Adria, a che punto siamo?

- Primo Piano
L’impianto, chiuso da due anni, è al centro di una non semplice questione legale da risolvere. La data dell’udienza che potrebbe decidere le sorti di Adria è fissata per Ottobre. (mb)

Era il 17 gennaio 2022 quando la notizia dei sigilli ai cancelli dell’Adria Raceway scosse il mondo del motorsport e del kart. La pista veneta di auto, moto e kart (che era appena stata ammodernata e rifatta nel periodo precedente la chiusura) rimane chiusa, con dispiacere per i piloti e per il calendario sportivo di vari campionati. Carabinieri e guardia di finanza hanno dovuto sgomberare i locali nel 2022 causa procedura fallimentare, osteggiata chiaramente dagli attuali gestori. La vicenda infatti non è semplicissima, ma cerchiamo di fare il punto della situazione ad oggi, inizio 2024.
Il tribunale di Milano ha da poco posticipato l’udienza a ottobre auspicando un accordo tra le parti, ma le posizioni al momento rimangono distanti. A difendere la causa di Bioitalia e di Mario Altoè c’è attualmente l’avvocato Giuseppe Cavallaro che di recente ha rilasciato alcune dichiarazioni a vari giornali. Ricordiamo che Bioitalia aveva iniziato ad operare in pista nel 2013 e già nel 2016 aveva proposto di acquistare i beni del fondo gestito da Darma. Darma però non firmò i documenti, recedendo dal preliminare notarile ed è proprio questo il contenzioso tra Bioitalia e Darma. Il fatto è che oltre ai 1,5 milioni di caparra, Bioitalia ne ha investiti altri 10 per lavori di ammodernamento. Ora la pista si trova in fase di deterioramento, con l’aggiunta che vari macchinari e arredi in pista sono stati venduti dai curatori del fallimento, un danno che ammonterebbe a 5 milioni di euro. La vicenda è dunque complessa sia dal punto di vista giuridico che economico e non si può fare altro che aspettare l’udienza di ottobre, con la speranza che un accordo arrivi prima di essa. Inutile girarci intorno però, anche con un accordo la pista necessiterebbe di almeno un anno per riaprire.
Mario Altoè, referente al momento per l’impianto, non rilascia giustamente dichiarazioni causa udienza di ottobre, ma più di tutti si augura che la vicenda - che forse poteva essere trattata senza arrivare alla chiusura della pista – si chiuda entro tempi ragionevoli e prima che l’infrastruttura ne risenta. Ciò che si può auspicare, da amanti del karting, è che Darma e Bioitalia possano trovare un accordo prima di ottobre per il bene non solo del motorsport ma anche di tutto l'indotto che un impianto del genere è in grado di generare.
 

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