Terry Fullerton: colui che trasformò Senna da ragazzo in uomo

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I due furono compagni di squadra in DAP dal 1979: in quegli anni il ragazzino venuto dal Brasile venne forgiato dall’esperto pilota Inglese, mettendo le basi per un futuro da ‘cannibale’ in auto. (fm)

Se e quando si parla del Senna kartista, cosa frequente in questo trentesimo anno dalla sua scomparsa, non si può prescindere da Terry Fullerton. Perchè i duelli in pista tra loro furono epici, ma anche e soprattutto perché fu Senna per primo ad ergere l’Inglese tra i più grandi piloti con i quali si fosse confrontato e dal quale ha sempre dichiarato di avere imparato tantissimo: come molti sanno, fu pochi mesi prima del suo tragico incidente e con già tre titoli mondiali di F1 alle spalle, nel 1993, che Ayrton rispose “Fullerton” alla precisa domanda su chi fosse stato il pilota, sfidando il quale, aveva provato la massima soddisfazione sulla pista: non Prost, non Mansell, né Piquet ma un kartista, di sette anni più grande di lui, che nella vita fu solo e semplicemente un kartista. Sconosciuto (com’è ovvio che sia, essendo il karting uno sport di nicchia) alle masse, quel giorno molti andarono a cercare (e non c’era Google) chi fosse Fullerton, per poi sicuramente scoprire che il karting era fatto di campioni che in qualche occasione potevano contare sull’evanescente soddisfazione di aver battuto in pista un futuro campione di Formula 1: quel campione che ad anni di distanza ancora ricordava quale piacere fosse sfidarsi sulla pista nella maniera più pura, perché quello era il karting: pura guida, pura gara.

Fullerton fu per Senna anche un maestro della preparazione della gara, della cura per i dettagli, delle prove nelle quali niente può essere lasciato al caso. I due furono sì grandi rivali, tanto da arrivare a lavorare sotto a due tende diverse pur facendo parte dello stesso team, ma dall’inglese Ayrton imparò a provare in modo scrupoloso prima della gara diversi telai con diverse regolazioni, diversi motori, le gomme, a prescindere dalla gommatura della pista nei giorni di gara per capirne il reale comportamento e la resa che avrebbero potuto avere. Le prese, in alcuni casi, come alla Coppa dei Campioni a Jesolo nel 1980, ma fu anche capace di vendicarsi a modo suo, come quando “Da Silva” (che ancora non aveva adottato per le corse il cognome della madre) spinse il ‘fratello maggiore’ Terry nella piscina dell’albergo, completamente vestito. Se Senna è stato, oltre che il Campione gentile ed educato lontano dalla pista, spietato come pochi con la visiera abbassata, potete giurarci, è anche e soprattutto grazie agli anni passati al fianco di Terry Fullerton.

 

Created by: fmarangon2 - 15/05/24

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