Il Patron Crg ci ha rilasciato la rituale intervista di fine anno nella quale ha sottolineato come un’azienda costruttrice non possa sottrarsi a tutte le sfide che il mercato comporta: dai fitti Calendari FIA con i Top Team alle categorie promozionali nei piccoli circuiti. I nuovi regolamenti FIA, poi, meritano un capitolo a parte…(fm)
Published: 31 Dicembre 2025
Columns: Intervista
Ovviamente si parte da un bilancio della stagione Racing 2025
Nelle categorie monomarcia siamo partiti con piloti abbastanza giovani che sono cresciuti durante la stagione, come Bottaro e Nougueyrede. Viktor (Gustavsson ndr), mettendosi a disposizione in alcuni round OK ha fatto un ottimo lavoro di messa a punto con il Team, che ci ha permesso di fare un bello sviluppo sul materiale. Siamo tutto sommato soddisfatti dell’annata nei monomarcia anche se non ci sono state vittorie, così come ovviamente del podio in KZ a Franciacorta.
Come si traducono i risultati in vendite? In che modo la presenza e le vittorie nei Campionati di più alto livello si rapportano al successo commerciale di un marchio come il vostro sul mercato?
Ci sono è vero alcuni marchi che hanno vinto molto in alcune categorie, anche se non sempre investire molto, per un pilota si traduce automaticamente in vittorie: in poche parole non vinci solo perché hai i soldi anche se alcuni team, avendo alle spalle un costruttore di motori, hanno ovviamente un appeal maggiore per le famiglie che investono. Da parte nostra, chiaramente, c’è da un lato la volontà di essere sempre presenti ai massimi livelli FIA, perché siamo Crg, e quindi siamo chiamati ad essere nelle categorie di vertice: KZ ed OK sono le categorie a cui tutti guardano, anche se pensando al mercato globale la nostra presenza nei monomarca sta crescendo, per noi sono un grande terreno di sviluppo e di crescita e siamo sempre più vicini a quel mondo lì, che costituisce ancora una larga fetta, se non la principale, dell’utenza mondiale del kart. A noi basta che si parli di Kart alla fine: che sia Rotax o altre categorie monomarca. Abbiamo in programma per il 2026 di dare il nostro supporto ad almeno un paio di team nei principali monomarca in Europa, con i quali condivideremo il know-how sviluppato in questi anni nelle competizioni FIA. In Sudamerica, un’area nella quale ci stiamo muovendo con ottimi risultati, sto vedendo con piacere un grande incremento della categoria OK-N dove per trent’anni non si è parlato che di motore Sudam e se attacca lì, mercato solitamente ostico, vuol dire che la base è valida e che può crescere come ci si aspettava.
Nel 2026 la squadra corse cambia registro: la partnership con Lenovo segna la nascita di un progetto di medio termine con un partner di alto profilo al di fuori della logica prevalentemente delle “Academy”.
Parlando di 'Academy' farei una premessa: a me la parola ‘Academy’ fa pensare alla scuola: l’accademia militare per esempio no? Si impara, si va a ‘scuola’ di qualcosa, nell’ambito Racing sembra più che altro una moda ormai più che una vera e propria scuola per imparare. Di fatto cos’è che imparano i ragazzi in queste Academy? Si prenda anche l’Academy Trophy della FIA, si dice che prepara per le categorie superiori e va bene però, oltre alla guida in sé, cos’altro si impara tecnicamente? Se guardi bene, l’Academy Trophy della FIA si corre coi carburarori Dell’Orto e invece poi in OK FIA si usano quelli a membrana dove conta saper fare la carburazione beh insomma è tutto un po’ indefinito. Venendo a noi, il progetto con Lenovo è quello essersi affiancati ad un’azienda multinazionale già impegnata su altri fronti del motorsport, per esempio in Motogp con Ducati o anche come partner del Mondiale F1. Nell’ ambito kart, il nostro e il loro obiettivo è essenzialmente accompagnare i giovanissimi in questa fase di percorso nel motorsport sommando alla nostra esperienza la loro visibilità e valore nella comunicazione oltre che nell’infrastruttura tecnologica di prim’ordine. Lenovo è un partner tecnico e di comunicazione e sarà bello vedere come in questi anni quel marchio, in simbiosi con la nostra squadra corse Kalì, si ritaglierà un suo spazio nel karting di vertice: per ora dalla Mini alla OK, poi vedremo se anche in categorie superiori. Prova a pensare quando tra qualche anno avremo in F1 uno dei piloti che oggi sono marchiati Lenovo nel karting: Lenovo raccoglierà il frutto dei suoi attuali investimenti e chissà, potrebbe fare da apripista per altre grandi aziende che, entrando nel mondo del kart, porterebbero molta visibilità al nostro sport che è tra i vari del Motorsport è probabilente quello meno conosciuto dalle masse.
Nelle categorie monomarcia siamo partiti con piloti abbastanza giovani che sono cresciuti durante la stagione, come Bottaro e Nougueyrede. Viktor (Gustavsson ndr), mettendosi a disposizione in alcuni round OK ha fatto un ottimo lavoro di messa a punto con il Team, che ci ha permesso di fare un bello sviluppo sul materiale. Siamo tutto sommato soddisfatti dell’annata nei monomarcia anche se non ci sono state vittorie, così come ovviamente del podio in KZ a Franciacorta.
Come si traducono i risultati in vendite? In che modo la presenza e le vittorie nei Campionati di più alto livello si rapportano al successo commerciale di un marchio come il vostro sul mercato?
Ci sono è vero alcuni marchi che hanno vinto molto in alcune categorie, anche se non sempre investire molto, per un pilota si traduce automaticamente in vittorie: in poche parole non vinci solo perché hai i soldi anche se alcuni team, avendo alle spalle un costruttore di motori, hanno ovviamente un appeal maggiore per le famiglie che investono. Da parte nostra, chiaramente, c’è da un lato la volontà di essere sempre presenti ai massimi livelli FIA, perché siamo Crg, e quindi siamo chiamati ad essere nelle categorie di vertice: KZ ed OK sono le categorie a cui tutti guardano, anche se pensando al mercato globale la nostra presenza nei monomarca sta crescendo, per noi sono un grande terreno di sviluppo e di crescita e siamo sempre più vicini a quel mondo lì, che costituisce ancora una larga fetta, se non la principale, dell’utenza mondiale del kart. A noi basta che si parli di Kart alla fine: che sia Rotax o altre categorie monomarca. Abbiamo in programma per il 2026 di dare il nostro supporto ad almeno un paio di team nei principali monomarca in Europa, con i quali condivideremo il know-how sviluppato in questi anni nelle competizioni FIA. In Sudamerica, un’area nella quale ci stiamo muovendo con ottimi risultati, sto vedendo con piacere un grande incremento della categoria OK-N dove per trent’anni non si è parlato che di motore Sudam e se attacca lì, mercato solitamente ostico, vuol dire che la base è valida e che può crescere come ci si aspettava.
Nel 2026 la squadra corse cambia registro: la partnership con Lenovo segna la nascita di un progetto di medio termine con un partner di alto profilo al di fuori della logica prevalentemente delle “Academy”.
Parlando di 'Academy' farei una premessa: a me la parola ‘Academy’ fa pensare alla scuola: l’accademia militare per esempio no? Si impara, si va a ‘scuola’ di qualcosa, nell’ambito Racing sembra più che altro una moda ormai più che una vera e propria scuola per imparare. Di fatto cos’è che imparano i ragazzi in queste Academy? Si prenda anche l’Academy Trophy della FIA, si dice che prepara per le categorie superiori e va bene però, oltre alla guida in sé, cos’altro si impara tecnicamente? Se guardi bene, l’Academy Trophy della FIA si corre coi carburarori Dell’Orto e invece poi in OK FIA si usano quelli a membrana dove conta saper fare la carburazione beh insomma è tutto un po’ indefinito. Venendo a noi, il progetto con Lenovo è quello essersi affiancati ad un’azienda multinazionale già impegnata su altri fronti del motorsport, per esempio in Motogp con Ducati o anche come partner del Mondiale F1. Nell’ ambito kart, il nostro e il loro obiettivo è essenzialmente accompagnare i giovanissimi in questa fase di percorso nel motorsport sommando alla nostra esperienza la loro visibilità e valore nella comunicazione oltre che nell’infrastruttura tecnologica di prim’ordine. Lenovo è un partner tecnico e di comunicazione e sarà bello vedere come in questi anni quel marchio, in simbiosi con la nostra squadra corse Kalì, si ritaglierà un suo spazio nel karting di vertice: per ora dalla Mini alla OK, poi vedremo se anche in categorie superiori. Prova a pensare quando tra qualche anno avremo in F1 uno dei piloti che oggi sono marchiati Lenovo nel karting: Lenovo raccoglierà il frutto dei suoi attuali investimenti e chissà, potrebbe fare da apripista per altre grandi aziende che, entrando nel mondo del kart, porterebbero molta visibilità al nostro sport che è tra i vari del Motorsport è probabilente quello meno conosciuto dalle masse.

Con Lenovo Crg-Kalì Kart ha dato via ad un binomio inedito tra multinazionali e karting, che potrebbe fare da apripista ad altre grandi aziende, portandole ad investire nel kart come si fa già in altri sport motoristici
Veniamo ad un tema caldo dell’ultimo anno su cui si è detto e scritto un po’ di tutto: l’anti-launch presentato a Cremona e più in generale la tendenza da parte della FIA di ‘suggerire’ ed imporre ai costruttori come progettare un go kart – snaturando un po’ le caratteristiche dello sport.
Onestamente, voglio prima fare una premessa: per me la sicurezza è assolutamente al primo posto su questo non ci piove. Ha corso in kart mio figlio, molto probabilmente qualcuno dei miei nipotini salirà su un kart un giorno, ma quello a cui stiamo assistendo va oltre la sicurezza. Primo: si cambia il modo in cui i ragazzi imparano a correre, lasciando molto più spazio a una condotta di gara aggressiva, meno pulizia di guida. Il sistema anti-launch lasciamelo dire è un obbrobrio, è inguardabile e ti dirò di più: come insegna un sistema del genere ai ragazzi di abituarsi alle formule dove poi ci saranno le ruote scoperte? Bastava poco per aumentare la sicurezza a quel livello, non credo certo che sia questo il sistema per migliorarla e vedremo, chi lo sa, quanti pezzi di plastica troveremo in mezzo alla pista l’anno prossimo. E infine, pensando a quanto sia sbagliato il regolamento sullo spoiler: quando il pilota davanti, scorrettamente, frena apposta perché il pilota dietro venga penalizzato, o in partenza della KZ che un pilota rimane piantato e lo urti involontariamente: ma che senso ha un regolamento fatto così? La gente che corre si imbestialisce per queste cose e io mi sono imbestialito tanti anni, ma mi sto un po’ rassegnando: se sei solo in queste campagne per far valere la ragionevolezza, non ne vale la pena. Quando con la FIA ci parli informalmente, spesso ci si viene incontro, ti dicono anche che “hai ragione” quando fai delle obiezioni, poi quando c’è da procedere coi regolamenti, vanno avanti per la loro strada senza tenere conto di chi fa questo mestiere da una vita.
Si arriverà mai ad uno scontro con la Federazione sui Regolamenti?
Noi della CRG ai tempi di Buser, a Imola negli anni ‘90, andammo a processo a Parigi insieme a Gianniberti e vincemmo pure il processo. Noi soli firmammo di fronte alla FIA dove c’era da firmare per assumersi la responsabilità dell’avere “disobbedito”. Oggi vedo difficile un fronte comune delle case sulle decisioni che prende la FIA unilateralmente. Prendiamo l’esempio del Mondiale in Bahrain: noi nel 2016 abbiamo già fatto un Mondiale lì, mi piacerebbe sapere quanti kart abbiamo venduto in quelle zone grazie al Mondiale svoltosi lì. Non mi risulta che il Mondiale in Bahrain del 2026 sia stato frutto di una decisione presa dalla FIA insieme ai costruttori, e considerando che a differenza di altri sport il Karting non ha diritti televisivi, noi siamo sulle spese, e parecchie. C’è un meeting fissato per il 18 Gennaio con la FIA, in cui sapremo se qualcuno sosterrà parzialmente alcune delle spese o se ci saranno agevolazioni per una trasferta così lunga: vediamo cosa ci proporranno.
Il tema strettamente collegato è quello del Mondiale in prova unica..
Con me sfondi una porta aperta. Da anni dico che il Mondiale Karting dovrebbe essere su quattro, cinque prove. E se ci si appella alla famosa regola dei tre continenti per poterlo chiamare Mondiale: va bene, visto che ci fanno andare in Bahrain, a questo punto facciamone una in quei paesi là, una magari la corriamo in America e poi il resto dei round in Europa. Se vogliamo davvero ampliare il mercato, fare promozione e allora facciamola, però fatta per bene, con un Mondiale su più prove – a quel punto anche una trasferta così lunga avrebbe più senso, dato che investiamo in queste competizioni. In quel modo sì faremmo promozione in nuovi territori facendoci conoscere in nuovi mercati: andarci così one-shot come faremo l’anno prossimo per noi non è un investimento, è solo una spesa.

Con il Campionato Briggs & Stratton CRG si mantiene in prima linea nel Karting promozionale, proponendo un format Racing meno impegnativo per piloti e famiglie ma gratificante perchè impostato come gli eventi maggiori
CRG è molto impegnata nella promozione del karting attraverso i suoi eventi Rental, di gare 24 ore, e soprattutto con la serie Briggs & Stratton. Che tipo di sforzo è, quanto è remunerativo e in cosa le Federazioni potrebbero essere d’aiuto e supporto, in sostanza: chi ve lo fa fare?
Il Rental porta in pista tante persone comuni che altrimenti non salirebbero su un kart da competizione. Il passo immediatamente successivo è la Briggs: una categoria con costi di accesso abbordabili per molti ma non mi soffermerei solo sui costi. I vantaggi sono anche quelli che non devi sostanzialmente “vivere per il go-kart” come invece succede quando fai categorie più impegnative, non devi allenarti tantissimo, non devi saltare la scuola perché puoi arrivare in pista il giorno stesso della gara e divertirti, il giorno dopo puoi andare a lavorare o a scuola perché gli eventi sono pensati per le persone comuni. Io me ne sono innamorato quando la vidi per la prima volta negli USA, dove spopola e fa 400 piloti ogni gara: uno li vede e magari li accomuna ai tosaerba perché i motori in effetti derivano da quel tipo di industria, ma quando vedi la partecipazione e l’entusiasmo che ha la gente che fa questa categoria è incredibile e alla fine mica vanno così piano! E ripeto: non è solo una questione di costi accessibili, tutti pensano che sia solo per chi non ha possibilità economiche. In Usa ho visto gente con macchine da 1 milione di dollari correre nella Briggs: il suo bello è che è meno impegnativa per chi nella vita fa anche altre cose. Vuoi mettere? Torni a casa col kart sul carrello alla domenica sera e due settimane dopo, senza avere fatto niente, riattacchi il carrello alla macchina e vai a correre la prossima gara. Per quanto riguarda le Federazioni, a livello Nazionale la vedo difficile perché potrebbe andare in contrasto con alcuni costruttori. Magari a livello Internazionale potrebbe funzionare una promozione, però io vedo più un altro aspetto possibile di sviluppo: le piccole piste. Nel mondo e in Italia alla fine ci sono più piste da 700-800 metri che circuiti omologati FIA, piccoli club che rischiano di chiudere a volte perché il grosso del nostro sport va a finire sulle piste da Campionato del Mondo. Una categoria come la Briggs non è nata per le piste come Franciacorta, o Lonato. le piste piccole che rischiano di scomparire potrebbero, con un avvallo della Federazione ovviamente che ne faciliti queste attività, far rifiorire un movimento enorme di piloti. Oltretutto, guidare questi kart su piste più piccole è molto divertente dai risconti che ho dai piloti, non ha nulla da invidiare a mezzi come OK e OKJ o altri monomarca: alla fine se ti diverti in pista guidando un kart il nostro obiettivo lo abbiamo raggiunto.



































































