volontà e ad una crescita esponenziale di competitività e soprattutto maturità.

È bene ricordare infatti che il neo Campione d’Europa, ha vinto in qualche modo “contro il pronostico”, specie per l’impossibilità di raggiungere il tracciato spagnolo di Zuera per il secondo round. Dopo la grande prova a Portimao (primo round dell’anno), chiusa in seconda piazza, era infatti più che lecito aspettarsi Khavalkin nella lotta dei migliori, aspettative decisamente più incerte proprio dopo Zuera.

Quell’episodio, seppure poco inerente all’ambito sportivo e dettato dalla burocrazia del periodo storico che stiamo vivendo da ormai mesi, ha permesso al pilota di fare quello scatto mentale di vitale importanza. Dopo quel doppio “zero in classifica”, Anatoly sapeva benissimo di avere l’unico imperativo ben impresso in mente per rientrare nella lotta, ovvero vincere.
Parlando proprio di vittoria, a posteriori e titoli assegnati, possiamo dire con certezza che Khavalkin ha fatto suo il primo titolo europeo in Svezia con un fine settimana da “predestinato” come si usa dire in questi casi, letteralmente perfetto e clamorosamente pesante in classifica tanto da rientrare da quel gap che si era fatto profondo e addirittura accarezza la prima posizione per più di metà gara. Khavalkin in quell’occasione ha avuto la fame e la determinazione giusta per crederci ancora, scendere in pista per vincere e sfruttare il fine settimana nero per Nathan Tye, altrettanto protagonista della stagione e anch’esso ad un passo dal sogno.

I quattro punti di distacco tra i due a Franciacorta si sono poi, inevitabilmente, evoluti in uno scontro che resterà negli archivi storici con una finale agguerrita, mai banale e bellissima dall’inizio alla fine con Khavalkin e Tye direttamente ai ferri corti e non solo ingaggiati a distanza. Con il terzo posto da “sopravvissuto” ad un finale dove, ad un certo punto, sembrava valere tutto, Khavalkin ha potuto festeggiare il proprio successo non solo in pista ma anche mentale come in pochi hanno dimostrato di saper fare.

Il Campionato del Mondo di Sarno sarà una storia diversa, tutta da scrivere, dove tuttavia non è da escludere aspettarsi l’atto secondo di una lotta ad altissimo tasso di karting.

S.Corradengo
Foto: FIA Karting Media_KSP
 

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