OK-N e OKJ-N: Vince il buonsenso

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L’ultimo test che si è svolto a Cremona per le neonate OK-N e OKJ-N ha evidenziato un ottimo livello prestazionale per le due categorie destinate a rilanciare le categorie monomarcia a livello regionale e nazionale.

Il 27 settembre 2002 è ufficialmente nata la OK Nazionale, suddivisa nelle due categorie OK-N e OK-N Junior. La speranza che possano realmente rilanciare le classi monomarcia è alta. Il test è stato svolto con 4 kart e la finalità era quella di verificare le prestazioni dei motori nelle 2 configurazioni. 

Oltre ad un discorso di prestazione pura, era infatti necessario stabilire se la sola strozzatura a 26 mm per lo scarico potesse realmente garantire la giusta differenza di prestazioni tra le due categorie. I 4 costruttori che omologheranno i loro motori (IAME, Modena, TM e Vortex) hanno riscontrato che in questa configurazione tra le due configurazioni c’è la giusta differenza di potenza, permettendo così di poter utilizzare lo stesso motore al momento di un passaggio di categoria. Ciò si traduce anche in un minore sforzo economico dei costruttori, non obbligati a realizzare 2 motori diversi o 2 cilindri diversi. La cosa che più ci soddisfa è che sono state adottate scelte di buonsenso, quelle di cui avevamo discusso con il presidente in carica Raffaele Giammaria. 

Il carburatore sarà per entrambe le categorie di tipo a depressione con valvola a farfalla e 2 viti di regolazione, con costo massimo di acquisto pari a 200 Euro IVA esclusa. Ciò permetterà di non assistere al triste spettacolo delle tarature affidate ai preparatori che, di fatto, possono anche decidere a chi dare qualcosa in più e qualcosa in meno già prima della gara. In questo modo, invece, è il pilota a regolare la carburazione e, chi saprà farlo, avrà un vantaggio sugli avversari come è giusto che sia. 
I pneumatici saranno mescola Option omologati FIA. Il fatto che questi saranno scelti direttamente dalla Federazione nell’interesse dei piloti, e non imposti dall’organizzatore in base al proprio tornaconto economico (con i risultati scandalosi a cui abbiamo assistito in questi ultimi anni), lascia ben sperare. 

Quello che facciamo più fatica ad accettare è il peso minimo, attualmente fissato in 145 kg per la Junior e 155 kg per la Senior. La finalità di questa scelta è quella di garantire la possibilità anche ai piloti più pesanti di poter essere competitivi. Ma i conti non tornano! Se nelle gare internazionali il peso minimo della OK è 140 kg e della OKJ 145 kg (e anche qui ci sarebbe da ridire…), per la X30 Junior abbiamo un peso minimo di 145 kg e 158 kg per la Senior. Ora, in base ad uno studio che abbiamo effettuato in collaborazione con la Federazione, risulta che nella OKJ Internazionale i pilotini viaggino tutti in media con 8,9 kg di zavorra: perché non dovrebbe essere lo stesso nella OKN Junior? Esistono veramente ragazzini di 12 anni che pesano oltre 75 kg? Nella OKJ il peso minimo dovrebbe scendere ad almeno 140 kg, anche se restiamo convinti che il giusto peso per questa categoria dovrebbe essere 135. Stesso discorso per la OKN: 155 kg sono troppi! 

Fissando un peso minimo del kart in 70 kg, vuol dire che a 155 kg ci potrebbe correre un pilota di 85 kg. Il problema non è di tipo “inclusivo”, ma di far portare troppa zavorra a chi non raggiunge questo peso, rendendo il kart più pericoloso in caso di incidente (la fisica ci insegna che a 100 km/h 10 kg crescono esponenzialmente…) e pesante da gestire per i meccanici. C’è da dire che, essendo mezzi che partono a spinta, la leggerezza aiuta molto. Il paradosso arriva poi confrontando il peso degli OKN con quello degli X30: 145 e 155 kg anche per le due categorie del monomarca IAME che, ricordiamolo, sono dotati di accessori quali avviamento elettrico, batteria e cablaggio. Vuol dire che bisogna essere più “inclusivi” in OKN piuttosto che in un monomarca come la X30? Fortunatamente questi valori sono soltanto temporanei e si spera che la Federazione faccia le dovute correzioni in corso d’opera perché almeno 5 kg si possono togliere a vantaggio della sicurezza dei piloti, della facilità di avviamento e della salute dei meccanici, troppo spesso dimenticati e costretti ad alzare pesi eccessivi in una vita di lavoro.

Oltre l’aspetto tecnico c’è anche quello gestionale. Il successo di una categoria è strettamente legato a parametri quali costi, prestazioni, verifiche tecniche e visibilità. Il pallino passa ovviamente alla Federazione, che dovrà investire su queste neonate categorie rendendole appetibili e costruendo finalmente una degna successione alla 100 cc prematuramente uccisa e sostituita dalla falimentare KF.

P. Mancini
 

Created by: cggiuliano - 28/09/22

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