Stefano Re: dalle gare SIM alla serie Briggs & Stratton

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L’esperienza nelle gare SIM può essere il viatico per la pista in asfalto e i campionati 4T monomarca possono costituire un primo step per mettere a frutto la ‘teoria’ imparata al simulatore.

Stefano ha 15 anni quando scoppia la pandemia e come diversi appassionati di motorsport, in quel periodo intensifica il suo impegno con il simulatore: niente di speciale o particolarmente professionale, ma quanto basta a far scorrere più veloci le giornate in quell’angosciante periodo. Assetto Corsa, poi iRacing, fino a prenderci gusto, diventare bravino e vincere qualche gara. Ha provato un kart in pista in passato, un 125 TAG con cui andare ogni tanto a girare, ma il karting è uno sport costoso: «Avevamo quel kart, un TAG 125, ma non abbiamo mai fatto gare perché semplicemente il costo era inaccessibile, quindi lo abbiamo venduto. Nel frattempo stavo prendendoci la mano con il SIM e ho pensato che sarebbe stato bello mettere a frutto quella esperienza in una vera pista, perché il karting mi ha sempre attirato come sport.»
Il Campionato Briggs & Stratton qui in Italia è una novità degli ultimi anni, ma nel mondo porta in pista letteralmente migliaia di piloti. «Abbiamo acquistato il mezzo e deciso di iscriverci ad una gara e ci abbiamo preso gusto. Mio padre si occupa dell’assistenza, pur non essendo un meccanico perché nella vita fa tutt’altro, e alla fine l’unico budget necessario è quello per l’iscrizione e la benzina. Nel 2023 abbiamo fatto tutto il Campionato – tranne una gara – e continueremo anche quest’anno.»
Quali aspetti del SIM possono in effetti essere utili quando si prende parte ad una vera gara lo spiega direttamente Stefano: «E’ un po’ come se al simulatore studiassi la teoria che applicherai in pista: i software su cui oggi si fa SIM sono talmente sensibili e realistici che riescono veramente a darti un’infarinatura sulle tecniche di guida che poi si rivela utilissima quando metti il caso e vai a correre in circuito: le traiettorie, la pulizia di guida etc. Ho provato ovviamente anche dei simulatori di kart, ma personalmente ritengo che iRacing, per l’ampia offerta tecnica e di vetture che propone, sia il Top.»

La storia di Stefano, come molte altre, dimostra che il motorsport è un unico grande insieme di discipline che, a vari livelli, si incrociano e si integrano tra loro e che non si tratta necessariamente di un ambito elitario: nessuno è in realtà così lontano dall’opportunità di scendere in pista e misurarsi con altri e riteniamo che oggi le possibilità di accedere al meraviglioso mondo del motorsport a 4 ruote siano più ampie e più articolate di anche solo vent’anni fa – a dispetto di una scarsa (e talvolta non rappresentativa) narrazione del karting come di uno sport “per giovanissimi ricchi”. Lo è, sicuramente, ad un certo livello, ma la sua espansione a livello globale sta facendo molto per dimostrare il contrario e siamo ansiosi di conoscere dove porterà.
 
Foto: Fabrizio Boldoni ®
 

Created by: fmarangon2 - 27/02/24

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