Come si guida a Franciacorta: un giro sulla pista del Mondiale

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Con il Mondiale OK ormai imminente, ripassiamo i 1.300 metri e le 15 curve della Franciacorta Karting Track, in una descrizione che sarà un po' più complessa del solito, dato che ci troviamo al cospetto di un circuito tutt'altro che semplice e banale, che questo weekend ci regalerà gare sicuramente tiratissime…

Passato il traguardo, si affronta in pieno curva 1: non è difficile né impegnativa, ma condiziona l'impostazione delle successive curve 2 e 3, dove si arriva alla massima velocità e dove con i kart monomarcia a freno posteriore si può frenare un po' più "dentro" a curva 2. Qui la scelta di traiettoria in ingresso è fra quella un po' più interna, a due terzi della larghezza, raccordando a metà con curva 3 che è più stretta; oppure stare larghi, privilegiando la velocità di percorrenza, ma compiendo anche parecchi metri in più, rischiando oltretutto (in situazioni di gara) di prestare il fianco a chi sta cercando di superarci. Una scelta da valutare anche in base al proprio mezzo e al nostro stile di guida.

Anche in uscita si può scegliere se sfruttare quasi tutta la larghezza della pista, oppure stare più verso il centro, a seconda della velocità con cui si riesce ad affrontare fluidamente curva 4: anche in questo caso non esiste una "ricetta univoca" sulla traiettoria migliore, ma occorre valutare direttamente caso per caso. Si arriva poi all'impegnativa staccata di curva 5:  la difficoltà dipende dal fatto che la curva è molto secca, fattori che rende delicato l'approccio a questa curva, con forte rischio di arrivare leggermente lunghi compromettendo così tutto il tratto successivo. In uscita si va a sfiorare il cordolo interno di curva 6, e anche qui si cerca di stare poi verso centro pista in modo da affrontare al meglio la successiva curva 7, che si prende in pieno senza frenare, eventualmente pure un po' larghi, all'apice, per favorire l'ingresso alla successiva dove si procede sempre in pieno (curva 8), in un tratto che può fare la differenza nella velocità con cui si arriva alla curva 9. Qui si arriva alla staccata con una rapidità tale che sembra quasi di essere ancora in uscita dalla curva precedente, e anche stavolta bisogna raccordare nel modo più opportuno possibile con curva 10, che essendo più stretta richiede di alzare un po’ il piede a metà tra le due curve. Qui occorre valutare bene quanto stare a sinistra e quanto spostarsi a destra per affrontare al meglio la doppia curva 11-12. SI può  uscire senza allargare troppo (tanto che l'apice viene preso quasi alla fine del cordolo interno) in modo da percorrere curva 13 nel modo più scorrevole possibile, senza "remare" e senza rischiare di finire larghi sul cordolo in uscita. Ciò comprometterebbe infatti il secondo rettilineo più veloce del circuito. Va detto inoltre che in questo tratto (cioè dalla curva 9 alla 13) è importante trovare traiettorie che non "incrocino" eccessivamente tra una curva e l'altra: ciò porterebbe facilmente a percorrere troppi metri in più e a rendersi più vulnerabili rispetto a chi segue. 

Si arriva quindi alla staccata in salita per il tornante finale, curva 14, dove si raggiunge una velocità solo di pochissimo inferiore a quella dopo il traguardo. Qui la frenata dev'essere decisa ma evitando di "bloccare" troppo il kart, perché il tornante non è strettissimo (paragonato a quelli similari di altre piste) e richiede quindi di mantenere una certa velocità di percorrenza. Anche perché da come si esce qui (stavolta sfruttando tutta la larghezza in uscita) dipende la velocità nel rettilineo del traguardo, dato che curva 15 si percorre in pieno senza problemi. 

Il circuito di Franciacorta richiede grande concentrazione e soprattutto notevoli capacità decisionali nel saper valutare con immediatezza cosa fare, soprattutto in situazioni di gara e di bagarre, perché in diversi punti è facile esporsi in difesa, come sembra altrettanto facile riuscire a "buttarsi dentro" quando si è in attacco, però con il rischio di compromettere il tratto successivo e quindi di favorire il contrattacco. Inoltre occorre saper operare il giusto compromesso tra la velocità mantenuta nelle varie curve con i metri di pista percorsi in più (o in meno): le differenze nei due parametri possono risultare davvero significative e fare dunque un grande effetto sulle prestazioni: il posto giusto dove assegnare un Mondiale…

Photocredit: Manuela Nicoletti / Lorenzo Moro

Created by: fmarangon2 - 05/10/23

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