Capire la Junior per capire il karting moderno

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In una lunga chiacchierata con Mariano De Faveri (Kalì Kart Racing Team) siamo scesi nei dettagli di uno dei passaggi chiave per i piloti di oggi, quello dalla Minikart alle classi Junior. Ne è venuto fuori un quadro molto ampio, che abbiamo approfondito grazie all’uso esclusivo della telemetria del Team Ufficiale Kalì Kart.(fm)

Nel karting moderno si parla molto di Minikart, a torto o a ragione, perché l’abbassamento dell’età per accedere alla filiera dell’automobilismo FIA a 15 anni ha inevitabilmente avuto grandi ricadute sulla base della piramide che vede da sempre il karting alla base. Tuttavia, trattandosi di uno sport il cui livello professionistico – perlomeno se intendiamo un alto livello di mezzi e tecnici impegnati, dato che difficilmente a 12/13 anni possiamo parlare di atleti professionisti - coinvolge ragazzi in una fase di sviluppo fisico e mentale, considerate le elevate prestazioni dei mezzi e le innumerevoli implicazioni che questo comporta, capire le dinamiche di quel momento specifico può aiutarci a fare delle valutazioni molti interessanti sul karting in generale.

I regolamenti
Ricordiamo innanzitutto a quali regole risponde il passaggio dalla Minikart alle classi Junior. Qui parleremo primariamente delle classi Internazionali FIA e includeremo la nuova classe promozionale OKN-J, che può giocare – e sta giocando, perlomeno in Italia – un ruolo da game changer: in OKN-J si passa a 11 anni, in questo caso la soglia è stata adeguata a quella dei monomarca, dove nelle categorie Junior si può correre già a 11 anni. Quella per le categorie FIA internazionali rimane di 12 anni.
                                                   
Un cambio...di peso
La prima grossa variazione, quando si parla di Junior, è quella del peso: si passa dai 110 Kg (kart+pilota) della Mini Gr.3 ai 140 della OKJ considerando che buona parte dei piloti a quell’età non ha ancora completato – forse lo ha appena iniziato – lo sviluppo fisico, mentre il peso minimo di un pilota con equipaggiamento da gara deve essere, da regolamento, di 35 Kg. «In alcuni casi si può superare anche i 25 Kg di zavorra, la quale va posizionata principalmente sul sedile provocando l’irrigidimento di quest’ultimo e cambiandone il funzionamento - ci ha spiegato De Faveri - I problemi di setup che ne derivano per noi tecnici sono molteplici, uno banalmente nasce dal sedile che, parlando di un fisico ancora da bambini, è spesso piccolo e non riesce ad accogliere da solo tutta la zavorra che deve essere quindi sistemata in altre zone del telaio. C’è poi l’arretramento dei pedali per permettere a ragazzi ancora alti circa 1.35m di raggiungere freno e acceleratore oltre, spesso, alla necessità di montare un volante di diametro maggiore per rendere la guida più leggera.»

Non sono più capace? Prestazioni da ‘interpretare’: c’è sempre un motivo
Non è il solo incremento delle prestazioni a sconvolgere i ragazzi, che peraltro sono già abituati a mezzi parecchio veloci arrivando da una Mini nella quale le prestazioni sono notevoli per la loro giovanissima età. «Nella maggior parte dei casi - dice De Faveri - non ci si trova più a primeggiare per la vittoria o a lottare per una posizione di rilievo, data l’esperienza dei piloti che partecipano già alla categoria. Un pilota vincente e costantemente nei primi si trova improvvisamente a metà gruppo o peggio, nelle retrovie. Tornando a quando detto sopra in tema di peso, va fatta una importante distinzione: il peso corporeo di un pilota che si è sviluppato più precocemente che necessita di meno chili di zavorra. Pensiamo alla differenza corporea tra un dodicenne alto 1.65/1.70m, che pesa 55/60 Kg e un coetaneo alto 1.40m di 38/40 Kg). Questa disparità di zavorra comporta una notevole differenza di comportamento del mezzo che ha delle inerzie completamente diverse senza dimenticare che, in caso di incidente, un kart con 25 chili di peso aggiuntivo diventa anche più pericoloso. Peso ed esperienza giocano quindi un ruolo fondamentale nel raggiungimento delle prestazioni.»
 
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Gira che ti passa
A margine del discorso ‘prestanza fisica’ c’è anche quello relativo all’allenamento in kart. Vuoi perché giovanissimi, vuoi perché ‘girare in kart’ rimane il migliore allenamento possibile per questo sport, la differenza di giorni di test influenza la prestazione in gara. «Quando si gira poco ci si trova a stringere il volante più del dovuto o ad aggrappasi al serbatoio con le ginocchia – fa notare De Faveri – e questo comporta una perdita di lucidità. Un altro vantaggio dei molti giorni di test è la naturalezza della guida, e qui faccio un esempio molto semplice. Quando guidiamo la nostra auto personale che conosciamo molto bene, noi azioniamo tutti i comandi automaticamente senza guardare cosa facciamo, tenendo così la mente libera per pensare ad altre cose. Pensa invece a quando prendi un auto a noleggio: ci metti sempre un po’ a capire dove sono e come si azionano i comandi e la tua concentrazione è su di loro e non sulla guida. Nel karting è un po’ la stessa cosa: se non guidi spesso perdi gli automatismi e la mente rimane occupata sul guidare ed è più difficile pensare alle altre cose come la temperatura dell’acqua o dello scarico, oppure guardare i parziali sul display per capire se abbiamo migliorato o peggiorato in quel determinato settore. Un pilota deve tenere conto di molte altre cose in gara, non solo sul guidare il mezzo, e questo quando parliamo di decimi fa la differenza. Puoi essere bravo, di base, ma se non giri abbastanza quando vai a fare una gara sarai sempre un po’ più indietro dei tuoi avversari che provano tutte le settimane.» In effetti, non c’è una palestra migliore della pista: «Io posso garantirvi che anche i super top driver, quelli adulti, quelli della KZ, quando stanno per un lungo periodo senza guidare hanno bisogno di riprendere in mano il gokart e non sono performanti come chi ha girato ininterrottamente tra una gara e l’altra. Il karting di oggi è così, ma d’altra parte sono così un po’ tutti gli sport: se non lo fai tutti i giorni, perdi qualcosa, io non dico che sia giusto o sbagliato, ne prendo atto come di un dato di fatto.» conclude De Faveri

La prestazione pura
Il Team Kalì Kart ha condiviso con noi alcuni dati telemetrici (orientativi) relativi alla pista di Franciacorta per rendere l’idea di quale sia poi di fatto, la prestazione in termini di velocità e decelerazione a cui si va incontro in seguito al passaggio di categoria: un OKJ, al termine del lungo rettilineo della pista teatro dell’ultimo Mondiale OKJ, varia tra i 126 e i 128 kmh mentre i Mini, nello stesso punto, arrivano tra i 106 e i 108 kmh, entrambi a 14.000 rpm in quanto entrambi limitati elettronicamente. L’OKJ registra un tempo sul giro di circa 48.5 sec mentre con i Mini siamo intorno ai 53.5 (con un mezzo secondo eventualmente in meno in qualifica). Parlando di decelerazione, un OKJ in ingresso della prima curva decelera dai 128 kmh per circa 60 mt fino ad affrontare la circa a circa 65 kmh. Il Mini passa invece dai 108 ai 70 kmh di percorrenza (si, più veloce in percorrenza di curva dell’OKJ, ovviamente, a causa del peso inferiore) in 50 mt.

La parola al pilota
Cristian Blandino, classe 2011 (compirà 13 anni ad Ottobre) e pilota pluri vincente in Mini Gr.3, prima nella sua Sicilia poi a livello nazionale sia nell’Italiano che in WSK, ha da poco esordito in OK-N Junior, una categoria nazionale che fa da primo contatto con la categoria FIA. Ci ha confidato quali sono state le sue prime impressioni una volta salito su un kart Junior, confermandoci che per i piloti ancora molto giovani e in fase di sviluppo sono parecchie le sfide da affrontare: «Cambiano diverse cose ma soprattutto la frenata, perché arrivando molto più veloci bisogna imparare a utilizzare bene il freno facendo nello stesso tempo scorrere il kart.» Anche in bagarre non è più la stessa cosa, ci ha spiegato Cristian. «Nella bagarre in Mini ti potevi permettere di fare dei piccoli errori per poi recuperare grazie alla scia, mentre in OK devi essere più deciso, sicuramente. Per me l’altra grande sfida inizialmente è stata completare la mia prima gara in quanto sono un pilota molto esile e piccolo di statura e con 24 kg. di piombo, il kart diventa davvero molto pesante, soprattutto con la pista gommata. Chiaramente però, se dovessi scegliere tra Mini e Junior ti dico sicuramente OKJ perché mi piacciono molto la maggiore velocità e la grande accelerazione.»

Created by: fmarangon2 - 12/06/24

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