Ollie Bearman: un altro fortissimo Rookie in F1 senza karting FIA alle spalle

Columns: Dal Kart alla F1
Mesi dopo Liam Lawson, un altro debutto molto convincente in F1 da parte di un pilota che ha sì corso in karting, ma senza parentesi FIA (fm)

La domanda è lecita, considerando il modo in cui la FIA ha inglobato il karting, viste le conseguenze che ciò ha comportato e sta comportando sul karting: qual è il legame tra il karting FIA e la Formula 1? Se possiamo parlare, chiaramente, di kart come l’unica possibile partenza per chi aspiri a “fare il pilota da grande", non è ben chiaro invece, come i titoli FIA si collochino attualmente in quello scenario e in quella filiera. Se guardiamo alla narrazione ‘ufficiale’ del karting FIA, questa è ormai nettamente orientata alla F1 anche se quelle poche gare titolate presenti nel calendario affogano ormai dentro un programma così fitto di gare internazionali di altissimo livello che agli occhi di molti, i titoli che rappresentano, hanno perso molto del loro prestigio.
Ma veniamo a Bearman: chi segue il nostro sport aveva notato subito a fine pandemia quel ragazzino inglese che al primo colpo vince ben due titoli di F4 (Italiano e Tedesco) e si gioca quello di F3 al debutto (dove è terzo, nel 2022, a soli 7 punti dal vincitore Martins). A quel punto dopo un anno davvero consistente in F2 convince al debutto con la Haase a fine 2023 e poi lo sappiamo, è una questione di sliding doors e le sue, accidenti se le ha sfruttate il ragazzo: 7° a debutto in Ferrari su un tracciato come quello di Jeddah, che altro dire, chapeau. Tornando ai suoi anni nel karting, chiudiamo l’analisi e rimettiamola nelle mani di chi dirige lo sport ma anche di quelli che ne fanno parte e ne sono la spina dorsale: team, case costruttrici, famiglie dei piloti: il papà di Bearman – che la sa lunga in termini di investimenti, dato che è il CEO di un’azienda che gestisce premi assicurativi da miliardi di euro – ha semplicemente escluso il karting FIA, dato che il suo ragazzo andava fortissimo nei monomarca (vincitore delle Finali IAME X30 sia in Junior che ‘Senior’) e quando la sua preparazione agonistica lo rendeva possibile, ha fatto il salto alle monoposto – potendoselo permettere. Quindi qui non è tanto una questione tecnica: chi è forte in ROTAX, o in IAME, probabilmente lo sarà anche in auto e chi è brocco nel Mondiale FIA – se ne convincano i papà – sarà brocco anche in macchina. Il punto della questione è che è ora nelle mani della FIA decidere se vuole far sopravvivere questo sport al suo pericoloso accostamento con la F1 – e le academy – valorizzandolo in maniera realmente differente (per esempio valorizzando le OK-N in maniera preponderante), o se vuole inglobarlo in un sistema di business globale che non appartiene al karting delle origini – e che alla lunga potrebbe rivelarsi deleterio per tutti anche se adesso tutto sembra andare benissimo. Se il Mondiale e l’Europeo FIA non si riescono a distinguere da altre gare, facciamone qualcosa di diverso, che promuova magari anche il nostro sport senza il solito e stucchevole accostamento alla F1: idee?

Leggi anche: https://www.vroomkart.it/news/42495/liam-lawson-in-formula-1-senza-passare-dal-karting-fia

Created by: fmarangon2 - 10/03/24

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