Siamo tutti colpevoli

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Quando prevedere tragedie come quella di oggi in cui Dilano van’t Hoff ha perso la vita a Spa diventa troppo facile, c’è qualcosa che non torna più. Il mantra che “motorsport is dangerous” qui non sta più in piedi da tempo: la F1 ha contaminato la filiera dall’alto, non risparmiando nessuna disciplina motoristica, kart per primo. (fm)

Il tragico incidente in cui poche ore fa a Spa è morto Dilano van’t Hoff nel corso di una gara FREC, nello stesso punto in cui nel 2019 Antoine Hubert perse la vita in un incidente dalla dinamica del tutto simile, ci ha fatto tornare alla mente quando il mese scorso, insieme ai brillanti colleghi di formulascout.com avevamo segnalato le anomalie di una Formula 4 un po' fuori controllo (in quel caso il Campionato Italiano, destinato a neo 15enni) e avevamo quindi pensato di contattare qualche team, di far parlare qualche pilota, insomma a seguito dell’ennesima “tragedia sfiorata” avremmo voluto far salire il tema in superficie, per capire cosa ne pensasse ‘chi prende le decisioni’. Perchè alla fine, quando si parla di piccole macchine da corsa che raggiungono quasi 250 all’ora sulle quali salgono ragazzini di 15 anni, quelle decisioni hanno a che fare con la vita e la morte, se ci pensate bene. I team manager interpellati hanno preferito non parlare di questi argomenti con noi, così come ci è stato sconsigliato di parlare ai piloti su argomenti così “delicati”. Per questo un po’ colpevoli siamo anche noi, che alla fine non riusciamo ad identificare, in questo labirinto di uffici stampa, uffici fuffa, comunicati “ufficiali”, coloro ai quali rivolgere le domande più semplici. Chi sceglie, e in base a quali criteri, a quale età si può gareggiare su una monoposto, o su un minikart da 110 kmh a 8 anni (quando parliamo di motorsport ormai parliamo di un monolite), su quali circuiti sia giusto o meno correre, o in quali condizioni meteo un gara deve o meno prendere il via? La FIA? I team Manager? I driver Coach? I papà dei piloti? Chi? Quale sorta di ‘collegio’, se ce n’è uno, sta dietro a queste decisioni? Parlare di tragedie annunciate è oltremodo retorico oggi, che il povero Dilano, classe 2004, non c’è più. Per citare il tweet prontamente comparso per firma di Stefano Domenicali, Dilano van’t Hoff non è, letteralmente, morto inseguendo il suo sogno. Lui, come tanti, stava perseguendolo su una strada obbligata e predeterminata da altri, se non quelli di cui sopra, forse il “mercato del motorsport”: su auto che, per arrivare lì si è trovato obbligato a guidare, su circuiti nei quali è stato tenuto a correre. Se “motorsport is dangerous” fosse l’unico rosario da iniziare a recitare ogni qualvolta succede qualcosa di imponderabile, non avremmo delle omologhe di caschi, tute, cellule di sopravvivenza, halo, circuiti e quant’altro che hanno reso il motorsport di oggi diversissimo da quello di anche solo 30 anni fa. Il motorsport è pericoloso perché la vita, in qualche modo, è pericolosa, lo sappiamo senza che ce lo ricordino i “filosofi del paddock” e ci sono fattori imponderabili che vanno oltre le nostre capacità di prevedere e prevenire, ma è meschino oltre che estremamente insensibile nascondersi dietro questo fatalismo ogni qualvolta ci si trova ad affrontarlo. La F4 non è il Tourist Trophy sull’isola di Man e non prendiamoci in giro: in tutta la filiera, dai Minikart alla F1 oggi di ‘poesia’ ne gira ben poca. I soldi si, quelli girano: potrebbero servire a costituire degli organi super partes che possano decidere se correre o meno in certi autodromi, se e come sanzionare determinati comportamenti alla guida, ma in questo momento, sinceramente, ci viene difficile pensare che sia possibile. Come forse alcuni di voi staranno pensando, ormai è tardi, perché infondo di Dilano, come di Anthoine, al netto dei post strappalacrime, non interessa niente a nessuno.
 


Dilano van’t Hoff, classe 2004, aveva cominciato a correre in kart quasi per gioco, sostituendo un coetaneo che un giorno, in una pista Rental, si era messo a piangere e non era voluto partire. Da lì l’amore per il kart e le corse, lo porta a percorrere tutta la trafile prima nell’ambito dei monomarca IAME, dove ottiene qualche prestigioso piazzamento internazionale, oltre a numerose presenze nelle gare WSK e nell’Europeo e Mondiale FIA fino alla categoria OK, dove gareggia fino al 2020 e dove la sua vittoria più importante rimane quella al Trofeo delle Industrie nel 2019. Nel 2021 è Campione della F4 Spagnola: nel Campionato Formula Regional European stava, come tanti altri suoi coetanei, cercando di mettersi in luce per aspirare al passaggio di categoria. Alla famiglia e agli amici di Dilano vanno le condoglianze della redazione di Vroom.

Created by: fmarangon2 - 01/07/23

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