Theo Pourchaire: da quella sera in Bahrein nel 2016 a ‘enfant prodige’ in monoposto

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L’ondata di talenti in direzione della Formula 1 fa abbastanza impressione: dopo Oscar Piastri annunciato e consistente rookie che da quando è salito in monoposto non ha fatto che vincere (e che in Formula 1 potrebbe vincere parecchio nei prossimi anni), dopo Lawson, che al debutto ha convinto quasi tutti, un altro “fenomeno” prende forma negli incubi dei piloti in fase di rinnovo del contratto per il 2024. (fm)

Ha vinto ieri il titolo di F2 che avrebbe dovuto, secondo i piani, vincere nel 2022. Di fatto, ha vinto ieri il suo primo titolo Mondiale in monoposto (prima di questo, “solo” il Tedesco di F4), pietra miliare di una carriera per certi aspetti mostruosa nella prima parte, per altri oscurata da momenti di crisi, forse originati dalla grande pressione che si è trovato a sostenere. Theo Pourchaire, come tutti i piloti che infrangono i record del “più giovane”, è nato solo nel 2003 e la sua carriera può essere vista come bruciante – con un grosso rischio di ‘bruciarsi’, che pare il Francese abbia scampato – o assolutamente allineata ai tempi che il motorsport sta vivendo. In karting il suo risultato di maggior rilievo è il terzo posto al Mondiale OKJ corso in Bahrein (dove la settimana prossima si tengono le Rotax Grand Finals) conquistato al fotofinish in una gara dove, ironia della sorte, il miglior rookie in F2 di quest’anno e suo compagno di squadra, Victor Martins, vinceva il titolo. Theo è sempre stato un precoce, dato che quell’anno nel Mondiale il tredicenne correva contro ragazzi più grandi di lui (lo stesso Martins, classe 2001 e Piastri, che fu 6° al traguardo quella sera, anche lui del 2001) e questa dell’essere sempre il più giovane sulla griglia è sempre stata una costante della sua carriera in auto. Dalla storica vittoria al GP di Montecarlo di F2 nel 2020, appena 17 enne, i riflettori sono stati puntati su di lui e forse in particolar modo nel 2022 la pressione è stata molta, tanto che la lotta per il titolo ne ha risentito e ha visto prevalere il Brasiliano Drugovich (che peraltro è ancora lontano dall’avere trovato una sistemazione in F1). Più maturo e forte dell’esperienza del 2022, quest’anno Pourchaire si è aggiudicato correndo da ragioniere (al suo attivo infatti una sola vittoria, nel 2022 erano state 3) quel titolo che non sempre è una garanzia di porte aperte verso la F1 ma che nel suo caso può invece essere la formalità che ne preannuncia una promettente carriera, perlomeno dal 2025 e in avanti: per il 2024 ci limiteremo a vederlo presenza fissa nel Box Alfa Romeo come pilota di riserva dei già da tempo confermati Bottas e Zhou.

Created by: fmarangon2 - 27/11/23

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