FIA: cosa sta succedendo con le gomme in KZ?

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Il comunicato con cui è stata resa pubblica la cancellazione della prima prova di Europeo KZ è stato molto sintetico e ha fatto riferimento a generali ‘problemi logistici’ e di disponibilità. Cerchiamo di approfondire il contesto e capire come si è arrivati alla clamorosa decisione.(fm)

Prima di addentrarci nell’intricato problema della fornitura delle coperture per il Campionato Europeo e Mondiale KZ, è opportuno ricordare alcuni aspetti generali inerenti le omologhe e la presentazione di tutti gli attori di una questione che per come si presenta, lascia spazio a più di una riflessione sul futuro di questa disciplina motoristica.

Le gomme nel kart: le uniche al mondo con l’omologa
Forse non tutti sanno che il karting è l’unica disciplina del motorsport che prevede l’omologa degli pneumatici, in un contesto dove da diversi anni la Federazione (e con esso gli organizzatori privati, come ad esempio WSK) ha deciso di regolamentare le competizioni su un regime di monogomma, ovvero che ogni categoria utilizzi gli stessi pneumatici, una scelta che peraltro accomuna il karting a moltissime altre discipline motoristiche, Formula 1 in primis. Uno scenario più semplice quello del monogomma, orientato alla riduzione di costi – per i costruttori di gomme – che nel regime invece di cosiddetta “tyre war”, la libera competizione tra i diversi produttori, aveva raggiunto cifre esorbitanti. È abbastanza noto anche il fatto, detto quanto sopra, che per un costruttore che si aggiudica l’appalto di fornitura delle gomme in ambito FIA non ci sia un vero e proprio vantaggio commerciale derivante dalla vendita degli pneumatici, bensì un considerevole ritorno pubblicitario e di immagine. Specie dopo il Covid, si è cercato sempre più di trovare un compromesso tra il ritorno di immagine, lo sforzo produttivo e la volontà di destinare la maggior parte possibile degli pneumatici prodotti verso quelle competizioni che risultano più vantaggiose in termini di profitti.

La Federazione lancia un bando triennale per le gomme (per la prima volta)
Con questi elementi di base chiari in mente, possiamo ora ricapitolare gli eventi che hanno portato alle decisioni degli ultimi giorni. In base alle disposizioni comunicate nell’aprile del 2023 sullo stesso sito della Federazione (https://legal.fia.com/Web/tenders.nsf/openInvitations.xsp), per la prima volta nella storia, si è appreso di un bando triennale (prima era un solo anno) ovvero che il costruttore prescelto sarebbe stato il fornitore per i prossimi tre anni delle competizioni Europee e Mondiali nelle diverse categorie. Ad omologhe 2024-2026 registrate, (è essenziale ricordare che prima di partecipare al bando, quando ancora non sa se sarà fornitore FIA, il costruttore deve omologare), la Federazione ha deciso di assegnare alla ‘esordiente’ MAXXIS (marchio appartenente alla taiwanese Cheng Shin, vero e proprio colosso nel settore degli pneumatici) il triennio di fornitura 2024-2026 per le categorie monomarca, mentre per la KZ la scelta non si è rivelata altrettanto rapida. Stando al comunicato FIA e a quanto rivelato su nostra esplicita richiesta alla FIA stessa, “nessuno dei partecipanti al bando aveva soddisfatto i requisiti attesi”. In base a quanto si sente dire tra gli addetti ai lavori, è abbastanza evidente che la FIA non abbia trovato un accordo con nessuno  dei tre abituali gommisti del kart internazionale in questi ultimi anni (ovvero dall’uscita di scena di Bridgestone in poi): MG, Vega e LeCont, una situazione che ha ‘costretto’ la Federazione ad orientare la sua scelta verso gli unici altri quattro costruttori che avevano omologato gomme per il nuovo triennio (2024-2026): Dunlop (di proprietà della giapponese Sumitomo e dell’americana Goodyear), la coreana Shinko, la stessa Maxxis, che evidentemente aveva per ragioni proprie deciso di limitare il proprio ingresso alle sole due categorie monomarcia, e la tedesca Heidenau, che omologa gomme marchiate Mojo. Quest’ultima non ha mai, negli anni, mostrato interesse a fornire campionati FIA. Trovatasi quindi a dover decidere tra le prime due, la scelta delle arcinote Dunlop è stata probabilmente dettata dal fatto che adottare Shinko – una marca pressoché sconosciuta in Europa – sarebbe stata considerata una scelta in qualche modo impopolare. La scelta di Dunlop, sostanzialmente obbligata in questa fase avanzata della vicenda, porta con sé però qualche possibile intoppo di stampo commerciale che sarà curioso vedere come verrà aggirato: Goodyear, proprietaria dal 2012 del marchio Dunlop, ha da tempo sospeso l’uso di coperture Dunlop nelle competizioni Europee su quattro ruote a favore proprio del marchio americano. Costituirà l’Europeo KZ un’eccezione a questa scelta strategica di Goodyear dato che non si parla di auto da corsa ma di kart?
 
L’interesse verso la KZ è forse diminuito?
Un paradosso, tra i molti, che emerge da questa storia ancora poco chiara è che l’unica vera Top Class del karting, quella dove a misurarsi sono piloti professionisti – spesso adulti e pagati per correre anziché paganti – sia stata la vittima sacrificale. Nessuno ci ha fatto una bella figura, e forse quella di cancellare il round inaugurale di aprile è stata una scelta fin troppo prudente (di qui ad aprile, secondo voi, le gomme non sarebbero arrivate?) In fondo il tempo, perlomeno per provarci, sembrava esserci ma forse si è voluta evitare una figuraccia ancora peggiore con una cancellazione a ridosso della prova di Campionato. Tristemente, così, il Campionato europeo che da quest’anno avrebbe previsto tre prove - garantendo uno spettacolo di livello - torna alle sole due prove che qualche dubbio hanno lasciato in termini di qualità della competizione e della possibilità di vedere più piloti giocarsi il titolo. L’impressione è che ormai il fulcro dell’attenzione FIA sia su OK e OKJ, categoria in grado di attrarre grandissimi investimenti da parte delle famiglie di giovanissimi piloti alla rincorsa di una chimera sempre più evanescente, la Formula 1. Una schiera di gente che il kart non vede l’ora di lasciarlo per saltare su una F4 appena compiuti  i 15 anni. Il problema, che pare solo rimandato, è l’effetto tsunami che una possibile crisi economica globale potrebbe portare di qui a qualche anno sull’intero comparto del karting FIA, che ha finito per appoggiarsi in maniera pericolosa sui capitali di pochissimi milionari non mostrando lungimiranza sulla promozione dello sport del karting in sé presso tutte le altre fasce di possibili praticanti, e questa ultima mortificazione della KZ non è un bel segnale.

 

Created by: fmarangon2 - 20/02/24

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