Marco Ferazzini: dal rental alla OK-N passando per Briggs & Stratton

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24 anni, di professione impiegato, Marco vive in una piccola città di provincia del nord Italia. Il suo è un percorso esemplare nel karting e dimostra come si possano realizzare i propri obiettivi con budget limitati e senza aver cominciato da giovanissimi.

Il karting è spesso un’eredita per molti ragazzi, con il papà che ti porta in pista non appena è possibile. Non è propriamente il caso di Marco Ferazzini, che ha coltivato da bambino la passione per l’automobilismo insieme al nonno, per poi poterla mettere in pratica solo da adolescente.
«Papà ama il calcio, perciò l’input ‘familiare’ non è arrivato da lui bensì da mio nonno Mario. Lui amava moto, auto, tutto ciò che riguardava i motori in generale, ed è stato proprio lui a trasmettermi la passione per le corse nei 9 anni in cui sono cresciuto con lui, i più belli e spensierati della mia vita. Con lui seguivo la F1 - quando ancora erano i GP trasmessi in tv dalla Rai), e sognavo la pista con le mie macchinine in soggiorno: la passione per le auto è in me da che ne ho memoria.»

Come chiunque ami il karting, il ricordo della prima volta rimane indelebile: «La prima volta che ho provato un go kart a noleggio è stato a 14 anni, nella pista Happy Valley di Cervia, dove ero in vacanza: sono bastati 12 minuti per capire che nella vita avrei voluto fare il pilota, pochi mesi dopo, nel marzo 2016 prendo parte alla mia prima gara rental a Ottobiano su kart 4t Birel Subaru 210cc concludendo 20esimo su 26 partecipanti.»

Dal 2016 al 2018 Marco partecipa ad un campionato rental 'sprint': «Sempre a Ottobiano, la pista più vicina a casa, ho gareggiato con dei con Birel 210cc e poi con i più potenti Sodi 390cc. Nel 2018 con 5 vittorie potevo giocarmi il titolo, ma per un infortunio ho dovuto saltare una gara e quindi la possibilità di vincere è sfumata. Il livello era molto alto nonostante fosse solo un campionato “locale”, infatti i migliori di quelle annate oggi corrono nei migliori team endurance del nord Italia, e mi fa piacere ritrovarli in pista ogni tanto. Non mi allenavo molto. Una volta al mese, dopo la scuola, andavo in pista insieme a papà e con 20 euro facevo un turno con kart a noleggio fino a quando, negli anni a seguire, ci andavo solo per le gare.»

Il Rental è un ambiente dove dopo un po’ ci si conosce tutti e chi va forte non passa inosservato: «Mi venne proposto da un team (Team Thunderbolt ) che prendeva parte a gare endurance di gareggiare con loro, in quel primo caso per sostituire un loro pilota, era la 8h di Franciacorta by CRG, dove conquistammo un ottimo secondo posto; dal 2019 diventai ufficialmente pilota del team Thunderbolt con cui presi parte alle prime endurance più prestigiose anche lontano da casa, che mi hanno permesso di guidare nelle piste più belle e partecipare alle prime 24h d’Italia: con quella del 2024 sono ormai 6 le 24h a cui ho preso parte.»

E’ naturale, a quel punto, cercare qualcosa di più perché lo sappiamo, nel karting l’appetito...viene mangiando. «Il mio obiettivo era il Campionato Briggs & Stratton organizzato da Crg, dove si gareggia con dei veri mezzi racing, ma pur avendo preso parte a dei test, pur risultando uno dei più veloci in pista in quell’occasione, i costi rimanevano per me un po’ troppo alti: nonostante l’allettante proposta di un team di unirmi a loro dovetti rinunciare, anche perché nel frattempo proseguivo nell’endurance. Un modo dovrà pur esserci, mi dicevo, e con il dovuto impegno sono riuscito a procurarmi qualche piccolo sponsor che mi ha permesso di realizzare il mio obiettivo per il 2021, prendere parte a tutto il Campionato Briggs & Stratton. Quell’anno con il Team Paprika, lo stesso che mi aveva inizialmente proposto di correre con loro, fui 4° in campionato con 7 podi, l’anno dopo secondo in Campionato grazie a tre vittorie e nel 2023, dopo essere passato al Team Copat Ferlito, sono riuscito nuovamente a fare secondo nel Campionato, riuscendo a ripetermi nel numero di vittorie: quelli nella Briggs sono stati anni stupendi.»

A dirla tutta Marco aveva già provato, parallelamente, a cimentarsi con il due tempi e il feeling c’era stato fin da subito: «Ho sempre voluto misurarmi con kart sempre più veloci e difficili da guidare, in gare e campionati sempre più competitivi e ahimè, costosi, perché penso che nello sport sia importante mettersi in sfida con se stessi e con gli altri costantemente per aumentare sempre di più il proprio livello.»
Dopo qualche risultato interessante alla guida di un X30 in gare minori, alla fine ti sei orientato sulla OK-N, quali pro e quali contro a tuo parere.
«Nella scelta mi sono fatto guidare dal team, è il loro mestiere ed è giusto accettare i consigli, ma a me la OK-N piace proprio per il fatto che non sia un monomarca, quindi sia la telaistica che la scelta del motore sono liberi. È una categoria molto giovane e questo mi mette alla prova sia fisicamente che mentalmente: con quasi zero esperienza su questi mezzi é molto difficile per me stare al passo di ragazzi 16enni che guidano questo kart ogni settimana.»
Cosa trovi veramente challenging in questa categoria, qual è la parte difficile rispetto a tutto quello che hai guidato prima?
«Non mi vergogno a dirlo, penso di essere tra i piloti OK-N con meno budget in assoluto. Giro con il due tempi una volta al mese e solo in occasione dei weekend di gara perché i costi sono troppo elevati per me. Nel weekend di Cremona ho visto tutti i miei compagni e avversari provare set di gomme nuove venerdì e\o sabato, io invece le ho montate direttamente in qualifica domenica sempre per motivi economici; non posso permettermi di comprare altri treni oltre a quello che userò per la gara. Nonostante questo però il weekend è andato benissimo lo stesso chiudendo in p5 su 17. Questo è davvero challenging, essere protagonista anche in queste categorie dove ho pochissimo allenamento alle spalle, a differenza dei miei avversari.»

Cos'hai imparato dalla guida dei Briggs?
«Nonostante siano poco considerati da chi gareggia nelle categorie due tempi, i kart a quattro tempi permettono di costruire il proprio stile di guida, ed insegnano ad essere costanti di giro in giro, per poi saper guidare ogni tipo di kart, partendo proprio dai rental. I kart Briggs nonostante siano 4t e quindi non particolarmente potenti, hanno un telaio racing molto competitivo, che permette di imparare uno stile di guida che sarà molto utile anche nelle categorie superiori dove si utilizzano i motori a due tempi. Io personalmente mi sono trovato benissimo nei primi test su kart da competizione a due tempi molto più potenti, fondamentalmente grazie a quello che ho imparato guidando il Briggs, l’ho applicato da subito e la guida del monomarcia puro è pressochè la stessa.
Sei arrivato fino a qui soprattutto grazie ad un piccolo gruppo di sponsor, come li hai trovati e che consiglio hai per chi come te vuole coronare un sogno?
“Solo uno dei miei attuali sponsor mi segue fin dagli inizi, gli altri invece sono più recenti; ogni stagione però il budget aumenta rispetto alla precedente, grazie a nuovi sponsor che mi danno fiducia. Non è facile dare un consiglio: sicuramente è importante dare ai potenziali partner una buona visibilità e dare una buona immagine di sé sia sportiva che umana per attirare l’attenzione e far si che gli sponsor si interessino a te. Sono una persona abbastanza riservata e tranquilla nel privato, non posterei quasi mai sui social cose mie, ma per le gare invece mi aiuta parecchio: grazie ai social posso farmi conoscere dalle aziende quindi cerco di sfruttarli al massimo. Tutti i miei sponsor sono aziende o attività locali quindi conoscere qualcuno all’interno di queste realtà è fondamentale per ‘buttarsi’ e chiedere.»
Ne abbiamo parlato solo bene: c’è qualcosa che non ti piace del Karting?
«Io amo il karting però penso che gli alti costi che comporta praticarlo ad alto livello siano penalizzanti, trasmettendo l’idea – e purtroppo è abbastanza vero – che i soldi siano la base di tutto. Purtroppo poi a livello di comunicazione e media non è equiparato ad altri sport motoristici dei quali meriterebbe perlomeno la stessa attenzione: il karting dovrebbe essere trasmesso in TV, anche perché i professionisti di questo sport sono veri ‘atleti’ al pari di calciatori, tennisti etc..anche perché nel karting lo sforzo fisico e mentale è tra i più duri in assoluto.»






 

Created by: fmarangon2 - 23/05/24

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