Coppa dei Campioni ASI, Pista Azzurra, Jesolo

Columns: Kart Leggendari
La mostra annuale Jesolo ASI Go Kart show svoltasi nel weekend del 19 maggio è diventata il principale raduno di kart d'epoca in Europa. La manifestazione elencava 245 iscritti (by Frank Weir)

Sulla pista Azzurra di Jesolo erano presenti molti kart esposti a potenziali nuovi proprietari, oltre ai venditori che offrivano vari pezzi di ricambio come cerchi, mozzi, motori, componenti dell'asse posteriore, fuselli anteriori e parti in plastica. Molti di questi pezzi erano articoli nuovi rimessi in produzione, come i volanti DAP, sedili in fibra di vetro e altri vari componenti.

L'ASI, per la manifestazione, ha diviso i kart in sei sezioni: CIK 1, CIK 2, CIK 3, CIK 4, Moderni e kart che hanno partecipato alla Tony Kart Historic Cup. 
27 gli esemplari catalogati come CIK 1 (prodotti dal 1956 al 1964); 24 i kart CIK 2 (1964-1971); 36 CIK 3 (1972-1980); CIK 4, kart realizzati dal 1981 al 1985, rappresentavano il gruppo più numeroso con 65 partecipanti; altrettanto numerosa la categoria Moderni (1985-1990), con 57 partecipanti. La Tony Kart Historic Cup ha registrato 63 iscrizioni, con kart dal 1991 al 2002.

Come previsto, il gruppo CIK 1 comprendeva motori raffreddati ad aria e pneumatici duri. Bisognava avere qualche anno sulle spalle per riconoscere i kart in questa sezione. Molti Italkart dell'epoca hanno partecipato alle attività in pista, tra cui un bellissimo Gran Prix Nassau alimentato da due motori Garelli, nonché un Italkart Record del 1962 alimentato da due Komet K12. Un Silvercar Hurricane del 1960, equipaggiato con un moderno motore Honda per poter essere guidato all'inizio della parata, era facilmente riconoscibile per il suo serbatoio del carburante dalla forma elegante montato dietro la parte superiore del telaio del sedile. Era presente anche un Bug Wasp del 1960, realizzato in California nei primi anni '60 e alimentato da un West Bend 820. Un altro veicolo d'epoca era un Hess/McCulloch MC7 del 1963 di proprietà di Andreas Kohler. Il kart è stato acquistato come kit di parti ed è stato costruito secondo la 'Carta di Torino'. In seguito, il sedile originale e il fondo sono stati sostituiti poiché nel 1963 la Hess offriva sedili e fondi in plastica rinforzata con fibra di vetro, che sostituivano il pianale in metallo e il retro del sedile che prima erano uno standard. Il sedile sagomato eliminava la necessità di tappezzeria, risparmiando peso. I kart Hess erano scherzosamente chiamati 'T34 tank' per la loro costruzione robusta e pesante; un modo di dire tedesco.

L’appassionato veterano francese di karting d'epoca Claude Braye ha presentato un Thunderkart del 1961, realizzato a Courbevoie, in Francia. Claude ha anche guidato un kart Tecno Espadon del 1972 alimentato da un Parilla HF17. Il kart è stato progettato da Franco Baroni, il preparatore di motori dietro i successi di François Goldstein nel Campionato Mondiale di Karting. Si diceva che Baroni avesse venduto il progetto al produttore francese di kart Sovame, che era anche l'importatore francese di Tecno. All'epoca, Tecno forniva a Sovame i componenti per costruire i loro telai e i loro recentemente acquisiti kart 'Baroni'; così il kart Baroni divenne noto come Tecno Espadon (Pesce Spada).

Nel campo francese erano presenti anche un Globb/Garelli e un Faman/Sthil, entrambi del 1961. L'amico di lunga data di Claude Braye, Matteo Nicolle, ha presentato un interessante modello Go Kart Aero del 1992 equipaggiato con un Parilla TT36. Sebbene chiamato Go Kart, la società che costruì il telaio non era in alcun modo collegata alla Go Kart Manufacturing Incorporated, di proprietà di Duffy Livingstone, che fallì nel 1963, momento in cui il nome Go Kart fu acquisito da Fox Go Boy Karts del Wisconsin.
Matteo ha spiegato che il modello Go Kart Aero era fondamentalmente un'idea di produttori di kart a cambio su cosa potesse funzionare su un kart a trasmissione diretta. 
Un Sodi Futura 1994/Kilt KV103, di proprietà del danese Frederik Husted, era un altro rappresentante del design innovativo dei kart francesi. Sapendo che Sodi si era evoluta da Dino, è ironico scoprire che un danese ora possiede un kart Sodi.

Un altro kart degli anni Sessanta che ha risvegliato i ricordi di chi scrive era il Jet/Parilla GP15 del 1963 di Allan Christensen. Allan, un danese, ha spiegato che le condizioni in cui aveva trovato il kart richiedevano la fabbricazione e il montaggio della parte sinistra del telaio e dei supporti per il montaggio del sedile. Allan era in una collezione di kart Dino dove un gentiluomo mostrava orgogliosamente un kart Dino International equipaggiato con un motore Dino orizzontale. Il gentiluomo si rivelò essere il leggendario Mr. Dino, ora ottuagenario.

Un Tony kart di vecchia data, dotato di un motore Bultaco da 125 cc, rientrava nella categoria CIK Division 1, così come un telaio di forma simile ma realizzato da Italkart e alimentato da un Rumi bicilindrico da 125 cc. Molti dei kart Landia restaurati impeccabilmente da Evert Boss, in licenza temporanea dal museo di Joost Van de Hul nei Paesi Bassi, davano l’impressione che un premio gli sarebbe spettato di sicuro. Un Landia Banbury circa 1961/Parilla V11 e un Landia Astro del 1978 mi riportano alla mente gloriosi ricordi.

In tutte le divisioni CIK, i produttori italiani erano rappresentati da vari modelli di All Kart, Birel, BM, Clambo, CRG, DAP, First, Gold, Italcorse, Jolly, Kali, PCR, Sirio, Tecno, Tony e Top. Esempi raffinati di kart realizzati da costruttori tedeschi come Mach 1, Taifun e LZ hanno aiutato a tenere alta la bandiera del Klassic Kart Klub di Germania, diretto dall'entrant/pilota Gernot Stoecker con il suo McCulloch 200/MC7.

Il Regno Unito era rappresentato dal British Historic Kart Club. Il contingente britannico, da lungo tempo sostenitore del meeting di Jesolo, ha portato all’evento sia kart a trasmissione diretta che a marce. Il Zip Mark II/Komet K33 di Pete Adam meritava un premio, così come il BM/BM di Jeff Donovan. Il Blow Viking/Komet K77 di Tony Barkas, con la sua colonna dello sterzo a giunto snodato, era unico per quanto riguarda questa soluzione presenti all'evento. Si potevano osservare anche esempi di telai di Zip, Stratos, Lane, Lancer, Fullerton, Gillard, Anderson, Kelly, Deavinson, Miere e Phoenix, tutti prodotti nel Regno Unito in vari decenni. Il Phoenix/Yamaha TD3 di Daniel Thompson era probabilmente il kart più veloce sul dritto nel contesto dell’evento, e Steve Cowell è stato particolarmente felice di ricevere un premio al suo raro Kellykart/Vortex VR95.

Emilio Jarque Martinez e suo padre, che era l’anello trainante dietro i motori e i kart Strak (Strak è kart scritto al contrario, geniale, no?), avevano uno stand molto informativo vicino all'ingresso dei box, dove esponevano tre kart e motori Strak; padre e figlio Martinez giunti dalla Spagna.

L’esposizione includeva due modelli diversi di kart Speedmaster restaurati impeccabilmente e fabbricati a Zurigo; entrambi avevano tutta l’aria di essere pezzi da collezione. Il modello Tornado del 1971 e etichettato come Tipo 63, probabilmente fabbricato nel 1963.
L'elenco degli iscritti alla manifestazione includeva kart BRM, CMP, Koszalin, Patriot, CMP e Sonder.

Alcuni dei kart presenti nella classe Moderna erano equipaggiati con motori raffreddati a liquido, motori a marce e parti di carenature obbligatorie come quando i kart furono prodotti.

Molte personalità del karting di un tempo, come Peter De Bruijn, campione del mondo di karting nel 1980, ha partecipato alla manifestazione insieme al suo kart Swiss Hutless vincitore a Nivelles, fabbricato da lui stesso! Il kart CRG/Rotax con cui Jan Magnussen vinse il Campionato Mondiale di Karting nel 1990 era un altro kart interessante presente nell'area coperta dei box. 
Il CRG/Rotax di Magnussen era dotato di ruote da 6 pollici ed è stato guidato in pista da Lorenzo Travisanutto domenica mattina. 

Il tempo in pista è stato diviso in modo efficiente al minuto e tutti hanno avuto modo di effettuare molti giri sullo storico circuito italiano, che è ancora operativo nonostante sia quasi al centro di Jesolo; è facilmente raggiungibile a piedi dalla strada principale dell'attraente località balneare.

Le attività in pista si sono concluse intorno a mezzogiorno di domenica con la tradizionale presentazione con partenza dal paddock guidata da una troupe di ragazze in uniformi scintillanti. La parata era composta dai diversi gruppi internazionali partecipanti, provenienti da Germania, Paesi Bassi, Polonia, Francia, Danimarca, Spagna e Regno Unito, oltre al grande gruppo di italiani ospitanti. Riccardo Patrese, campione del mondo di karting nel 1974, era l'ospite d'onore principale.
A seguire si è svolta la cerimonia di premiazione durata quasi 2 ore; I premi assegnati sono stati molti. Il premio Best in Show è andato a un DAP Silver Carrera/DAP T80 del 1976; sono stati prodotti solo 25 esemplari.

L'appuntamento è per la prossima edizione in programma sempre a Maggio sulla pista Azzurra di Jesolo. Da non mancare

Created by: cggiuliano - 23/05/24

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