Sim Racing, parte 1 - Il Sim Racing, spiegato bene

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Il sogno di molti bambini di fare il pilota, che sempre più difficilmente diventa realtà oggi può essere almeno in parte esaudito grazie ai simulatori di guida. Conosciamo meglio questo mondo... (ab)

Negli ultimi 15 anni abbiamo assistito ad una crescita esponenziale del settore della simulazione di guida, sia dal punto di vista quantitativo che da quello qualitativo. Sempre più case di produzione videoludiche si sono interessate a questo settore e anno dopo anno le differenze tra reale e virtuale si sono sempre più assottigliate, grazie all’avanzamento tecnologico sia in ambito software (con motori fisici e grafici che evolvono costantemente), sia in ambito hardware (grazie a volanti, pedaliere, monitor e visori più performanti e dal feedback più realistico) ed anche nell’ambito della raccolta dei dati relativi a piste e vetture (vedi ad esempio piste laserscan e collaborazione tra team di corse e produttori di simulatori di guida).

Questi fattori hanno quindi contribuito anche ad aumentare l’interesse delle persone verso i simulatori, fino ad arrivare al picco di utenti registrato durante il periodo della pandemia tra 2020 e 2021.
Le persone hanno infatti visto nei simulatori qualcosa di estremamente vicino alla realtà e con costi accessibili… e dunque la possibilità di poter provare ad essere almeno virtualmente dei piloti.
Ma quali sono le possibilità offerte? Quali i costi di accesso? Ed i simulatori più importanti? Così come per il motorsport “reale”, anche qui molto dipende dal budget:
La stragrande maggioranza dei “sim-racers” (termine utilizzato per descrivere i piloti virtuali) ha iniziato investendo poche centinaia di euro (150-350) per un volante ed una pedaliera “entry level” da montare alla propria scrivania e collegare al proprio PC da gioco, per poi evolvere (soprattutto nei casi in cui viene fuori il talento) a postazioni dedicate molto più costose e tecnologicamente avanzate… 
senza usare troppi tecnicismi che, in questo momento, creerebbero solo confusione nel lettore, diremo semplicemente che “postazioni più costose” permettono al simRacer di ottenere più informazioni sul comportamento della sua vettura virtuale e dunque di avere anche un feedback più realistico. Discorso diverso invece vale per i software necessari, attualmente infatti, escludendo simulatori di guida incentrati su un’unica categoria automobilistica o campionato (come Assetto Corsa Competizione), i simulatori di guida realmente validi e di riferimento sono 3: Assetto Corsa, rFactor 2 ed iRacing: quindi quale scegliere? La risposta non è univoca.
La prima distinzione da fare, anche qui, è sui costi di accesso. Se per Assetto Corsa bastano poche decine di euro per accedere a tutte le piste e le vetture disponibili e per rFactor 2 ne servono diverse centinaia, per fare altrettanto su iRacing servirebbero migliaia di euro senza considerare il costo dell’abbonamento annuale di circa 100 euro A questo punto quindi la domanda sorge spontanea: cosa giustifica un divario tra costi di accesso così ampio tra i vari simulatori?  Come detto tutti e tre i simulatori sono validi, ognuno con i suoi pregi ed i suoi difetti.
La vera differenza risiede principalmente in 2 fattori:
- La scelta da parte delle case di sviluppo di Assetto Corsa ed rFactor 2 di lasciare agli utenti la possibilità di creare nuovi contenuti per il simulatore e di condividerli con gli altri
- I servizi organizzativi offerti da iRacing per quanto riguarda le competizioni online tra simRacers. Nel corso degli anni infatti, nonostante in origine Assetto Corsa ed rFactor 2 avessero licenze per vetture e tracciati inferiori in numero a quelle di iRacing, gli utenti hanno contribuito ad ampliare questa varietà importando, all’interno dei simulatori, contenuti non presenti originariamente, grazie anche alla nascita di un ecosistema di piccole aziende e gruppi adibiti allo scopo e, dunque, di un mercato esterno a quello “ufficiale” sottostante la casa di sviluppo del simulatore.

Tale possibilità è invece totalmente esclusa per quanto riguarda iRacing, il quale però vanta il maggior numero di licenze ufficiali per vetture, tracciati e campionati, oltre che un sistema di organizzazione di gare online automatizzato (in media ogni mezz’ora inizia una gara) e di ranking dei piloti davvero ineguagliabile per i due simulatori concorrenti che peccano totalmente in questo ambito. Per sopperire a tale mancanza, anche in questo caso, per quanto riguarda Assetto Corsa ed rFactor 2, sono intervenuti gli utenti: Nel corso degli anni, e soprattutto tra 2020 e 2021, sono nate moltissime “community” online adibite all’organizzazione di gare ed eventi, nei quali i simRacers di tutto il mondo possono gareggiare insieme in pista.
Ciò ha comportato spesso anche la nascita di trasmissioni in diretta di questi eventi e dunque la collaborazione di tali community con aziende del settore sotto forma di sponsorizzazioni, che hanno contribuito ancor più alla diffusione di questo fenomeno.

Riassumendo si potrebbe quindi descrivere iRacing come un sistema chiuso, completo e funzionale che permette all’utente di gareggiare quando vuole ma sempre con avversari diversi e ad un costo sensibilmente più alto rispetto alla concorrenza, mentre possiamo definire Assetto Corsa ed rFactor 2 come simulatori economicamente più accessibili e che fanno della propria utenza il fulcro centrale tramite le community,  nelle quali i piloti corrono costantemente insieme nelle stesse gare (solitamente settimanali) durante le quali imparano a conoscersi sia nel senso sportivo che personale del termine, creando forse un ambiente più vicino a quello del weekend in pista reale.
 

Created by: fmarangon2 - 24/09/23

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