Franco Drudi parla della Tm Kart nelle classi monomarcia

Columns: Intervista
Con Franco Drudi abbiamo parlato dell’altra faccia della Tm, quella dei motori monomarcia, in cui l’azienza pesarese ha colto tanti importanti successi (p.m-fotocar13)

Quest’anno si festeggiano i 40 anni del primo titolo tricolore vinto dalla TM nel kart: era il 1984 e Rino Capitelli portò a casa il campionato italiano della combattutissima 125 Junior. In questi 40 anni TM ha vinto tantissimo nelle classi con il cambio di velocità fino ad arrivare ad un monopolio di fatto. Nel 2001 la TM ha ampliato la produzione debuttando con il propulsore 100cc conquistando l'anno successivo la Coppa del Mondo FA con il K12 a valvola rotante. Nel 2003 sempre con il nuovo progetto 100cc fece suo anche il titolo europeo della Junior e nel 2004 quello della 100 ICA. Il palmares dell'azienda pesarese è andato sempre di più ad arricchirsi con la conquista del Mondiale KF nel 2013 e del Mondiale OKJ nel 2017, a cui si sommano 10 Coppe del Mondo e 14 titoli Continentali, totalizzando ad oggi 96 titoli Fia Karting. 

Franco Drudi, uno degli uomini che ha contribuito in modo concreto a questi successi lavorando 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, è stato felice di parlarne con noi, analizzando a fondo soprattutto le categorie senza cambio di velocità.
 
Quale è stato il segreto del successo, sportivo e commerciale, della TM?

Le nostre scelte politico-commerciali sono dettate dalla grande passione che abbiamo per questo sport e l’infinita riconoscenza a tutti i nostri clienti, piloti e preparatori, che ci hanno permesso di raccogliere tutti questi successi e tantissimi titoli che, devo confessarti, facciamo fatica a ricordare tutti. La nostra politica la conoscono tutti: TM Kart cerca di mantenere i prezzi bassi sia dei motori, sia dei ricambi, senza però rinunciare ad una qualità costruttiva e a materiali di massima qualità. I piloti e i preparatori che scelgono TM partono sempre alla pari tra loro. Domenica, a Valencia, avevamo 81 piloti nelle classi OK e OKJ: ognuno di loro aveva lo stesso materiale e, motoristicamente, erano tutti sullo stesso piano. Per noi è un punto di orgoglio, visto che ognuno aveva i suoi motori in quanto TM Kart non offre servizio di noleggio motori. 

Vi sentite meno forti nella OK rispetto alla OKJ?
Assolutamente no, il motore c’è anche nella OK. Il problema è che il kart di oggi è estremamente difficile e basta una piccola imperfezione nel pacchetto motore/telaio/pilota/gomme per non vincere.
 
Cosa pensi della OK, sia nelle gare nazionali che internazionali?
La OK è un successo. Costa poco, è molto performante e non c’è un’evoluzione esasperata che possa mettere fuori gioco i piloti sotto il punto di vista motoristico. E questa è una gran cosa. Non a caso, arrivata la OK, i trofei monomarca hanno subito un drastico ridimensionamento. Era quello che ci voleva per rilanciare le classi monomarcia.
 
Un grande passo avanti, quindi, rispetto alla fallimentare KF…
Vedi, con la KF è stato fatto un grosso errore: quello di partire con 3 categorie senza l’indispensabile periodo di sviluppo. Per noi della TM si doveva partire almeno per il primo anno solo con la Super KF in modo da capire dove erano i problemi e risolverli prima di mettere i motori sul mercato. I problemi dovuti alla frizione, ai cablaggi e a tutto il resto fecero sì che questa categoria morisse. Ma non tutto è andato perso: i motori OK sono semplicemente dei KF semplificati e beneficiano dello sviluppo di questi ultimi. Oggi i costi di sviluppo del OK sono ridotti all’osso perché dietro c’è stato il sacrificio della KF: in pratica i motori OK hanno lo stesso costo di sviluppo dei motori 100 delle ultime stagioni, dove gli aggiornamenti erano ridotti all’osso…
 
Il 100: quando iniziaste nessuno sembrava credere che un costruttore di motori 125 potesse vincere anche nella 100, invece voi avete sovvertito ogni pronostico laddove nessuno era mai riuscito prima.
Sì, è vero. Noi abbiamo avuto la fortuna e il merito di aver lanciato un nuovo motore, proprio come quando costruisci una casa partendo dalle fondamenta. Gli altri hanno ristrutturato vecchie case e, si sa, la differenza tra una casa nuova e una vecchia ristrutturata è consistente.
 
Quanto è contata l’esperienza della TM nella costruzione dei motori 125 per la nascita del 100? Ad esempio il vostro cilindro era molto più moderno concettualmente, anche come quantità di liquido circolante, rispetto alla concorrenza, che aveva invece cilindri enormi di concezione sorpassata.
Il cilindro ebbe una grande importanza, ma partimmo da zero perché non usammo nulla del 125, avendo la canna in ghisa nel monomarcia. Posso dire che tutto in quel motore era innovativo. Il carter, ad esempio, era studiato per far circolare tanta aria di raffreddamento, c’era poco alluminio anche intorno ai cuscinetti, ma era sufficiente a garantire un perfetto equilibrio tra rigidezza e scambio termico. I primi TM 100 furono una pietra miliare. Fu il motore che cambiò la classe 100 nella sua ultima fase.
 
Tornare alle origini, quindi a un kart a presa diretta, è stata la salvezza della classe monomarcia. Saresti favorevole alla introduzione della frizione centrifuga e dell’avviatore esterno per la OKJ, vista la difficoltà di ripartire per i piloti più giovani?
Io non toccherei questo regolamento, che funziona e ha dei costi ragionevoli per quanto possa esserlo al giorno d’oggi. La frizione è sempre un elemento in più, un costo e un elemento su cui poter fare astuzie che a noi non vanno assolutamente giù. Con il regolamento sportivo di oggi, se ti giri ad una manche non succede nulla e puoi ancora vincere. Abbiamo cercato di ridurre il peso per questioni di sicurezza, ma non ci si riesce. E poi, questo è evidente, i piloti di oggi sono più alti e pesanti di quelli di una volta.
 
Cosa ci dici delle verifiche tecniche? Sei soddisfatto?
Direi di sì, anche se c’è da dire che si da sempre troppo peso al motore mentre c’è altro che bisognerebbe guardare in verifica. Se io dovessi agire scorrettamente, parlo per assurdo, lo farei sulle gomme: le gomme fanno una differenza mostruosa. Limare 3/10 di secondo con un motore è difficilissimo, con 4 gomme giuste togli molto di più spendendo meno. Oggi ci sono prodotti che non puzzano come una volta e scoprire chi bara è difficile, ma non impossibile. Credo che questa sia una cosa che vada tenuta sotto controllo: la CIK FIA deve garantire la regolarità delle competizioni e punire pesantemente chi aggira i regolamenti.
 
TM Kart non ha mai pensato di organizzare un suo monomarca?
No, non ci è mai passato per la testa. TM Kart è un’azienda che nasce dalla passione di Claudio Flenghi per i motori e per il kart. Claudio ci ha lasciati all’improvviso e, ancora oggi, abbiamo soltanto imparato a convivere con questo dolore. Ma non dimentichiamo i suoi insegnamenti e il suo desiderio di competizione, di confronto. Nei monomarca non c’è un confronto, non c’è una competizione per noi, quindi si ridurrebbe soltanto a una questione economica. Preferiamo vendere i nostri motori in categorie dove c’è un confronto tecnico e dove i piloti e i team possono decidere con quale materiale correre, anche valutando il rapporto qualità/prezzo, che per noi è sempre molto importante. 

 

Created by: cggiuliano - 27/03/24

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