Intervista esclusiva a Susie Wheldon: “I miei ragazzi cresciuti in pista, come se Dan fosse qui”

Columns: Intervista
Il motorsport a volte può essere fonte di dolore, ma anche un terreno di rinascita e di grande riconoscimento identitario. La storia della famiglia di Dan Wheldon, di sua moglie Susie e dei due giovanissimi Sebastian e Oliver è diventata un documentario appena uscito e già vincitore di diversi premi, “The Lionheart”. Abbiamo incontrato Susie Wheldon in occasione dell’uscita del film, per parlare di Dan e dei suoi ragazzi, piloti emergenti in uno scenario molto particolare. (fm)

Quando pensiamo ai genitori - specie ai papà - nel nostro sport, non sempre pensiamo a qualcosa di bello da raccontare. Per tanti motivi, quella che all’inizio è una passione da trasmettere finisce per diventare una ricerca assoluta del risultato nella quale la crescita personale passa in secondo piano e molto del potenziale educativo dello sport viene a mancare. Le storie memorabili però di padri e figli nel motorsport non mancano e in questo quadro d’insieme, quella di Dan Wheldon e dei suoi due ragazzi è sicuramente unica nel suo genere.

ome molti sapranno, il pilota inglese – kartista noto in Europa ai tempi di Pantano, Button, vincitore anche di una Coppa del Mondo a Suzuka in Formula A, e di una prova del Campionato Europeo in Formula A a Mariembourg – è tragicamente scomparso nel 2011 in un terribile incidente occorsogli in una gara di Formula IndyCar sul circuito ovale di Las Vegas. All’epoca Dan, che negli USA aveva conosciuto e sposato Susie, era già il papà di due bambini: Sebastian, di tre anni e Oliver, appena nato.
Lasciamo che sia Susie, a parlarci di come siano andate le cose da lì in avanti e di come sia a volte dura fare coesistere la realtà di avere perso Dan nel motorsport e vivere in prima persona l’esperienza di avere tutti e due i figli impegnati nella stessa carriera del padre e di come si sia resa conto che forse questo è l’unico modo che i ragazzi hanno avuto – e avranno – di crescere con loro padre al loro fianco.

Quando e perché hai messo i tuoi bambini su di un kart la prima volta?
«In effetti non c’è mai stato un piano preciso per far iniziare i ragazzi a correre. Dan ne parlava ovviamente e voleva che i ragazzi corressero, ma non avevamo nulla di pianificato. Erano così piccoli quando Dan è scomparso, Sebastian aveva 2 anni e Oliver 7 mesi. Sapevo che io, nell’eventualità, avrei sempre dato loro questa opportunità, ma alla fine, se avessero voluto seguire la stessa strada del padre o meno, doveva essere una loro decisione. Quando Sebastian aveva circa 4 anni, gli è stato regalato un kart. Siamo andati in una pista qui vicino dove abitiamo a St. Petersburg, in Florida e ha iniziato a girare, per gioco. Anche se era piuttosto rilassato, ho subito capito che gli piaceva molto e aveva un istinto naturale su come gestire il kart. Da lì abbiamo semplicemente fatto delle giornate in pista a provare fino a quando non ha compiuto 5 anni ed è stato autorizzato a partecipare a qualche evento di livello nazionale. Ho capito abbastanza rapidamente quanto intensa possa essere la scena del karting e quanto pressione alcuni di questi ragazzi subiscano già da giovanissimi. Sapevo che se i miei ragazzi avessero seguito questa strada, avrebbero avuto molte pressioni e aspettative su di loro già a causa di chi era loro padre e non volevo esporli a tutto ciò troppo presto. Quindi ho deciso di concentrarmi solo sui test in pista qualche piccola gara a livello di club. Non siamo tornati alla scena nazionale dei kart fino a molto tempo dopo, quando Sebastian aveva quasi 10 anni.»

Dall'esterno, sembra una storia difficile: correre ha implicato qualcosa di tragico per la tua famiglia, ma invece di arrenderti, hai scelto di continuare ad amare ciò che Dan amava da sempre, indossando un casco e correndo. Sono sicuro che sia difficile da comprendere per alcune persone, specialmente per coloro che non hanno un background nel motorsport. Correre ti ha tolto la persona più importante della tua vita, ma ti ha anche dato tanto. Come concili queste due cose?
«Trovo molto conforto in pista. Quando la gente chiede, "Come fai a lasciare correre i tuoi ragazzi dopo quello che è successo? Non hai paura?" La mia risposta è: non è mai stata una mia decisione, è stata sempre una decisione loro. Come posso imporre loro le mie paure se è qualcosa che loro vogliono fare? In fondo, è il mio amore incondizionato per Dan che mi ha tenuto su questa strada e l'amore per i miei ragazzi e vederli perseguire la loro passione. Questo è ciò che desidera qualsiasi genitore.

Ricapitoliamo insieme i momenti salienti dei ragazzi nel karting e quali programmi ci sono per il 2024.
Entrambi i ragazzi hanno iniziato a correre a livello nazionale nel 2019 con JC Karting, sotto la direzione di Leo Colman. Hanno ottenuto buoni risultati e vinto molte gare. Oliver ha vinto il Campionato della SKUSA Winter Series nel 2020 (categoria micro) e il ROK Florida Winter Tour nel 2020 (categoria micro) e nel 2021 (categoria mini). Entrambi i ragazzi hanno vinto il Campionato della SKUSA Winter Series nel 2022, Sebastian nella categoria junior e Oliver nella mini. Nel 2021, Andretti Global ha inserito i ragazzi nel suo programma junior, ed è stato fantastico avere il loro sostegno e la loro guida. Ovviamente, Michael Andretti ha una vasta conoscenza nel settore, oltre ad essere una leggenda dello sport ed è anche una relazione molto speciale per i ragazzi, dato che questa fu la prima squadra per cui Dan ha corso quando è arrivato in IndyCar nel 2003 e quella con cui ha vinto la sua prima Indianapolis 500 nel 2005, sembra un cerchio che si chiude in un certo senso.
Attraverso il team Andretti, i ragazzi hanno anche un enorme supporto, necessario in questo campo, attraverso Gainbridge. Nel 2023, Sebastian è infine passato alle monoposto F4 e ha gareggiato nella Skip Barber Racing Series. Ha vinto 6 gare e ottenuto 13 podi, conquistando il titolo di campione. Nel 2024 gareggerà nel Campionato USF Juniors con VRD sotto la direzione del proprietario del team Dan Mitchell. La stagione è iniziata a febbraio a Sebring International Raceway con la YACademy Winter Series dove Sebastian ha segnato la pole e vinto Gara 1. Ha poi ottenuto un terzo posto (Gara 2) e un secondo posto (Gara 3). Il secondo turno si è svolto a Homestead-Miami Speedway dove ha ottenuto un altro podio (Gara 1, P2). Oliver ha invece iniziato i test sulla vettura F4 alla fine del 2023 e passerà a gareggiare nel Campionato Skip Barber Racing Series quest'anno. La prima gara si è svolta a Sebring International Raceway il fine settimana del 1-3 marzo, dove Oliver è riuscito a salire sul podio in gara 2.

Parlando di Oliver: è molto giovane, ha appena compiuto 13 anni. Come sai in Europa le regole sono diverse e sono necessari 15 anni per guidare una macchina da corsa: non pensi anche tu che possa essere un po' presto passare dai kart alle auto?
«Oliver ha compiuto 13 anni a marzo e non ha iniziato a testare le F4 fino alla fine dell'anno scorso. Penso che come genitore tu solo debba, con l’aiuto di un coach esperto appunto, decidere se tuo figlio è pronto, non è solo una questione di età. I kart forniscono una solida base su cui costruire nel motorsport, ma non sempre si traduce nelle auto allo stesso modo. Un bambino che vince sempre nei kart potrebbe non adattarsi facilmente alle auto e viceversa. Potrebbe non essere il momento giusto per tutti, ma questo è uno dei grandi vantaggi delle corse negli Stati Uniti, dà l’opportunità di passare attraverso le categorie junior già a 13 anni se qualcuno è pronto.»

Cosa hai apprezzato di più negli anni di karting dei tuoi ragazzi?
«Ricorderò sempre agli anni di karting dei ragazzi con tanto amore. Abbiamo potuto trascorrere così tanto tempo insieme e li ho visto diventare i fantastici ragazzi che sono oggi, sia in pista che fuori, è stata una delle mie gioie più grandi. Hanno così tanti modi di fare che mi ricordano il loro papà, e alcuni sono particolarmente evidenti in pista. Le loro espressioni facciali, i gesti, il modo in cui si preparano a salire sul kart, mettendo il casco, etc sono piccoli dettagli che mi ricordano Dan e il modo in cui affrontava le corse. Ed è in quei momenti che trovo il maggior conforto e la maggior rassicurazione che questo è esattamente il posto dove i ragazzi sono destinati a essere. Non c'è dubbio che questa sia la loro strada.»

Qual è la cosa migliore che le corse ti hanno dato in questi anni e cosa auguri ai tuoi ragazzi? Cosa pensi che Dan penserebbe se fosse qui?
«Le corse hanno offerto a me e ai miei ragazzi una opportunità di guarigione dal dolore in un certo senso. Mi hanno dato uno scopo e la motivazione per andare avanti dopo la morte di Dan. E per Sebastian e Oliver le corse hanno dato loro l'opportunità di sentirsi connessi a loro padre. Non c'è posto dove possano sentirsi più vicini a Dan che quando sono in pista. Il mio desiderio per loro è che rimangano appassionati e affamati di questo amore per le corse mentre perseguono i loro sogni. Alla fine voglio che siano felici in qualsiasi cosa facciano. So che Dan sarebbe orgoglioso di loro, come qualsiasi padre lo sarebbe. Sebastian e Oliver sono il lascito di Dan. Per loro, portare avanti quel lascito è il regalo più grande per lui. So che se Dan fosse vivo, i ragazzi sarebbero probabilmente sulla stessa strada su cui si trovano ora. Potrebbe sembrare un po' diverso, ma alla fine la destinazione sarebbe la stessa.»
 

Created by: fmarangon2 - 30/03/24

Naviga le Rubriche

RACES

INTERVIEWS

ON THE TECHNICAL SIDE

FROM KART TO F1

SIM - Racing Simulator

OPINION

PROSSIME GARE

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato sulle ultime notizie dal mondo del kart!