Non sono solo le vittorie di Antonelli in F1 e Minì in F2 a generare entusiasmo, perché il motorsport in Italia gode di un ottimo momento di salute generale. A partire dal karting, che di questo movimento è una base in grande crescita.(fm/ms)
I numeri senza precedenti del primo Round del Campionato Italiano sono stati un segnale piuttosto chiaro che il karting in Italia gode di buona salute e che il Campionato Italiano sta riconquistando appeal anche tra gli addetti ai lavori. A spingere la rinascita sono sicuramente le categorie OK-N e OK-N Junior che con i loro quasi 180 piloti hanno letteralmente “intasato” il paddock della storica pista di Lonato.

Come sottolineato anche dai vertici Federali, il parco piloti proveniente da quasi 50 nazioni (48) ha ridato al Campionato Italiano quel lustro di appuntamento imperdibile non solo per i piloti Italiani. D’altro canto, ha anche rivelato un aspetto che non può passare inosservato: in gara nella OK-N si è visto un livello altissimo, forse ‘troppo’. L’Italia del kart, dal punto di vista delle categorie, è spaccata in due, come è emerso in una chiacchierata fatta nel paddock con un protagonista molto popolare del karting che fu – come pilota e Campione Italiano - e di quello odierno, come Team Manager nell’orbita Birel Art in qualità di Responsabile del programma OK-N: Marino Spinozzi.
“Se guardi alla geografia del nostro paese, al Nord prevalgono i trofei Monomarca, come peraltro nel resto d’Europa. E’ un po’ come se il Nord Italia mantenesse l’impronta dei paesi Nord Europei dove i monomarca la fanno da padrone. Al centro Sud Italia, è chiaramente visibile, i monomarca sono ridotti al minimo e si è molto sviluppata invece la categoria OK-N, che nasceva proprio con fini promozionali e di semplicità d’accesso, i numeri del Campionato Italiano sono stati stupefacenti ma va anche detto che i costi sono saliti un po’ rispetto agli inizi, è normale che si vogliano migliorare le prestazioni e contenere i costi diventa difficile.”

Marino Spinozzi, oggi titolare della Spino Project, ha vinto il Campionato Italiano in Minikart, in 100 Junior e in 100 ICA
Cosa ti è piaciuto di questo primo Round dell’Italiano e c’è qualcosa a tuo parere che potrebbe migliorare? “L’evento di Lonato è stato al top sotto tutti gli aspetti, se proprio vogliamo valutare una opzione migliorativa, dato che abbiamo molte categorie e molti piloti, si potrebbe lasciare un giorno in più di prove libere. Capisco che già l’evento parte al giovedì, però considerando che la pista non è accessibile fino al giovedì mattino (è chiusa per i piloti che corrono l’Italiano) e spesso non si riesce a provare la settimana prima – perché o ci sono altre gare o i piloti vengono da lontano, un giorno in più di prove permetterebbe anche a chi conosce poco quella pista o non ci ha potuto girare di recente di esprimersi al meglio – infondo ci si gioca un titolo.”
Pensi sia il caso, come ai “tempi d’oro”, di fare un Campionato Italiano dedicato alla sola OK-N e OK-n Junior eventualmente o magari in prova unica per queste due categorie? "No, prova unica assolutamente no, però per livellare un po’ le prestazioni e permettere a tanti di giocarsela ridurrei i Round della OK-N a tre con eventi che prevedano un giorno di prove libere in più. Tieni conto che parecchi piloti arrivano da lontano e correre l’Italiano è una esperienza unica, vincerlo poi, è incredibile: è un titolo, di quelli che una volta andavi a cercare nell’annuario io racconto spesso a mio figlio di quando vinsi l'Italiano nelle varie categorie, ne vado fiero. Ci sono altre serie prestigiose e organizzate benissimo con piloti fortissimi al via, che fanno tanto per l’immagine del katrting a livello mondiale, ma l’Italiano è l’Italiano, qualcosa di unico!”

Anche in KZ a Lonato si è visto un livello tecnico e agonistico degno di un Mondiale FIA, con tanti nuovi giovani a giocarsela coi veterani della categoria: che spicchino il volo verso una carriera in auto o che aspirino a diventare i più forti piloti al mondo nella loro categoria, il vivaio dei piloti Italiani continua a crescere e questo è un bene per il nostro sport e per tutti gli operatori del settore.




















