Asso pigliatutto!

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Franco Galiffa, il motorista abruzzese da sempre legato alla TM Racing, ha colto una doppia vittoria nei campionati mondiali 2022 riservati alle due categorie con cambio di velocità: KZ con Viktor Gustavsonn e KZ2 con Arthur Carbonnel, entrambi su CRG.

Franco Galiffa non è uno di quei personaggi sopra le righe che spesso si incontrano nei paddock del karting mondiale. E’ un tecnico tenace e riservato, uno che preferisce far parlare i risultati piuttosto che mettersi sotto i riflettori. La sua duplice vittoria nei due campionati del mondo KZ e KZ2 colti a Le Mans sono il frutto di un lungo lavoro svolto in officina e affinato in pista, affinando le prestazioni dei motori TM fino a raggiungere un livello di competitività assoluta in grado di garantire un autentico dominio in entrambe le categorie.

«Dietro a queste due vittorieci confida Galiffanon c’è improvvisazione o un’idea dell’ultimo minuto. Niente di cinematografico, ma solo un durissimo lavoro di sviluppo portato avanti in officina, tra sala prove motori e banco prova flussi, e poi affinamento in pista. Il nostro metodo di lavoro non è cambiato. Non lasciamo nulla al caso, non molliamo neanche un giorno. Solo quando siamo tornati a casa, il martedì dopo Le Mans, ci siamo presi 24 ore di tregua. Ma il mercoledì eravamo già a sperimentare cose nuove».

Hai portato diversi step di sviluppo per i vari piloti nelle 2 categorie?
No. Ho cercato di dare a tutti lo stesso materiale e lo stesso step di sviluppo. Avrei pensato di fare solo la KZ2 e di lasciare la KZ alle Case, essendo una categoria ancora più combattuta e difficile. Ma poi Giancarlo Tinini della CRG ha voluto averci anche in KZ e mi sono reso subito conto dai test che il binomio era potenzialmente vincente. 

Vincere 2 mondiali nello stesso giorno è segno di una evidente superiorità tecnica… Cosa è cambiato nel tuo approccio nel lavoro di sviluppo?
Ho vinto molto anche nelle passate stagioni, solo che la vittoria di un mondiale è frutto di una serie di circostanze che si sommano: ci vuole un gran pilota, un gran telaio e deve funzionare tutto alla perfezione. Non si può sbagliare nulla, o quanto meno bisogna sbagliare meno degli avversari. E non esiste un componente su cui concentrare maggiormente le proprie attenzioni quando si sviluppa un motore KZ. Abbiamo dedicato tempo e lavoro ad ogni singolo elemento. Solo così si fa la differenza senza andare oltre il dettato regolamentare.

Vuoi dedicare questa doppia vittoria a qualcuno?
Sì, indubbiamente. A Claudio Flenghi, che purtroppo non è più con noi. Devo tutto a Flenghi e questo è il migliore omaggio che potessi fare alla sua memoria. Un uomo che per me è stato come un padre. 
 

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