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Consigli per papà aspiranti meccanici

Esistono ancora i papà meccanici nel mondo del kart? Sì, soprattutto se la passione è tanta e il budget non è faraonico. Come comportarsi, cosa fare e non fare per sfruttare al massimo il budget disponibile?
Consigli per papà aspiranti meccanici

Una volta, alcuni decenni or sono era la normalità: papà e figlio in pista, il kart sul portapacchi, una cassetta di attrezzi e, soprattutto, tanta passione con pochi soldi. Anni fa capitava ancora di vedere qualche “locale” iscritto ad una gara importante, sfruttando i segreti della pista e della messa a punto, che si toglieva la soddisfazione di fare una bella gara o, addirittura, diventare l’ago della bilancia in una finale importante. Oggi tutto questo, a certi livelli, non può esistere. Però esistono ancora le gare di secondo livello e ritrovarsi davanti non è così difficile, soprattutto se c’è un buon pilota, un papà appassionato e alcune regole da seguire senza perdersi dietro a sogni mostruosamente proibiti. 

Le 5 regole

La prima regola: fare la propria gara

La prima delle cinque regole è: facciamo la nostra gara, tutto il resto che viene è trovato. In sostanza, anche se i team che affrontano le gare minori sono sempre più organizzati, hanno più materiale da provare e, dalla loro, vantano una maggiore esperienza, è anche vero che, spesso, ad un bravo tecnico se ne affiancano altri, diciamo, meno motivati. Sicuramente hanno dalla loro l’esperienza, ma non farebbero mai quello che un papà farebbe per suo figlio. Così, invece di provare quell’ultima modifica a 5 minuti dal via, preferiscono dire le solite frasi di circostanza tipo “dagli gas”, oppure “questo che hai è il massimo, ora dipende da te”. Non è così. La genialata dell’ultimo secondo, un rischio in più corso, può fare la differenza e questo non va mai dimenticato. In un team un papà “tocchino” è visto come un rompiscatole, ma magari ha veramente avuto quel lampo dato dall’inesperienza, da non valutare i rischi ma solo i vantaggi. 

La seconda: scegliere un buon usato

Se da un lato è vero che alcuni team di grido non perdono più tempo a effettuare regolazioni preferendo addirittura cambiare la scocca e che un “tubo”, dopo weekend di gare, perde prestazione, è anche vero che nelle gare minori certe differenze non si percepiscono. Comprare un kart usato è un modo per risparmiare tanti soldi, basta verificare che non sia stato risaldato, che non sia consumato sotto per eccessivo sfregamento a terra e, soprattutto, che sia dritto. In questo caso, basta un piano di riscontro di cui ogni buon team dispone o, al massimo, un bel pavimento tirato a zero (tipo in marmo) dove vedere se quel telaio è piegato. Stesso discorso per il motore: un buon motore deve essere recente e in perfette condizioni. Meglio comprare da un preparatore conosciuto per la sua serietà piuttosto che cercare di risparmiare qualche centinaio di Euro e ritrovarsi con un rottame messo insieme.

Terza: Non lasciarsi intimorire

Da ex pilota, conosco quella sensazione che si prova quando ci si trova a scontrarsi con quelli che sembrano autentici giganti, col bilico, il telemetrista, le tute personalizzate e una montagna di materiale da provare anche per una misera gara regionale. Col senno di poi, credo che sia più sensato credere che quelli che debbono avere paura sono quelli che fanno tutto quel cinema e rischiano di prenderle da un team papà/figlio arrivati in pista col carrello appendice: chi glielo va a dire ai piloti paganti che quei due scappati di casa li hanno suonati come i pifferi di montagna? 

Meditate gente, meditate.

Non bisogna lasciarsi intimorire anche dal mezzo. Telaio, motore… sono go-kart, non monoposto di Formula 1. Ci si può industriare, revisionare i motori in casa, trovare il modo per spendere meno non è difficile in un mondo studiato per farti spendere di più. Smontare, rimontare, giocare col kart è parte del divertimento: non dimentichiamolo.

Quarta: le gomme innanzi tutto.

Quello che conta veramente nel go-kart sono le gomme: più del motore, più del telaio, più del pilota... Le gomme fanno la differenza. Meglio mangiare un panino, fare 60 km per tornare a dormire a casa o evitare di farsi aerografare il casco dall’artista di grido piuttosto che rinunciare a un treno di gomme nuove. Per gli allenamenti vanno bene anche le gomme con 10 giri usate, ma quando c’è la gara, ci vogliono le gomme nuove. Potete fare a meno dei 2/10 del motore migliore, ma la differenza che fa un treno di gomme giuste è molto, molto più grande di quanto non possa fare il carburatore più figo del west.

Quinta: saper mettere un punto

Il kart è come uno di quei macchinari con gli ingranaggi bene in vista: si può scherzare a passarci il dito vicino, ma quando ti finisce dentro… è troppo tardi per tirarsene fuori illesi. Quindi è indispensabile stabilire un budget entro e non oltre il quale bisogna spingersi. Se hai deciso che in un anno puoi spendere X, e a settembre hai finito i soldi, se ne parlerà l’anno successivo. Se qualcuno ti fa un complimento perché vai forte, ringrazia e passa avanti: nessuno ti farà mai correre gratis. 

 

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