Dietro la vittoria del Campionato Mondiale 125 KZ 2026 di Viktor Gustafsson c’è il motore Tm KZ R3 preparato da Franco Galiffa. Abbiamo scambiato qualche battuta con il plurititolato preparatore abruzzese su questa importantissima affermazione.
Published: 24 Settembre 2026
Columns: Intervista
Franco Galiffa, possiamo dirlo, è uno dei preparatori di riferimento mondiale nel karting. Con 9 vittorie nella World Cup KZ2 e due in KZ1, Franco è una vera istituzione in queste super competitive categorie. All’indomani della vittoria in KZ1 con Gustafsson abbiamo voluto scambiare qualche battuta con Galiffa per cercare di scoprire come è riuscito a mettere in pista un Tm così prestazionale.
Franco, innanzitutto complimenti per questa vittoria. Cosa rappresenta per te vincere il mondiale della KZ1 nel 2026?
La vittoria nel Campionato del Mondo 2026 rappresenta il culmine di una stagione molto proficua, bissando l’affermazione del 2022. Abbiamo lavorato durissimo con la Tm e con tutti i miei collaboratori, che desidero ringraziare pubblicamente.
Quando hai avuto la sensazione di poter essere vincente in questa gara?
Diciamo che avevo la consapevolezza di aver lavorato con grande impegno e, infatti, i risultati della pregara mi avevano dato dei segnali molto positivi. Nelle gare non ci sono mai certezze fino a quando non passi sotto la bandiera a scacchi, ma conosco bene il mio materiale e la pista di Le Mans: sapevo di poter fare bene da subito.
Vorrei ricordare che avrei potuto vincere un altro mondiale con Travisanutto lo scorso anno. Oltre alla vittoria di Viktor vorrei anche ricordare il terzo posto in KZ2 con Girardet, anche lui con CRG, e il terzo di Bray in KZ2 Master. Renaux, con Kalì Francia, è stato molto veloce durante tutto il weekend visto che con un out nelle manche è riuscito a risalire fino al 9° posto in finale. Ottima la performance anche di Nalon, sesto nella KZ2 Master. Galli, alla prima esperienza con noi, si è dimostrato subito veloce mentre Carbonnel, dopo 1 anno e mezzo di fermo, ha chiuso ottavo in KZ. Meno fortunato, invece, il fine settimana di Travisanutto, che non è riuscito a esprimere pienamente il suo potenziale. Tutto sommato un mondiale molto positivo per me.
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Dove hai lavorato maggiormente, considerando che il regolamento della KZ è piuttosto restrittivo?
E’ vero che ci sono vincoli stringenti a livello di carburatore, rapporto di compressione e accensione, che ovviamente limita la potenza del motore e permette di contenere i costi di sviluppo e gestione, ma è anche vero che ci sono moltissimi componenti e parametri su cui lavorare duramente. Si può ottenere un incremento di potenza di 1 CV lavorando sul cilindro e anche 2/10 di secondo sviluppando il pacco lamellare, solo per citare due elementi di cui si parla sempre molto. Si tratta di un lavoro certosino suddiviso tra sala prova e pista… E poi c’è la cura della scorrevolezza che, come ben sai avendo visitato più volte la nostra officina, per me è una vera ossessione.
Quanto c’è del motore di Gustafsson sui motori che offri alla tua clientela?
C’è molto, moltissimo. Tieni conto che il tempo necessario per fare un buon motore e uno meno buono è sempre lo stesso: quindi meglio farli tutti per bene. Certo, un motore per una finale mondiale è al limite di tutto e deve essere gestito nel migliore dei modi per sfruttarlo al massimo nella più totale sicurezza, mentre un motore per un pilota privato, oltre ad essere veloce, deve essere molto più facile da gestire anche a fronte di una cura meno certosina. Noi teniamo sempre conto di questi fattori, che alla fine rappresentano le uniche differenze sostanziali tra il motore Campione del Mondo e un buon motore per un pilota privato che, comunque, vuole poter disporre di materiale di altissimo livello.

https://www.galiffakart.it/
Franco, innanzitutto complimenti per questa vittoria. Cosa rappresenta per te vincere il mondiale della KZ1 nel 2026?
La vittoria nel Campionato del Mondo 2026 rappresenta il culmine di una stagione molto proficua, bissando l’affermazione del 2022. Abbiamo lavorato durissimo con la Tm e con tutti i miei collaboratori, che desidero ringraziare pubblicamente.
Quando hai avuto la sensazione di poter essere vincente in questa gara?
Diciamo che avevo la consapevolezza di aver lavorato con grande impegno e, infatti, i risultati della pregara mi avevano dato dei segnali molto positivi. Nelle gare non ci sono mai certezze fino a quando non passi sotto la bandiera a scacchi, ma conosco bene il mio materiale e la pista di Le Mans: sapevo di poter fare bene da subito.
Vorrei ricordare che avrei potuto vincere un altro mondiale con Travisanutto lo scorso anno. Oltre alla vittoria di Viktor vorrei anche ricordare il terzo posto in KZ2 con Girardet, anche lui con CRG, e il terzo di Bray in KZ2 Master. Renaux, con Kalì Francia, è stato molto veloce durante tutto il weekend visto che con un out nelle manche è riuscito a risalire fino al 9° posto in finale. Ottima la performance anche di Nalon, sesto nella KZ2 Master. Galli, alla prima esperienza con noi, si è dimostrato subito veloce mentre Carbonnel, dopo 1 anno e mezzo di fermo, ha chiuso ottavo in KZ. Meno fortunato, invece, il fine settimana di Travisanutto, che non è riuscito a esprimere pienamente il suo potenziale. Tutto sommato un mondiale molto positivo per me.
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Dove hai lavorato maggiormente, considerando che il regolamento della KZ è piuttosto restrittivo?
E’ vero che ci sono vincoli stringenti a livello di carburatore, rapporto di compressione e accensione, che ovviamente limita la potenza del motore e permette di contenere i costi di sviluppo e gestione, ma è anche vero che ci sono moltissimi componenti e parametri su cui lavorare duramente. Si può ottenere un incremento di potenza di 1 CV lavorando sul cilindro e anche 2/10 di secondo sviluppando il pacco lamellare, solo per citare due elementi di cui si parla sempre molto. Si tratta di un lavoro certosino suddiviso tra sala prova e pista… E poi c’è la cura della scorrevolezza che, come ben sai avendo visitato più volte la nostra officina, per me è una vera ossessione.
Quanto c’è del motore di Gustafsson sui motori che offri alla tua clientela?
C’è molto, moltissimo. Tieni conto che il tempo necessario per fare un buon motore e uno meno buono è sempre lo stesso: quindi meglio farli tutti per bene. Certo, un motore per una finale mondiale è al limite di tutto e deve essere gestito nel migliore dei modi per sfruttarlo al massimo nella più totale sicurezza, mentre un motore per un pilota privato, oltre ad essere veloce, deve essere molto più facile da gestire anche a fronte di una cura meno certosina. Noi teniamo sempre conto di questi fattori, che alla fine rappresentano le uniche differenze sostanziali tra il motore Campione del Mondo e un buon motore per un pilota privato che, comunque, vuole poter disporre di materiale di altissimo livello.

https://www.galiffakart.it/

































































