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F4: più o meno sicura del kart?

L’incidente al via di una delle ultime gare dell’Italiano F4 ripropone un tema che spesso torna sul tavolo: quanto è sicura la F4 e soprattutto, dei quindicenni al primo anno di gare sono davvero all’altezza delle gare di monoposto? (ls)
Il sito di italiaracing.net ha raccolto alcuni pareri nel paddock della F4 all’indomani dell’incidente al via di Gara 2 ad Imola nell’ultimo weekend di gara del Campionato Italiano, un bruttissimo incidente che per la sua dinamica avrebbe potuto avere conseguenze tragiche e che fortunatamente, a parte l’enorme danno a molte vetture e la cancellazione della gara non ha registrato danni significativi ai piloti.

“Capisco che il momento della partenza è sempre complicato, ma non si può andare a testa bassa quando ci sono le gialle esposte. Penso che ci sia da parte dei ragazzi la mancanza del senso di pericolo. Guidano macchine veloci e allo stesso tempo molto sicure e forse questo li può portare a pensare che nulla accadrà.” ha detto il Team Principal di Prema Racing a italiaracing.net

Andrea Viola, altro Team Principal dell’omonimo Team, ha rincarato la dose: “Sono avvilito, ci aspettano giorni di grande lavoro. Il problema è che 39 monoposto in pista tutte assieme sono troppe. La conformazione della pista di Imola, nella zona di partenza, non rende le cose facili. Dobbiamo pensare che in F4 i piloti sono tutti ragazzini in arrivo dal karting e occorre una maggiore prevenzione. Forse servono sanzioni più pesanti per chi commette infrazioni”.

Da parte di Raffaele Giammaria, Direttore Scuola Federale Aci Sport è arrivata la constatazione che sono stati visionati gli onboard dei piloti coinvolti e “nessuno era in piena velocità e quindi più che un richiamo non gli si può dire niente. Certo, non è stato un incidente normale, vi è stata una serie di fattori che hanno portato a questa brutta situazione” e alcuni altri hanno fatto appello al fatto che nonostante lo sventolio delle bandiere gialle già a seguito del primo contatto con una delle auto in stallo, i piloti delle retrovie non abbiano perlomeno rallentato a doverepreferendo improvvisare una “gimkana” tra le auto ferme. Nel tirare un sospiro di sollievo per il pericolo scampato a fronte di uno dei più brutti incidenti di sempre nella categoria, però, alcune considerazioni di contesto a queste competizioni riteniamo opportuno farle, allineandoci al pensiero di parecchi fra i team Principal, ovvero che per quanto si possa lavorare su circuiti, sicurezza passiva delle vetture e procedure, spesso il problema di queste categorie propedeutiche sta nella condotta dei piloti.

Al netto di quanto emerso a Imola, cioè che anche la luce bassa del sole potrebbe avere causato problemi di visibilità e che anche in categorie maggiori si sono verificati incidenti simili, non si può ignorare che sebbene non fossero a full throttle, la maggior parte dei piloti ha interpretato con leggerezza le bandiere gialle, che in quella fase della gara (dovrebbero esserlo sempre, in verità) dovrebbero essere tenute particolarmente in considerazione. Se parliamo di piloti freschi di karting monomarcia (anche di alto livello, anche piloti che hanno alle spalle quasi 10 anni di kart a volte tra minikart e OK) è un dato di fatto - come fatto notare dai molti driver coach e operatori del mondo karting a questa rivista in molte occasioni – che chi salta la categoria KZ non sviluppa una delle qualità più utili ad un pilota che aspira alle monoposto, saper partire da fermo. Oltre a fare la differenza in termini di posizione spesso (perché chi è bravo a partire spesso poi vince le gare), i riflessi nel gestire una partenza da fermi e la prontezza di reazione sono skill che senza aver corso in KZ, per quante gare si siano corse fra Mini e OK, non c’è modo di far emergere, che rilevino un talento nascosto o una lacuna da compensare. Quando i cavalli diventano di botto quasi 200 (per non parlare dei 270 se si passa in Regional) e quando le differenze di posizione di guida e di utilizzo del mezzo sono così sostanziali – sedetevi su un kart OK, e poi sedetevi su una F4 – può fare la differenza tra “imparare il mestiere del pilota per piccoli passi” e farsi invece molto molto male (quando va bene, fare male al portafogli di chi paga). E allora qual è la soluzione? Chiaramente non ci sono ricette universali, e va detto che molti dei piloti che approdano alla F4 dimostrano di avere qualità adeguate al salto di categoria, anche se la categoria nel suo insieme ha mostrato e mostra – speriamo continui a farlo senza conseguenze irreparabili – che il salto di categoria dal kart alle monoposto dovrebbe essere maggiormente monitorato e che proprio come per la F1 sono necessari dei “punti”, così sia anche per chi passa in auto dal kart, rendendo in qualche modo “obbligatoria” una stagione o un certo numero di gare in KZ.
 

Le differenze tra kart e F4 sono evidenti ad iniziare dal posto guida, che 'stravolge' completamente la posizione di guida adottata in tutti gli anni del kart


Per concludere, quindi, il kart ha dei limiti di sicurezza che fanno parte della sua stessa natura: il pilota è maggiormente esposto rispetto ad una monoposto e per questo può in alcuni casi essere sbalzato dal mezzo e il peso dei mezzi stessi oggi rende alcune tipologie di incidente più pericolose che in passato, anche se è migliorata molto la sicurezza passiva tra abbigliamento tecnico e sistemi di protezione come il Chest and Rib protector obbligatorio. Dal canto loro, le monoposto di F4, apparentemente più sicure in termini passivi (le cellule rispondono a criteri che basilarmente sono gli stessi delle F1), possono diventare pericolose nel caso di urti a velocità di oltre 220 kmh, oltre ad offrire ai piloti meno esperti uno scenario di gara dove la condotta spregiudicata ‘appresa’ sul kart può portare ad incidenti molto gravi quando mancano concrete esperienze di gara nelle categorie adulte del kart (KZ, n.d.r.) e ci si appoggia troppo presto agli allenamenti al simulatore.

Articolo completo di italiaracing.net qui: https://www.italiaracing.net/Linchiesta-dopo-il-crash-di-Imola-Come-evitare-gli-incidenti-in-partenza-Il-parere-del-paddock-della-F4-Italia/252897/79
Created by: Fabio Marangon - 12/08/25
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