Le nuove carenature KG FR509, omologate 2025/2027, sono frutto di un accurato studio in galleria del vento per migliorarne l’aerodinamica, la distribuzione del carico sui due assi e, di conseguenza, le prestazioni del kart. Vediamo come.(pm)
Published: 29 Novembre 2024
Columns: Focus
Il kart, come tutto il motorsport in generale, si sta evolvendo in modo molto veloce e l’attenzione all’efficienza aerodinamica è sempre maggiore. Per lo sviluppo delle carenature FR509 omologa 2025/2027 la KG si è avvalsa delle migliori tecnologie nello studio aerodinamico, ovvero la CFD e la galleria del vento fisica. Analizziamo questi due strumenti.
Se tutti conosciamo, infatti, la galleria del vento fisica, la fluidodinamica computazionale (CFD) è la scienza che utilizza i computer per prevedere i flussi di liquidi e gas in base alle equazioni che governano la conservazione di massa, momento ed energia. I tecnici della GK hanno maturato una grande esperienza in questa materia, rispettando sempre e comunque il dettato regolamentare e, soprattutto, senza snaturare il concetto di kart.
Lo studio aerodinamico sul kart
Gli obiettivi di una progettazione e sperimentazione così sofisticate sono due: il primo è la riduzione del drag, ovvero la resistenza all’avanzamento; il secondo è una migliore distribuzione del carico sui due assi.
La galleria del vento è dotata di due bilance, una sull’asse anteriore e una sull’asse posteriore, con le quali viene valutato il peso (carico) non solo in verticale come una bilancia tradizionale (downforce o CZ), ma anche in senso di marcia che è il “Drag”, ovvero la resistenza all’avanzamento o CX.
Il fine di questo approfondito studio è stato quindi quello di di minimizzare il drag e distribuire il carico più omogeneamente tra i due assi piuttosto che un valore molto alto sul solo anteriore, dove è evidentemente più facile ottenere un simile risultato, partendo dalla simulazione in CFD con software sofisticatissimi per poi verificare e affinare i risultati in galleria del vento.
Rispetto alla configurazione precedente il guadagno in galleria, quindi dato certo e non simulato, è stato di circa 1 Kg (10N) a 80 km/h.


Vantaggi nel rispetto delle regole
Dalle immagini, le parti evidenziate in rosso rappresentano le zone di pressione e, ovviamente, più la pressione è elevata, maggiore sarà il drag e minore, di conseguenza, è l’efficienza aerodinamica e la prestazione velocistica del kart. La differenza tra le carene KG 507-508 e le nuove FR509 è facilmente intuibile proprio confrontando la riduzione delle zone di pressione e l’intensità di quest’ultima.

Il casco è ancora una zona importante apparentemente, ma non deve ingannare. In galleria, è stato possibile apprezzare il fatto che è una superficie molto curva con poco impatto fontale. Inoltre il casco crea, nella zona posteriore, una scia benefica (visibile nell’immagine) che compensa molto bene l’impatto frontale. Frontalmente non si potrebbe migliorare molto non permettendo il regolamento tecnico FIA al Nassau panel di andare sopra al filo superiore del volante.
Quello che invece offre una resistenza importante è il busto. E’ una superficie decisamente piatta ed estesa. Nella nuova versione 509 è evidente quanto sono diminuite le zone rosse sul petto e braccia: non a caso è la zona in cui si sono concentrati maggiormente i tecnici KG. Anche i piedi, che in passato erano molto esposti, oggi sono totalmente in ombra.
Importante notare che questo risultato è ottenuto con un minore impatto frontale, abbassando l’ingresso del tunnel il più possibile per togliere della zona di pressione al centro dello spoiler stesso.
Le branchie a squalo non sono assolutamente casuali ed estetiche. Senza si creava nei primi modelli una zona di ricircolo interna che avrebbe compromesso il buon soffiaggio del tunnel. Invece questi sfoghi lavorano molto bene, rendendo il flusso interno perfettamente laminare e veloce, come sul dorso esterno come visibile dall’immagine in galleria del vento in base all’andamento del fumo. Le bilance della galleria danno infatti un output globale, ma una verifica estetica delle zone è sempre molto utile.
Altra zona molto curata è l’esterno dello spoiler. Queste aperture si chiamano “air curtains” e il loro scopo è quello di pulire il fianco, riducendo il drag non solo della ruota anteriore, ma soprattutto sul fianco e sulla ruota posteriore. Si noti che le macchie rosse seppure a non elevatissimo valore, siano sparite lateralmente.
https://www.kgkarting.it/
Se tutti conosciamo, infatti, la galleria del vento fisica, la fluidodinamica computazionale (CFD) è la scienza che utilizza i computer per prevedere i flussi di liquidi e gas in base alle equazioni che governano la conservazione di massa, momento ed energia. I tecnici della GK hanno maturato una grande esperienza in questa materia, rispettando sempre e comunque il dettato regolamentare e, soprattutto, senza snaturare il concetto di kart.
Lo studio aerodinamico sul kart
Gli obiettivi di una progettazione e sperimentazione così sofisticate sono due: il primo è la riduzione del drag, ovvero la resistenza all’avanzamento; il secondo è una migliore distribuzione del carico sui due assi.
La galleria del vento è dotata di due bilance, una sull’asse anteriore e una sull’asse posteriore, con le quali viene valutato il peso (carico) non solo in verticale come una bilancia tradizionale (downforce o CZ), ma anche in senso di marcia che è il “Drag”, ovvero la resistenza all’avanzamento o CX.
Il fine di questo approfondito studio è stato quindi quello di di minimizzare il drag e distribuire il carico più omogeneamente tra i due assi piuttosto che un valore molto alto sul solo anteriore, dove è evidentemente più facile ottenere un simile risultato, partendo dalla simulazione in CFD con software sofisticatissimi per poi verificare e affinare i risultati in galleria del vento.
Rispetto alla configurazione precedente il guadagno in galleria, quindi dato certo e non simulato, è stato di circa 1 Kg (10N) a 80 km/h.


Vantaggi nel rispetto delle regole
Dalle immagini, le parti evidenziate in rosso rappresentano le zone di pressione e, ovviamente, più la pressione è elevata, maggiore sarà il drag e minore, di conseguenza, è l’efficienza aerodinamica e la prestazione velocistica del kart. La differenza tra le carene KG 507-508 e le nuove FR509 è facilmente intuibile proprio confrontando la riduzione delle zone di pressione e l’intensità di quest’ultima.

Il casco è ancora una zona importante apparentemente, ma non deve ingannare. In galleria, è stato possibile apprezzare il fatto che è una superficie molto curva con poco impatto fontale. Inoltre il casco crea, nella zona posteriore, una scia benefica (visibile nell’immagine) che compensa molto bene l’impatto frontale. Frontalmente non si potrebbe migliorare molto non permettendo il regolamento tecnico FIA al Nassau panel di andare sopra al filo superiore del volante.
Quello che invece offre una resistenza importante è il busto. E’ una superficie decisamente piatta ed estesa. Nella nuova versione 509 è evidente quanto sono diminuite le zone rosse sul petto e braccia: non a caso è la zona in cui si sono concentrati maggiormente i tecnici KG. Anche i piedi, che in passato erano molto esposti, oggi sono totalmente in ombra.
Importante notare che questo risultato è ottenuto con un minore impatto frontale, abbassando l’ingresso del tunnel il più possibile per togliere della zona di pressione al centro dello spoiler stesso.
Le branchie a squalo non sono assolutamente casuali ed estetiche. Senza si creava nei primi modelli una zona di ricircolo interna che avrebbe compromesso il buon soffiaggio del tunnel. Invece questi sfoghi lavorano molto bene, rendendo il flusso interno perfettamente laminare e veloce, come sul dorso esterno come visibile dall’immagine in galleria del vento in base all’andamento del fumo. Le bilance della galleria danno infatti un output globale, ma una verifica estetica delle zone è sempre molto utile.
Altra zona molto curata è l’esterno dello spoiler. Queste aperture si chiamano “air curtains” e il loro scopo è quello di pulire il fianco, riducendo il drag non solo della ruota anteriore, ma soprattutto sul fianco e sulla ruota posteriore. Si noti che le macchie rosse seppure a non elevatissimo valore, siano sparite lateralmente.
https://www.kgkarting.it/








































































