Max Verstappen: «visti gli alti costi del kart, puntare sul Sim Racing conviene.»

- Editoriale
Nel parlare alla stampa del lancio del suo Team GT3, il bi-Campione del Mondo di F1 (grande appasionato e praticante il Sim Racing) ha parlato di karting in un modo diverso dal solito. Che il pilota Top al mondo del momento parli in questi termini, fa pensare...

«Vorrei creare un passaggio diretto dalle corse SIM alla GT3, in modo da non dover passare solo attraverso il kart per entrare negli sport motoristici, perché al momento il kart costa troppo. » Il senso dell’espressione usata da Max Verstappen non si presta ad interpretazioni di parte: ad oggi il kart è uno sport troppo costoso, meglio il SIM – perlomeno per chi vuole creare il proprio percorso verso il motorsport ‘adulto’ e professionale. Da un po’ di anni a questa parte sembra esserci una tendenza consolidata da parte dei piloti di F1 – tutti arrivati dove sono partendo dal kart – a criticarne gli alti costi, sottolineando quanto sia improponibile per chi si pone degli obiettivi di carriera, accedere al livello più alto di questo sport, che è l’unico secondo alcuni in grado di provvedere un accesso alle Formule minori e di conseguenza alla filiera che porta verso la F1. Vettel, Hamilton, ora Max Verstappen: sembra esserci una contraddizione tra il livello che questi personaggi rappresentano e dichiarazioni del genere ma a ben pensarci non è così. E’ opinione di molti che il kart sia sempre stato uno sport poco accessibile e per pochi, tuttavia in passato la tendenza dei piloti più popolari e di alto livello era quella di promuovere il karting, non appena ne avevano l’occasione, se pensiamo ad Ayrton Senna (primo vero testimonial forse del kart alle masse), Michael Schumacher o allo stesso Lewis Hamilton degli inizi, che delle sue gare in kart ha sempre presentato una narrazione epica, fatta di “tanti sacrifici da parte di papà” ad inizio carriera. Dal kart oggi molti prendono invece le distanze, quasi ci fosse imbarazzo a riconoscersi in quello che è divenuto il paddock delle gare che contano: le critiche sono genericamente ai costi, ma se potessimo andare un po’ più a fondo, le critiche sono a come questo sport è gestito, pur essendo il primo step di una filiera di cui loro rappresentano l’apice. Ben venga quindi il SIM, che è vero non è che sia proprio alla portata di chiunque (parliamo di attrezzature professionali), ma che costituisce un’alternativa per tutti coloro che, facendo quattro conti, il kart di oggi proprio non se lo possono permettere: che si tratti di aspiranti piloti di F1 o semplici appassionati che desiderano praticare una disciplina motoristica nella sicurezza e nel contesto professionale di un circuito. Per questo Vroom ha deciso di dedicare al SIM una sezione che andrà popolandosi in queste settimane di ricchi contenuti destinata a chi volesse approfondire l’argomento, scoprendo come si accede a questo mondo, quali sono gli investimenti di base e le piattaforme nelle quali gareggiare…Stay Tuned.

Photocredit: © Rob Smalley / Red Bull Content Pool

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