Manetti: vado a Wackersdorf per vincere

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Alessandro Manetti, classe ‘72, icona del karting che fu, oltre a un paio di titoli Mondiali vinti in Formula A a Super A e una lunga, vittoriosa carriera in praticamente ogni categoria, col cambio e senza, torna in pista per disputare il Mondiale a Wackersdorf nella KZ Master con il Team Crg. Non andrà per fare presenza, ci dice, ma per vincerlo, quel Mondiale (fm)

«Sono risalito sul kart per la prima volta dopo quasi dieci anni, ad Ottobre del 2022 - ci racconta Alessandro, che in effetti, dopo la stagione 2013, in cui aveva gareggiato con Praga Kart non aveva più corso. Pur essendo di fatto un collaudatore in quel contesto, vinse anche delle gare e ottenne piazzamenti in diverse categorie – per vedere un po’ a che punto ero, quasi per curiosità. Devo dire che non è stato un granché all’inizio, ma poi pian piano ci ho ripreso la mano e mi è anche tornata la voglia. Dopo quella prima uscita, da Gennaio mi sono messo a girare con più costanza, scendendo in pista circa ogni 15 giorni. A quel punto l’obiettivo era quello di tornare a gareggiare in qualche occasione e, appunto, andare a fare il Mondiale in Germania per vincerlo.» Manetti è uno che quando risale sul kart, non lo fa solo per il ‘piacere di guidare’. Lo fa con un obbiettivo preciso, che è quello di vincere: «Ho corso due gare in KZ in Italia, quest’anno. Due prove della Coppa Italia a Cremona, e una Pomposa, vincendole. A quel punto è stato ancora più chiaro che probabilmente ci sono le condizioni per presentarsi a Wackersdorf con delle velleità. Abbiamo fatto la gara di preparazione in Luglio sulla pista dove si disputerà il mondiale (dove erano presenti ben 39 piloti over 35, tra cui Davide Forè n.d.r.) e siamo arrivati terzi, possiamo dire che siamo lì.» Il Forlivese ha qualche appunto sul regolamento della KZ Master, che forse potrebbe essere migliorato in alcune parti, però non si tira indietro: «Io sposterei l’età di accesso alla categoria da 35 anni a 40, considerando che come sapete c’è gente fortissima che arriva dalle categorie superiori e ha tra i 35 e i 40 anni. I giri della finale, inizialmente mi sembravano un po’ tanti – 25 – ma poi in realtà non è stata così dura.» Penserete che Manetti si alleni con costanza in palestra, per poter saltare su un KZ “per sport” e permettersi questi risultati, da Over 50 quale è: «In realtà non sono mai stato un tipo da palestra sai? Tanta bici e tante passeggiate coi miei cani (la sua grande passione) se devo essere sincero, sono le uniche attività fisiche che mi concedo. Pensare che nemmeno uso il paracostole – in allenamento, perché nelle gare FIA è obbligatorio..». L’occasione è ghiotta per chiedere a Manetti se non sia un peccato che ad oggi non vi sia una Top Class monomarcia in cui piloti del suo calibro possano misurarsi con gli specialisti attuali della categoria. «Non possiamo considerare la OK, ovviamente, perché significherebbe gareggiare contro piloti giovanissimi, e noi avevamo all’epoca spesso più di 20 anni, anche se uno di questi kart mi piacerebbe davvero provarlo. Ma questa è l’attuale impostazione che è stata data a questo sport, con la sua filiera che prevede il passaggio alle auto in giovanissima età e quindi pazienza. Se dovessi pensare ad una modifica per creare nel kart una vera Top Class come in altre discipline motoristiche pensavo alla KZ1: metterei le gomme da 6 pollici, che sono regolarmente in commercio in quanto sono quelle che usano i Superkart 250, potrebbe davvero dare alla KZ dei tratti da super categoria nella quale ritrovare il top dei piloti, della competitività, della tecnica ad un livello ancora più alto di quello attuale. Probabilmente si arriverebbe a fare anche un po’ di selezione in più tra i piloti.» Questa considerazione ci porta a chiudere la nostra chiacchierata con una questione sempre aperta: se un pilota fermo da 10 anni, sebbene con un talento ed un passato di prim’ordine, può essere così competitivo da subito, è forse perché il livello del karting di oggi non è altissimo? «Non direi che i piloti siano ‘meno bravi’, ci sono piloti davvero forti anche oggi. In generale lo sport è divenuto per certi aspetti più 'semplice' se vogliamo, e magari è più difficile che emergano dei talenti sopraffini. L’idea di introdurre le gomme da 6” secondo me potrebbe dare un stimolo in questo senso.»

Non ci resta quindi che aspettare con ansia il weekend del 7-10 Settembre per vedere in pista Alessandro Manetti, che in attesa di quella gara sarà nuovamente impegnato con Crg per dei test a Teramo, una pista che permetterà di provare i motori in condizioni simili a quelle previste in Germania.

Created by: fmarangon2 - 24/08/23

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