Intrepid fabbrica dei campioni

Columns: Dal Kart alla F1
Ben 4 dei piloti dell’attuale griglia del Mondiale di F1 sono passati da Intrepid: Verstappen, Russell, Leclerc e Albon. Ne abbiamo parlato con il fondatore di Intrepid Driver Program, sfogliando l’album dei ricordi. (fm)

MAX VERSTAPPEN:
«Max ritengo sia il pilota con il maggior talento naturale che io abbia mai visto. Ha sempre messo in pratica con facilità assoluta, qualsiasi appunto inerente alla guida, e da come si sedeva all’interno del kart si percepiva sin da subito un talento naturale. Ricordo che alla prima gara con Intrepid esordì nella categoria KF2 alla Winter Cup di Lonato. Ovviamente c’erano molti piloti già affermati, ma Max mi colpì in particolare quel giorno.  Prima della finale 1 e finale 2, Max partiva in 3° posizione, e con il team stavamo cercando di trovare una soluzione per facilitare la sua prestazione in gara per le finali, ad un certo punto però Max mi disse di non toccare nulla sul kart e mi rassicurò che era riuscito a capire dove doveva modificare la sua guida, che non era un problema di set up dicendomi che avrebbe vinto lui la gara. Ovviamente vinse finale 1 e finale 2 con facilità dimostrando con consapevolezza di quanto era in grado di dominare già alla sua prima gara di esordio in KF2. Credo che su Max si possa appurare che il talento che ha dimostrato fin dagli inizi sul kart ad oggi sia affermato, come lo dimostrano i risultati che ha ottenuto negli ultimi anni in F1.»

GEORGE RUSSELL:
«Ricordo George come un pilota molto diligente. Un ragazzo che imparava, assimilava in fretta e metteva in pratica. Era un pilota molto meticoloso e preciso. Arrivò in Intrepid nel 2011, dando l’idea di essere un pilota modesto. Successivamente però, durante il primo anno in Intrepid, dopo aver lavorato con molta costanza e duro lavoro, è riuscito a dimostrare di avere talento vincendo un titolo europeo nella KF3 oltre ad altre numerose vittorie, confermando nell’anno successivo una seconda vittoria del Campionato Europeo. Ho un ricordo particolare di George, quando la prima volta venne in azienda per firmare il contratto: aveva 11 anni e si presentò vestito in giacca e cravatta come un adulto, nonostante la giovanissima età. Mi disse che voleva vincere quante più gare possibili e che aveva già in mente di ottenere grandi risultati.»

CHARLES LECLERC:
«Definirei Charles come un pilota estremamente intelligente nel crearsi le opportunità e soprattutto nel gestire situazioni di svantaggio. Era stato invitato assieme ad altri piloti ad una selezione di karting Intrepid sulla pista di Lonato e l’ho subito notato in quanto era riuscito a dimostrare di avere grandi qualità sia tecniche che mentali, con una forte attitudine a lavorare in gruppo con il team. Successivamente a quel test, è stato fortemente voluto da Intrepid e pertanto sono iniziate le trattative con il Nicolas Todt, (tuttora suo manager), raggiungendo con lui l’obbiettivo più prestigioso di allora, la coppa del mondo CIK FIA nel 2011 sul circuito di Sarno. Caratterialmente, ricordo Charles come una persona che parlava pochissimo e che immagazzinava i dati, riuscendo a mettere le cose in pratica piuttosto velocemente e queste sue grandissime qualità sono più che mai evidenti oggi in F1.»

ALEXANDER ALBON:
«Alex ha iniziato a fare parte del team Intrepid quando era già sotto la supervisione di Red Bull, nel 2010. Affermò sin da subito di voler ottenere dei grandi obbiettivi, infatti riuscì a vincere nello stesso anno sia il Campionato Europeo sia la coppa del Mondo nella categoria KF3. La cosa che mi ha colpito particolarmente è che era molto inventivo nel trovare punti di sorpasso ma soprattutto non subiva nessun tipo di pressione in condizioni di gara ed era sempre molto lucido su ogni tipo di decisione da prendere con il team. Sono fermamente convinto che con la sua costanza troverà sicuramente modo di mettersi in luce in F1 con risultati più prestigiosi di quanto ottenuto sino ad ora.»
 
«Un ricordo particolare infine è per Jules Bianchi, venuto tristemente a mancare troppo presto, aveva dimostrato di avere tutte le carte in regola per poter emergere al meglio in F1. Ci tengo inoltre a ricordare con molto piacere Sébastien Buemi, primo pilota di calibro in Intrepid. Visti anche i continui risultati recenti, probabilmente avrebbe meritato di rimanere in F1.» conclude Mirko Sguerzoni.
 

Created by: fmarangon2 - 18/01/23

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