In inglese si chiamano lesioni “life-changing” ovvero che cambiano la vita ed in effetti, esistono ferite che nel giro di poco cambiano radicalmente la vita di una persona: che si tratti di un incidente stradale o sul lavoro, di una ferita guerra o di una malattia, ogni anno moltissime persone in tutto il mondo affrontano un vero e proprio percorso di ricostruzione della loro vita all’indomani di un drastico cambiamento di scenario dovuto ad una grave lesione o all’amputazione di uno o più arti.
In questa ottica, e soprattutto nella fase iniziale del recupero fisico e psicologico, lo sport ha assunto un ruolo primario, come testimonia il grande successo – e con esso la grande visibilità - che negli ultimi anni hanno riscosso le paralimpiadi o più in generale lo sport, anche a livelli di eccellenza, praticato da persone disabili. Se alcuni fra questi sono già molto popolari, come il basket, il ciclismo o varie discipline atletiche lo stesso non può dirsi del karting, generalmente ritentuo un sport forse troppo impegnativo per una persona con disabilità.
In questa ottica, e soprattutto nella fase iniziale del recupero fisico e psicologico, lo sport ha assunto un ruolo primario, come testimonia il grande successo – e con esso la grande visibilità - che negli ultimi anni hanno riscosso le paralimpiadi o più in generale lo sport, anche a livelli di eccellenza, praticato da persone disabili. Se alcuni fra questi sono già molto popolari, come il basket, il ciclismo o varie discipline atletiche lo stesso non può dirsi del karting, generalmente ritentuo un sport forse troppo impegnativo per una persona con disabilità.

“Sapete che una delle prime cose che una persona divenuta disabile chiede di fare è guidare l’auto?” ci spiega Andry Honta, che insieme a CRG ha dato vita al progetto, nato per dare ai disabili la possibilità di accedere facilmente alla pista. “Guidare, lo confermano i nostri consulenti psicologi, è una di quelle attività che permette di reagire ad una condizione che può apparire inizialmente limitante ma che nel tempo diverrà una componente quotidiana della vita di queste persone aiutandole a ritrovare una loro normalità. Nel caso del karting, c’è anche la componente dell’adrenalina, della sfida con sé stessi che costituisce un ulteriore stimolo per chi ha bisogno di trovare delle nuove motivazioni.”

Dal punto di vista tecnico, la semplicità “ingegneristica” dal kart permette le modifiche senza grandi stravolgimenti, continua Honta: “Nella maggiorparte dei casi è sufficiente portare i comandi al volante utilizzando le vecchie pompe freno che si usavano per il freno al volante dei KF, prima della OK ricordate? e delle comunissime leve per collegare il cavo dell’acceleratore. Per i casi più estremi può essere necessario realizzare mezzi con dei supporti alle protesi per aumentare la sicurezza, o montare dei rollbar, gli stessi che già usano molti kart rental, con cintura di sicurezza per i piloti con situazioni particolari quali la mancanza di entrambi gli arti inferiori come nel caso di uno dei piloti qui oggi in pista.”
I kart utilizzati in pista a Castelletto erano equipaggiati con i motori Briggs & Stratton LO206, gli stessi utilizzati nel Campionato a 4 tempi più diffuso al mondo (in Italia organizzato da Crg), in grado di dare ai mezzi una spinta dal sapore racing ma nello stesso tempo approcciabili anche da piloti non esperti che vogliono imparare e migliorarsi. Per ora il programma è quello di organizzare singoli eventi di ‘battesimo’ in pista per persone con disabilità, anche se l’ambizione di più lungo termine è quella di realizzare un Campionato dedicato, che potrebbe diventare un riferimento internazionale per i piloti (e futuri piloti) con disabilità.
Guarda il video qui: https://www.instagram.com/reel/DdWBgxhoR12/?utm_source=ig_web_copy_link&stkn=MzRlODBiNWFlZA==
Per maggiori informazioni: info@briggskartchampionship.com
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